IN GINO VERITAS: “SAMP ED EMPOLI SI ANNULLANO. ALVAREZ CORRE, MA E’ INCONCLUDENTE”

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Dopo l’ottima partita contro il Napoli affrontiamo l’Empoli quartultimo in classifica a ben sei punti da noi. Vincere significherebbe chiudere o quasi il discorso salvezza.

4-3-1-2 per entrambe le formazioni, i due tecnici optano per lo stesso sistema di gioco.
Stesse idee e stessi principi sia in fase di possesso che in fase di non possesso, si prevede una partita molto dura e fisica con due squadre molto corte e strette che attuano un grande pressing sull’avversario.

Giochiamo con: Puggioni in porta; difesa con Pereira a destra e Palombo che sostituisce Silvestre al centro assieme Skrinar. Bocciati ancora una volta Dodo’ e Pavlovic, a sinistra c’è Regini. Centrocampo a 3 conTorreira mediano davanti alla difesa, Praet mezzala destra, Barreto out per infortunio, Linetty mezzala sinistra. Alvarez confermato trequartista dietro a Muriel e Schick. Quagliarella a riposo in vista dell’incontro in coppa Italia a Roma di giovedi.

L’Empoli si presenta reduce da due vittorie, un pareggio ed una sconfitta nelle ultime 4 partite dopo un inizio drammatico. Skorupsky in porta, difesa a 4 con Laurini a destra, Cosic e Belusci centrali, Pasqual terzino sinistro. Centrocampo a 3: il giovane Diousse davanti alla difesa, Krunic mezzala destra  e Croce mezzala sinistra. Saponara trequartista dietro alle punte Marilungo e Michelidze.
I movimenti e l’organizzazione di gioco sono uguali a quelli della Sampdoria.

Fase di non possesso:
Assistiamo ad una pressione molto alta e molto coraggiosa da parte blucerchiata, la linea difensiva gioca molto alta, nonostante la lentezza dei due centrali difensivi. 
Creiamo la consueta densità in zona palla, come l’Empoli. In alcuni momenti troviamo dai 12-13 giocatori in un fazzoletto di campo. Pressiamo alti già dalla loro costruzione per impedirgli il palleggio, costringendoli spesso a calciare ricercando i terzini posizionati molto alti e larghi in ampiezza.
Usciamo con le mezzali sui loro terzini, con scivolamento conseguente del centrale di centrocampo e della mezzala opposta. Alvarez si occupa del mediano, le punte giocano tra i due centrali e Torreira lavora su Saponara. I terzini, invece, si occupano dell’inserimento in ampiezza delle mezzali.
Gli scivolamenti sono fatti con sincronismi giusti e veloci.
Le stesse uscite sono fatte dall’Empoli: spesso Torreira e Diousse provano ad alzarsi offensivamente in pressione l’uno sull’altro per tenere il baricentro alto.

In fase di possesso non riusciamo a sviluppare la nostra ottima organizzazione, a causa della pressione dell’Empoli.
La squadra toscana ci prende alti con i suoi due attaccanti e il trequartista. Siamo spesso costretti ad alzare i terzini a centrocampo e provare ad uscire con un lancio lungo sul terzino per eludere la densità in zona palla dell’Empoli.
Come all’andata i lanci lunghi superano il fraseggio corto: 20 all’andata e 20 al ritorno.

Cerchiamo sia il movimento tra le linee di Alvarez che non sempre riusciamo a trovare, e lavoriamo sulle mezzali che lavorano in ampiezza e profondità.
Quando una mezzala riceve sull’esterno la mezzala opposta cerca l’inserimento centrale.
Grande occupazione degli spazi nella metà campo avversaria. Ma il gioco è spesso interrotto e fatichiamo a dare ritmo e velocità al possesso.
Entrambe le squadre provano ad allargare le punte in possesso, sopratutto durante la ricerca della ripartenza, e farle lavorare nello spazio lasciato libero dalla spinta del terzino, cercando anche il taglio tra il centrale ed il terzino oppure tra i due centrali.
Il cambio gioco che potrebbe mettere in difficoltà questo modulo non si riesce mai a sfruttare per la densità che si crea durante il possesso palla.
Gli attacchi sono bilanciati nelle zone di campo e sono più o meno identici tra le due squadre, sia sulle vie esterne che su quelle centrali, con prevalenza della zona centrale.

La gara inizia con grande ritmo e intensità: gioco veloce e squadre corte ed aggressive, si fa fatica a vedere trame di gioco con fraseggio corto e continuo.
Al 5′ minuto Muriel si infila trovando il taglio tra i due centrali difensivi servito da Torreira. Si vede che è una giocata studiata e cercata. Infatti dopo 5 minuti ci riproviamo con Schick, una punta viene incontro e l’altra si inserisce centralmente, per provare ad aprire la linea.

Anche l’Empoli utilizza la stessa tattica: lancio lungo su inserimento centrale di Michelidze, forse non veloce come Marilungo ad attaccare la profondità. Al 13′ minuto ci prova Saponara ad attaccare la profondità e servire Marilungo: il tiro dell’attaccante è deviato in corner da Puggioni.
Dopo un taglio pericoloso di Michelidze al 20′ minuto Pereira serve Alvarez che si allarga ed elude l’intervento di Croce. L’argentino serve il taglio di Praet che crossa rasoterra, Schick lascia passare per Muriel che da ottima posizione tira fuori. Brutto errore del colombiano che non segna (come Quagliarella) dal lontano 20 Novembre.

