IN GINO VERITAS: “PAGHIAMO GRAVI ERRORI INDIVIDUALI. ORA LE GARE DECISIVE”

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Reduci dal pareggio beffa di mercoledì, affrontiamo una Roma rivitalizzata dalla cura Spalletti.

Breve flashback sugli errori nel match col Torino:
Contro i granata abbiamo perso altri due punti in maniera clamorosa, al termine di una partita mal giocata e mal interpretata in cui abbiamo avuto il solo merito di saper passare in vantaggio due volte con Muriel e Soriano.
La fase difensiva continua a non migliorare, nonostante il nuovo modulo di mister Montella: un 3-4-2-1 in fase di possesso che si trasforma in un 3-5-1-1 in fase di non possesso.
Sia sul primo che sul secondo goal del Torino commettiamo errori da dilettanti.
Sulla prima rete Cassani segue per 30 metri Immobile e lo lascia crossare indisturbato. Ranocchia liscia in maniera incredibile il pallone (secondo errore in due partite), Dodo’ è in ritardo sulla diagonale e Belotti lo anticipa segnando l’1-1.
Ma l’incredibile lo raggiungiamo a 15 secondi dalla fine: rinvio maldestro di Viviano sui piedi di Gaston Silva che serve Immobile non marcato. A metà strada si trova Lazaros che lo segue per 20 metri e lo guarda crossare. Anche in questo caso sarebbe bastato un fallo e la partita sarebbe finita. Sul cross Ranocchia liscia di testa, Moisander non marca Belotti, Dodò chiude in diagonale ma è sovrastato fisicamente dalla punta granata che segna di testa il pari beffa…

A Roma Montella decide di dare continuità al modulo nonostante le 3 partite in una settimana: 3-4-2-1 con Viviano in porta; difesa a 3 con Ranocchia terzino destro, Silvestre centrale e Cassani terzino sinistro. Moisander out nel riscaldamento, Dodò esterno sinistro, Fernando e Barreto centrocampisti centrali, Ivan esterno destro, Correa e Soriano trequartisti dietro alla punta centrale Muriel.

La Roma di mister Spalletti risponde con un 4-3-3 ricco di qualità.
Szczesny in porta, difesa a 4 con Maicon terzino destro, Manolas e Rudiger centrali e Zuvkanovic terzino sinistro. Centrocampo a 3 con Keita davanti alla difesa, Florenzi mezzala destra e Pjianic mezzala sinistra; El Sharaawy a sinistra e Salah a destra dietro al falso nueve Perotti.

La fase di possesso della Roma parte già dal giropalla difensivo: terzini molto larghi in ampiezza, rotazione dei centrocampisti per occupare la posizione centrale ed eludere le marcature dei nostri trequartisti. I due attaccanti esterni sono molto stretti al centro per inserirsi nello spazio lasciato dal movimento continuo di Perotti e favorire l’inserimento delle mezzali dietro di loro in profondità.
Molto movimento da parte delle mezzali nel nostro centrocampo con inserimenti continui in appoggio alla manovra offensiva ed alle punte.
Possesso palla tecnicamente ottimo con fraseggi veloci sopratutto in attacco e buon ritmo ed intensità di gioco.

Baricentro molto alto anche in fase di non possesso, dove la Roma decide di venirci a prendere molto alti portando molti uomini in fase offensiva.
Perotti cerca Fernando aiutato da Pjanic, mentre Florenzi lavora su Barreto. Le due punte esterne lavorano sui nostri terzini per poi rientrare larghe in un 4-5-1 con due linee molto corte e strette.

La loro pressione è molto alta già nel nostro giropalla, con Keita che si posiziona preventivamente su Correa, Manolas su Muriel e i terzini che si alzano a prendere i nostri esterni di centrocampo.

La Sampdoria in fase di non possesso difende con un 5-3-1-1 cercando tanta densità centrale per disturbare il fraseggio veloce e tecnico della Roma.
Con i terzini che controllano gli attaccanti esterni, i nostri esterni agiscono sulla spinta dei terzini giallorossi, Soriano si abbassa come mezzala sinistra mentre Correa si occupa del centrocampista centrale che rimane a protezione della difesa della Roma.
Le mezzali si occupano delle mezzali della Roma, Fernando dovrebbe dare copertura centralmente alla nostra difesa.
Rimaniamo con il baricentro basso per poter giocare in contropiede sugli spunti individuali e veloci di Muriel e Correa.

