“SERVE UN RISCATTO DOPO DISASTRO DI TORINO”

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Quarta partita di campionato, si torna nel campo “stregato” di Torino.
Formazione che rimane invariata con Pereyra che sostituisce Cassani: 4-3-1-2 con Viviano in porta, difesa a 4 con Pereyra terzino destro, centrali Moisander e Silvestre, Regini a sinistra. Centrocampo a tre con Fernando davanti alla difesa, mezzala destra Ivan e mezzala sinistra Barreto. Soriano trequartista, dietro Muriel ed Eder.

Il Torino di mister Ventura gioca con il suo classico 3-5-2: Padelli in porta, difesa a 3 con Bovo terzino destro, centrale di difesa Glik, Moretti terzino sinistro. Centrocampista centrale Vives, mezzala destra Acquah, esterno di destra Perez, mezzala sinistra Baselli, esterno di sinistra Molinaro. In attacco la coppia Quagliarella-Belotti.
Già in estate avevo sottolineato il mercato azzeccato della squadra granata, partita a razzo in campionato.
Hanno comprato gli uomini giusti, giovani e forti, per il progetto tecnico dell’allenatore.
Ottima organizzazione gioco, grande e di buona qualità la spinta degli esterni, buon possesso palla per le tante soluzioni offensive e sulle verticalizzazioni alle due punte che si completano in maniera perfetta.
La fase di non possesso del Torino la incominciamo a vedere dopo 25 minuti, quando i granata propongono una tattica attendista per rifiatare dopo lo sforzo fisico della prima mezz’ora.

La partita vede una tattica troppo rinunciataria della Sampdoria. Una scelta del mister, come dichiarato a fine partita.
Ci difendiamo al limite dell’area con due linee di 4 uomini, con Ivan che si allarga a destra, Barreto e Fernando centrali e Soriano su Vives per poi rientrare a sinistra. Eder a sinistra, in teoria per arginare Bruno Peres, Muriel rimane centrale.
Scivolamenti sbagliati e poco organizzati: molta confusione sulle uscite, difesa troppo bassa che consente al Torino di occupare tutta la metà campo, duelli individuali spesso persi, vedi Regini triturato da Peres senza mai avere un raddoppio di marcatura.
Lo avevamo sottolineato nelle partite precedenti: senza organizzazione e con un ritmo così basso e senza intensità, senza i colpi individuali sarà difficile vincere.
Domenica la partita ha visto questo: una squadra ben allenata ed organizzata batte una squadra in difficoltà tattica ed organizzativa.

La prima mezz’ora al Torino riesce tutto: fase di possesso palla veloce, spazi aperti e senza una minima difficoltà nel penetrare quando ne hanno la possibilità, nonostante la scelta di Zenga di difendere tutti dietro la linea della palla.
La prima occasione al primo minuto vede Moretti che non trova un avversario che lo contrasti e riesce a servire un buon pallone a Molinaro sulla sinistra ,che taglia dietro le spalle di Pereyra.
Al 15 minuto visto che Regini è costantemente in difficoltà, Zenga sposta Barreto con Soriano in fase di non possesso, ma la situazione non cambia.
Al 17 minuto sfonda Peres su Regini che crossa per Quagliarella che anticipa un colpevole Silvestre 1 a 0…
Al 23 minuto ecco il secondo goal: calcio d’angolo in cui marchiamo a uomo, Soriano si stacca dal primo palo per colpire, manca il pallone che con un rimpallo favorisce il tiro di Belotti su cui si avventa come un falco Quagliarella che segna il secondo goal..2 a 0…fine dei giochi…
Il Torino a questo punto si chiude nella classica tattica di aspettare e e ripartire, con un attacco forte e pressione feroce quando il pallone arriva sulle nostre mezzali e trequartista. Il Toro cerca di colpire in contropiede: tutti dietro la linea del centrocampo con 3 linee strette e molto corte tra loro, con cui riescono a coprire sia l’ampiezza con gli esterni sia la profondità.
Il mister prova al 36 minuto a cambiare di posizione Barreto con Ivan.