Al 29′ minuto l’ennesimo taglio di Michelidze tra Regini e Skrinar.
L’attaccante della squadra toscana con una spallata supera in velocità lo slovacco, Palombo lavora con il fisico posizionandoglisi davanti e lo stende: rigore giusto. Da regolamento manca il rosso… L’arbitro stavolta ci grazia.
Non è mai facile tirare un rigore davanti al muro della sud e la sud insieme a Puggioni riescono nel miracolo. Rigore parato e risultato salvo!!

La partita continua con la Sampdoria che effettua la maggior parte del suo alto possesso palla nella metà campo dell’Empoli che risponde cercando il contropiede e la verticalizzazione immediata sulle punte. Ma le squadre sono estremamente corte, creano densità pazzesca, limitano gli spazi e i palloni persi si contano in numero elevato. Tanti sono infatti gli errori tecnici: 49 noi, con ben 36 passaggi sbagliati, e 40 loro.
L’Empoli lotta su ogni pallone. Quando abbiamo un’occasione d’oro Muriel si conferma un ottimo attaccante incompiuto e con poco killer instinct da punta. Al 35′ minuto con una gran giocata Schick salta un uomo in area e tira, il tiro viene deviato e finisce sui piedi di Muriel che non conclude a rete ma prova il passaggio di interno piede morbido a pallonetto sull’inserimento di Linetty. Il Polacco viene anticipato…

Finisce il primo tempo con la nostra supremazia che non viene premiata e con l’Empoli che sbaglia il rigore del possibile vantaggio.

Nel secondo tempo al 10′ minuto esce Cosic per infortunio ed entra Costa.
Al 23′ minuto esce Praet per Fernandes. Alvarez viene spostato mezzala destra e Fernandes si posiziona trequartista.
La partita segue lo spartito del primo tempo: corsa, agonismo e tattica. Ci annulliamo a vivenda, con la squadra avversaria che difende molto bene gli spazi e noi che non riusciamo a trovare la chiave giusta per aprire il loro fortino.
Muriel è poco lucido e si isola a tratti dalla gara mentre Schick fa il suo ma non incide. Alvarez corre molto ma purtroppo non è una gara podistica, pesa avere un trequartista che in 26 partite in due anni ha fatto un goal e pochi assist, quando a noi servirebbe maggiore incisività. Il Mister l’ha spiegato in settimana: Alvarez gli garantisce in fase di non possesso determinate caratteristiche e Quagliarella diventa in alcune gare imprescindibile. Se su Quagliarella posso essere minimamente d’accordo, paragonando le prestazioni – per esempio – di Saponara con quelle di Alvarez ci rendiamo conto di quanto dovrebbe incidere un trequartista in questo sistema di gioco.

Al 29′ minuto si accende il Muriel con un tiro a giro da fuori che sfiora il palo.
Al 32′ minuto arriva la grandissima occasione con uno splendido cross di Torreira da destra che ìtaglia tutta l’area davanti ai difensori dell’Empoli. Sul pallone si butta Muriel in scivolata che supera il portiere ma Laurini salva sulla riga di porta.
Ci proviamo fino alla fine costringendo l’Empoli a chiudersi dietro. Ma oggi siamo poco lucidi davanti, non riusciamo ad arrivare a finalizzare e facciamo pochi i tiri in porta (3).
Al 36′ minuto entra Djuricic per Alvarez e al 39′ minuto entra Quagliarella per Muriel.

Finisce con uno 0-0 combattuto, ma i tifosi volevano la vittoria: non sono pochi i fischi arrivati dagli spalti.
Giovedì la difficile trasferta in coppa Italia a Roma dove il mister ha promesso di giocarsela e di non regalarla come hanno fatto i suoi predecessori nelle due precedenti edizioni.
In questo campionato dove ci sono tre squadre che praticamente si stanno auto-condannando alla serie B, il cammino rischia di diventare pieno di alti e bassi per mancanza di stimoli e di obiettivi. Anche se da parte dei giocatori non sono mai mancate la determinazione e la concentrazione e di questo va reso grazie al nostro mister Giampaolo.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

1 commento

  1. Cosa dire! Come sempre analisi perfetta. La Sampdoria di quest’anno, grazie al suo allenatore, sta mettendo in mostrsa un ottima organizzazione di gioco ma ha alcune falle che anche domenica si riscontrano in:

    1) Cocciutaggine del tecnico, non solo nella scelta di qualche giocatore che nessuno, dico nessuno, metterebbe titolare ma anche e soprattutto nel non saper cambiare la partita in corso con una modifica al modulo di gioco per trovare nuove soluzioni offensive o difensive a seconda dei casi
    2) Abbiamo rinnovato Quaglia, grande professionista ma, diciamocela tutta, arriva da titolare e 10 gol all’anno? ne dubito e Muriel che è un grande potenziale campione arriva a 10 gol, forse ma a fatica. Chiudo con Schick grande prospettiva, si penso supererà da titolare quota dieci ma non certo quest’anno.
    3) Concludo abbiamo bisogno di 1 centrale di riserva, 1 terzino sinistro e un GOLEADOR

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