CHIEVO SAMP 0-1: MIRACOLO SORIANO, EDER SFAVILLANTE

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DA COSTA 6,5: salta con noi, Tarzan Da Costa! Ebbene, è intonando in solitudine questo canto che ho accolto con gioia il fischio finale. La sua rete resta inviolata in trasferta, non era mai successo quest’anno. Altra chicca è che il mandingo bianco, come lo chiamano amichevolmente i suoi compagni di squadra, si dimostra pronto e sicuro ogni volta che viene chiamato in causa: soprattutto su Thereau in apertura di ripresa e su Sim Sala Bim Hetemaj al 25° del secondo tempo. Per il resto bisogna ammettere che il Chievo si è reso poco pericoloso in avanti ma intanto siamo a due partite consecutive senza reti subite, il miracolo Sinisa inzia da qui! THE LAST MANDINGO.

DE SILVESTRI 6,5: altra prestazione di potenza, controllo e generosità per Lollo: Estigarribia, suo ex compagno di scorribande nella perenne ricerca di fanciulle, esce frastornato al 52°, entra Lazarevic ma la musica non cambia, sulla sua fascia il Chievo fa vita grama. Spinge come un trattore. Talvolta irruente, nel primo tempo rischia il secondo giallo nel giro di pochi minuti. Sul finire del match esce dal campo azzoppato, come un eroe tragico, dopo aver dato tutto se stesso, ed anche di più. Ma si sa, al cuore non si comanda. STELLA COMETA.
(dal 39’ s.t. RODRIGUEZ S.V.: esordio stagionale: entra nei minuti finali, quando il Chievo cerca disperatamente il pareggio, ma non ha tempo per farsi notare. BAILA, MATI… BAILAAAA!)

MUSTAFI 6: pronti via e perde palla da ultimo uomo azzardando un dribbling improbabile. Eccesso di sicurezza, spavalderia illirica o semplice disattenzione dovuta ad una sfrontatezza giovanile da limare ancora un pochino? Sembra l’inizio di una giornata nera e invece l’Albatroz si riprende. Nel primo tempo commette un’altra leggerezza dimenticandosi di Thereau in area ma nella ripresa non sbaglia quasi più nulla. IN PUNTA DI MOCASSINO.

GASTALDELLO 6,5: nuova prova di solidità per il capitano, a conferma delle ultime buone prestazioni. Il cocker si trasforma in cane pastore, dirigendo con maestria la difesa. Certo il Chievo non punge ma lui è puntuale e preciso e, come un vero leader, lascia passare poco o nulla. Lo si rivede anche in un paio di sortite offensive. NON E’ MAI TROPPO TARDI PER RISORGERE.

REGINI 6: sostituisce egregiamente il guerriero Costa, afflitto da una laringite cronica causata dal suo incessante cantare canzoni patriottiche serbe. Non sempre preciso e sicuro, si dimostra comunque affidabile anche come esterno sinistro. Come un vero rocker inizia la ripresa con una buona sortita offensiva esibendosi palla al piede in una Duck Walk stile Chuck Berry, causando lo sconcerto tra gli avversari e l’ilarità tra i presenti, ma per il resto della gara si limita a difendere e alla fine dei conti ci riesce bene. Dalle sue parti arrivano pochi pericoli. VASCO B. GOODE.

PALOMBO 6.5: da quando Mihajlovic lo ha posizionato davanti alla difesa sembra un giocatore rigenerato. Taumaturgico e letale, ostacola gli avversari, sradica palloni e fa ripartire l’azione. Poche sbavature, tanta esperienza. Mette anche lo zampino sul gol, pennellando il cross sulla piccola testa di Eder. LINFA VITALE.

RENAN 6: sostituisce in extremis Obiang, non ha la qualità di Pedro ma compensa con corsa e grinta. In ombra rispetto alle precedenti partite, regge fino al 69° quando crolla stremato in lacrime per poi lasciare il campo per Sansone. L’UOMO CON LA BORSETTA (dal 24° s.t. SANSONE 5: entra in campo ma non in partita. Nel finale il Chievo concede gli spazi che lui dovrebbe sfruttare ma oggi non è la sua giornata. Nel finale ha una buona palla in area, sulla zampa sinistra, ma temporeggia troppo lasciando il tempo alla difesa di recuperare). 

GABBIADINI 6: sul suo sinistro, vellutato come una crema di zucca, è riposta gran parte delle speranze offensive blucerchiate. Oggi Manolo è stato impreciso ma ha tenuto costantemente sul chi vive la difesa avversaria. Ad inizio ripresa potrebbe chiudere la partita ma si allarga troppo per saltare Puggioni, perdendo lo specchio della porta. INTIMISTA, FORSE TROPPO.

KRSTICIC 7: gara di qualità oggi per Nenad: agonismo, intelligenza e sacrificio, dall’interdizione fino alle ripartenze. Anche sul suo recupero si fonda la nuova Sampdoria di Mihajlovic. CANTAMI, O DIVA, DEL PELIDE NENAD.

SORIANO 7: in cima alla classifica dei miracoli operati da Sinisa c’è proprio lui: del panchinaro spaesato che faceva imbufalire la gradinata non c’è più traccia. Certo, il gel c’è sempre a chilate, ma lo spirito è un altro. Resta in campo 90′ durante i quali sfodera tecnica, dribblig deliziosi come un panino con il prosciutto crudo, intelligenza e sacrificio. Sempre al centro della manovra blucerchiata, recupera palloni preziosi, costruisce con precisione e non spreca mai una palla. LA POTENZA DEI PATTONI.

EDER 7: segna due goal di testa in 7 giorni, a testimonianza dello stato di grazia che sta attraversando. Gli avversari capiscono che è lui l’attaccante più pericoloso tra le file della Samp ed iniziano a pestarlo come un tamburo, fino a farlo uscire malconcio ad inizio ripresa. EDER , LA BUONA VITA. EDER, IL NOSTRO GIOIELLO PIU’ SFAVILLANTE.
(dal 6 s.t. BJARNASON 6: entra bene in partita, tra difesa e attacco. In un paio di occasioni si rende pericoloso dalle parti di Puggioni, ma lui non è attaccante, è martello, e si vede. Tra il provvidenziale e lo sconsiderato il tackle difensivo in area su Lazarevic, per fortuna la scelta di tempo si è rivelata giusta.

All. MIHAJLOVIC 7: forse a Verona la sua Samp è stata meno brillante delle precedenti uscite ma con lui in panchina sono arrivati 8 punti in 4 partite, praticamente gli stessi raccolti da Delio Rossi nelle prime 12 giornate. Se aggiungiamo che la squadra si dimostra compatta, organizzata e ben disposta sul campo il miracolo è completo. Ottimo lavoro quello di Sinisa, sia sul piano psicologico, sia su quello tattico. Direbbe zio Vuja: SINISA E’ SANTONE CHE VIENE DA ORIENTE.

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SampGeneration

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