La fase di possesso palla è lenta e difficoltosa, anche a causa del baricentro alto della Roma.
Soriano e Correa svariano tra i difensori centrali e le mezzali per cercare di innescare Muriel
e ricercare superiorità numerica centrale.
Soriano manifesta difficoltà a ricoprire questo ruolo che al contrario sembra essere molto più congeniale a Correa.
Cerchiamo densità centrale per provare a sfondare con scambi stretti e veloci.
Muriel cerca lo spunto veloce nell’uno contro uno puntando la difesa della Roma, spesso sbilanciata in avanti.
Gli esterni provano a spingere molto. Dodò è disegnato per questo ruolo ed è ottima la sua partita mentre Ivan, adattato esterno per l’indisponibilità di Moisander, nonostante l’impegno ed i tanti palloni recuperati non riesce ad incidere a livello offensivo.

Ancora una volta approcciamo male la gara ed al 7′ minuto su un cross da destra Ranocchia liscia di testa, spazio a Pjianic che di testa mette fuori.
La Roma cerca spesso la zona tra Ranocchia ed Ivan provando a mettere in difficoltà il nostro difensore con inserimenti veloci .
Al 15′ minuto la Roma sbaglia un corner, Muriel parte in contropiede e dopo un coast to coast riesce ad arrivare al tiro che termina fuori…
Muriel rimane troppo solo in queste ripartenze e la difesa della Roma è molto veloce nel recuperarlo.
La Roma tiene in mano il gioco nei primi 20 minuti, creando diverse occasioni pericolose ma senza impegnare Viviano. Difendiamo compatti e con molta densità ma non riusciamo a ripartire.
Al 17′ minuto stessa azione del 7′ minuto: colpo di testa di Pjianic ancora una volta non marcato e il pallone fortunatamente termina fuori.
Spalletti cambia posizione alle mezzali volendo che una vada in inserimento continuo dietro a Perotti in appoggio centrale.
Il continuo movimento per occupare gli spazi offensivi crea difficoltà nelle uscite dei nostri centrocampisti e dei nostri esterni presi spesso in un 2 contro 1.

Il primo tempo è dominato dalla Roma con un possesso palla del 64% contro il nostro 36%.
La nostra partita difensiva sembra condurci all’intervallo in parità quando, a 30 secondi dalla fine del primo tempo, l’equilibrio viene rotto dall’ennesima ingenuità.
Punizione laterale su cui saliamo in 8: 6 dentro l’area e due sul punto di battuta. Considerati i 30 secondi mancanti alla fine del tempo si poteva salire con uno o due di meno…
Dodò sbaglia il cross, il pallone viene rinviato dalla difesa e raccolto da Florenzi: sull’esterno sinistro parte il contropiede con noi che difendiamo in 5 e la Roma che attacca in 4.
Fernando non segue il movimento senza palla di Florenzi e sul tiro di El shaarawy rimpallato verso il centro della nostra area Silvestre si ferma con il braccio alzato per segnalare un fuorigioco che non c’è, non marcando e non seguendo la traiettoria del pallone. Florenzi segna indisturbato di testa, 1-0 e fine primo tempo… grossa ingenuità!

La Roma ad inizio secondo tempo sostituisce l’ammonito Zuvkanovic con Digne.
Parte subito forte la squadra giallorossa che vuole chiudere la gara e infatti dopo 4 minuti segna il secondo goal.
Su un nostro giropalla lento e difficoltoso in virtù della loro pressione forte ed alta sbagliamo l’uscita con errori di Fernando e Dodò. La Roma conquista palla e con un tiki taka sulla fascia destra riesce a liberare davanti alla nostra difesa Salah che prova a crossare. Fernando sbaglia il rinvio, il pallone arriva a El shaarawy lasciato libero al centro dell’area, con un tocco magico d’esterno libera Perotti non marcato da Silvestre e Ivan. L’argentino calcia in maniera splendida al volo e segna… 2-0!
Dopo 3 minuti ancora un errore in costruzione di Fernando che viene pressato da El Shaarawy. Parte il contropiede con Salah che serve Pjianic ma il bosniaco per fortuna tira fuori.