Il nostro possesso è lento, prevedibile, sempre in orizzontale. Le nostre uniche due occasioni sono arrivate sui lanci lunghi di Viviano in contropiede per Muriel ed Eder.
Riusciamo ad averne una con un tiro di Soriano ed una su un cross di Muriel, velo di Ivan e tiro di Eder dopo aver saltato Peres…tutto qui il nostro tragico primo tempo con un possesso palla al 61 % per il Torino.

Il secondo tempo iniziamo con una cambio tattico: Pereyra si sposta come terzino sinistro mentre il terzino destro va il greco Lazaros. Esce Regini.
Assumiamo il comando delle azioni.
Forte del risultato favorevole, il Torino aspetta e prova a ripartire.
Al 10 minuto esce Belotti per Maxi Lopez.
In fase di possesso allarghiamo le mezzali per cercare un 2 contro uno sugli esterni: Soriano incomincia a farsi vedere tra le linee, aumentiamo ritmo ed intensità anche in fase di non possesso.
Molto bene Pereyra a sinistra dove riesce a limitare Peres e a spingere: ne esce fuori un bel duello.
Al 16 minuto esce Ivan per Correa, Soriano si sposta mezzala sinistra, Barreto mezzala destra e Correa trequartista.
Qualche occasione in contropiede per il Torino: grandi battaglie a centrocampo,per lo meno la grinta e la determinazione è presente. Ma il nostro primo tiro vero in porta avviene al 34 minuto del secondo tempo.
Al 30 minuto esce Peres, autentico migliore in campo, per Zappacosta.
Al 36 minuto esce Acquah per Benassi.

Questa volta solo ombre e arriva arriva la prima sconfitta (meritata) in campionato.
A mio avviso il secondo tempo è stato buono per la voglia espressa, ma non salva la squadra dal disastro generale.
Boccio la tattica del primo tempo e mi auguro una svolta per quanto riguarda ritmo, intensità e organizzazione di gioco. A mio avviso come nomi siamo un bella squadra, spero venga messa in condizioni di giocare a calcio…
Ma questo lo scriviamo da circa due mesi…

Autore

SampGeneration

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4 commenti

  1. Temo che l’unica maniera per vedere del calcio giocato e non i colpi dei singoli sia possibile solo con un cambio in panchina.
    Sono 6 gare ufficiali e manca la minima idea di gioco, se Walter era finito ai margini in campionati di terza fascia un motivo c’è stato, non si trattava di persecuzioni Staliniane……

    • Concordo su tutto, per quanto riguarda l assenza di gioco, la competitivita’ della rosa e l oggettiva inadeguatezza dello staff tecnico, pero’ la mancanza di aggressivita’ e convinzione dei singoli poco hanno a che fare con Zenga, e quella di farsi travolgere in trasferta e’ una triste abitudine gia’ verificatasi lo scorso campionato. E’ una squadra che tende a sgretolarsi moralmente quando la partita e’ nelle mani degli avversari. Sara’ l assenza di veri leader nello spogliatoio o la giovane eta’ di alcuni dei nostri, ma e’ una situazione mortificante che si ripete con regolarita’. Il punto piu’ basso in EL. Carlo, da mister, hai una spiegazione, dal punto di vista psicologico?

      • si va bene per l aspetto mentale anche se mi sembravano piu insicuri sui movimenti da fare nella tattica difensiva piuttosto che svogliati e scazzati…come gli anni passati…comunque concordo con te sulla mancanza di un leader e su un aspetto mentale che continuiamo ad avere a tratti

  2. L’avevo già scritto in un altro post, il secondo tempo contro il Toro mi ha ricordato il match di ritorno a Novi Sad: inutile illudersi di discrete figure agevolate dal fatto che l’avversario di turno, forte di un rassicurante vantaggio, ti lascia VOLUTAMENTE il pallino del gioco, ti aspetta e prova a colpirti di rimessa, i tuoi meriti sono davvero relativi…
    Continuo a non aspettarmi granchè da questo organico e di conseguenza da questa stagione, spero ovviamente di essere vivamente smentito già tra tre ore…

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