Al 10′ minuto entra Quagliarella per Muriel.

Invertiamo anche Silvestre con Ranocchia nella posizione di difensore centrale nella difesa a tre.
All’11’ minuto segniamo in maniera del tutto inaspettata grazie ad un tiro di Fernando da fuori area deviato da Pjanic: 2-1.
Colpisce come la Roma avesse portato 9 uomini  contro i nostri 4 dentro l’area di rigore e nessuno sul tiratore.
Da adesso inizia la nostra partita.

Cala la Roma che abbassa la pressione, un pò per stanchezza un pò per paura, e il suo possesso palla diventa lento ed impreciso.
Noi alziamo il baricentro e la posizione centrale di Correa crea diversi fastidi alla difesa giallorossa.
Rischiamo in contropiede in virtù delle coperture preventive spesso sbagliate dei nostri difensori sugli attaccanti della Roma.

Al 20′ minuto la Roma ha un baricentro molto basso e mister Spalletti prova a svegliare la squadra inserendo Dzeko per Maicon. Florenzi si sposta terzino destro e Perotti mezzala destra che in fase di possesso agisce dietro a Dzeko come trequartista: squadra a completa trazione anteriore.

Noi alziamo molto in pressione sia i centrocampisti che gli esterni e facciamo la partita.

Al 25′ minuto entra Alvarez per Barreto e Soriano si sposta centrocampista centrale con Fernando.
Al 27′ minuto Fernando pressato perde ancora una volta il pallone in giropalla (con errore in marcatura di Silvestre) ed El Shaarawy arriva al tiro: palla fuori di poco.
Ci proviamo ma creiamo poco. Al 31′ minuto entra Cassano per Correa.
Entrato così tardi perché a detta del mister si stava riscaldando in maniera poco concentrata ed intensa.

Cassano entra e parte da sinistra, Alvarez da destra. Antonio approfitta del ritmo basso della partita e della stanchezza della Roma e riesce ad incidere in maniera positiva sulla gara, creando la palla goal più importante della partita.
Combinazione centrale in tiki taka stile Barcellona con Alvarez e Quagliarella che, spalle alla porta, serve l’inserimento centrale del barese facendo una sponda precisa. Cassano solo davanti al portiere lo centra come a Carpi… al 41′ minuto poteva essere la svolta ed il pareggio.
Ma i rimpianti veri arrivano al 46′ minuto quando, su un cross di Dodo’, Cassani si coordina e con un tiro al volo dentro l’area colpisce la traversa…

Arriva così l’ottava sconfitta per mister Montella che in 12 partite ha raccolto solo 8 punti… una media veramente bassa e preoccupante.
Il valore del tecnico non si discute, ma le mie personali impressioni su questa squadra sono negative e diverse.
Se è vero che siamo migliorati come stile di gioco ed organizzazione a livello difensivo commettiamo ancora molti errori e subiamo ancora troppi goal.
Va bene la difesa a tre ma gli interpreti stanno commettendo a livello individuale degli errori molto gravi, sopratutto Ranocchia.
Bene Dodo’, dovremmo cercare un esterno di destra in alternativa a De Silvestri. Ad esempio Pereyra?
Soriano forse è più una mezzala, non è il Borja Valero di turno. Come trequartista si pesta un po’ i piedi con Correa che invece rende molto di più dietro una prima punta.
Le mie impressioni è che la squadra abbia ancora un atteggiamento mentale sbagliato.
Poca cattiveria, poca personalità e poca determinazione.

Spesso ci svegliamo dopo il primo goal subito e tutto questo diventa molto penalizzante per una squadra che si deve salvare.
Vedo giocare a volte la squadra con molta sufficienza e poca intensità mentre ora serve concretezza, attenzione, concentrazione e furore agonistico.
Ci aspettano due partite in casa fondamentali con Atalanta e Frosinone oltre alla trasferta di Milano con l’Inter e un’altra gara fondamentale a Verona con il Verona.
Sarà importante incominciare a vincere e non sottovalutare la classifica per uscire da questo pantano…

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

6 commenti

  1. Ciao Carlo, concordo con te su tutto. Quello che preoccupa di piu’ e’ l atteggiamento passivo di tutti gli inizi di gara e la condizione atletica, finche c’ è partita gli altri ci sovrastano in reattivita’ siulle palle contese, soprattutto in mezzo al campo, e sulla corsa in generale. Poi quando lo scarto e’ di due reti i nostri sembrano venir fuori. Credo comunque che il 352 sia la strada da percorrere e che dalla partita di Roma emerga qualche pallida certezza. Ranocchia non puo’ fare il laterale della difesa a 3, ma soltanto il centrale dove non e’ costretto a uscire in campo aperto, Dodo’ garantisce qualita’ e spinta ma va coperto con un giocatore rapido e portato al sacrificio ( Ivan ), Correa e Soriano sono di difficile convivenza, a meno che Soriano non si abbassi costantemente a impostare sulla linea di meta’ campo, la squadra necessita di un riferimento centrale che non sia il fantasma di Muriel, quindi Quagliarella o Cassano, che si giochi in casa o trasferta poco cambia. Per chiudere credo che il destro dei 5 in mezzo saranno Carbonero o De Silvestri a seconda delle esigenze, non appena torneranno disponibili. Ciao e forza Doria

  2. ho come l’impressione che la scarsissima preparazione fisica, incida sulla lucidità a gara in corso e porti agli errori macroscopici di giocatori che così grammi nn sono. Essendo la difesa il reparto che più salta alle cronache in caso di errore, ecco che ci ritroviamo spesso a criticarla, ma il resto della squadra, a partire dal centrocampo, corre poco e male. Resto dell’idea che aver sbagliato l’allenatore (e lo staff di preparatori) sta avendo conseguenze catastrofiche.

  3. Montella e il suo staff sono al lavoro ormai da tre mesi, dovrebbero aver individuato pregi e difetti di ogni singolo elemento e della rosa in generale, per quanto coach Z e i suoi collaboratori abbiano combinato dei disastri additarli ancora ad oggi come responsabili per il tragico presente mi sembra francamente troppo!
    La cosa preoccupante è che qui le partite si ripetono in fotocopia sotto tutti gli aspetti, da quello mentale/agonistico a quello più squisitamente tecnico e tattico, passano le settimane ma di miglioramenti, di progressi io faccio veramente fatica a vederli…
    Tornando a Roma Carlo, con la difesa a tre non diventa fondamentale l’apporto degli esterni di centrocampo che devono essere pronti e reattivi in entrambe le fasi?
    A me Dodò sembra tutto tranne che un difensore, se non è un’ala poco ci manca, sulla destra quando De Silvestri recupererà dovremmo essere coperti, secondo me contro i giallorossi, al di là delle solite distrazioni dei nostri difensori i pericoli arrivavano perchè Ivan non scalava in retroguardia, non seguiva le incursioni delle mezzali romaniste, per quel ruolo, nonostante la sua buona volontà per me non è ancora pronto o addirittura non tagliato proprio…

    • La preparazione iniziale sbagliata, si può tappullare in qualche modo, ma resterà un fardello che ci trascineremo fino a fine stagione. colpe o non colpe questi vanno troppo presto in debito di ossigeno, poca benzina in corpo, segno di poca legna messa da parte quando era il momento. Poi, con ogni probabilità, continuano ad allenarsi con l’intensità nn idonea ad un campionato di A.

      • esatto sull ‘intensità concordo nella maniera piu assoluta nella nostre prestazioni manca proprio l’intensità,invece per la preparazione estiva purtroppo nella metodologia del calcio odierno non esiste preparazione o richiamo…

    • certo gli esterni sono importanti e concordo su dodò piu’ propenso ad attaccare che a difendere…i pericoli con la roma arrivavano perchè creavano tanto movimento e portavano molti giocatori nella nostra metà campo ed era difficile riuscire ad organizzare le scalate giuste sopratutto con la mezzala ivan adattata ad esterno…

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