“QUANTO AVREI VOLUTO LO ZAR VIERCHOWOD IN CAMPO..”

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Arriviamo a questo incontro nervosi ed esausti, sulla spinta emotiva del bimbominchia e la sua nave scuola, contro il nostro amato bomber.

Il nostro Lider Maximo, ancora incazzato per la sconfitta e la mancanza di reazione all’Olimpico contro la lazio, decide di eliminare il giorno di riposo del lunedi e di fare allenare la squadra alle ore 730.

Sinisa decide anche di lavorare a porte chiuse da mercoledi. Questo, credo, per prevenire il solito lavoro di spionaggio, sopratutto sulle palle inattive, di Walter “fazzoletto piangina” Mazzarri.

Infatti arriva la sorpresa che non ti aspetti…

Passiamo ad un 4-3-1-2 con Da Costa in porta, De Silvestri a destra, Gastaldello e Mustafi centrali e Regini a sinistra. Centrocampo con Palombo vertice basso, davanti alla difesa, Soriano a sinistra ed il rientrante Obiang a destra. Sansone trequartista dietro le due punte Eder e Maxi Lopez.

Anche l’Inter ha in serbo una sorpresa: gioca Kovacic ma non come trequartista (figuriamoci se Walter Mazzari fa una mossa così offensiva…)

3-5-1-1 con in porta il marziano Handanovic, difesa a tre con Ranocchia centrale, Samuel a sinistra e Rolando a destra (non quello di Aldo, Giovanni e Giacomo). Centrocampo a 5 con Cambiasso vertice basso davanti alla difesa, Hernanes mezzala destra e Kovacic mezzala sinistra, D’ambrosio esterno destro e Nagatomo esterno sinistro. Palacio gioca dietro il  bimbominchia.

Grande preparazione tattica del nostro staff e mossa con il trequartista che si rivela azzeccata.

In fase di possesso Soriano e Obiang cercano di ricevere palla in ampiezza, per allargare il centrocampo dell’Inter e puntare a tre soluzioni :

  • un 2 contro 1 in fascia
  • cercare Sansone nello spazio che si crea tra Cambiasso e le mezzale
  • cercare il taglio centrale delle punte Eder a destra e Maxi a sinistra, che giocano larghe per poi stringere in fase di possesso.

Il possesso palla risulta veloce e dinamico e sopratutto cerchiamo in maniera insistente la profondità. L’Inter patisce e si chiude dentro la propria metà campo.

In fase di non possesso Sansone lavora su Cambiasso, Obiang su Kovacic e Soriano su Hernanes.

L’Inter non ha un gioco spettacolare ma molto lineare. Sono molto chiusi dietro, c’è densità centrale e ripartenze veloci sugli esterni, con la ricerca costante di Palacio, molto abile a muoversi tra le linee e bravo a far inserire le mezzali e giocare con la punta.

Il centrocampo dell’Inter è cambiato rispetto all’inizio dell’anno: non solo è molto robusto ma ha aggiunto anche un’ ottima tecnica con Hernanes e Kovacic.

In fase di non possesso, l’Inter porta tutti dietro la linea della palla con un 5-3-1-1 e con Palacio che gioca in copertura su Palombo.

La partita ha un ritmo molto elevato, ottima intensità e sembra molto aperta: ce la giochiamo alla grande rischiando solo qualche ripartenza. Ma l’Inter non preoccupa mai Da Costa.

Ma al 12′ ecco il goal, sulla prima vera occasione dell’Inter.

Su rimessa laterale a sinistra, Gastaldello rimane troppo vicino a Regini, che colpisce male di testa rinviando centralmente invece che sull’esterno. La palla arriva a Kovacic che scarica a D’ambrosio. Regini non segue il movimento sul lungo di Palacio e D’ambrosio con un tocco sotto serve la profondità la punta argentina.

Mustafi si allarga cercando di chiudere, ma forse era talmente esterno che poteva far rientrare Regini. De Silvestri effettua la diagonale in copertura su Icardi al centro dell’area in modo troppo molle e lento, tanto che sul cross indisturbato di Palacio la palla arriva a bimbominchia che segna al volo.

Azione simile al primo goal di Inter Bologna della settimana scorsa.

Non entro in merito dell’esultanza sotto la Sud. Ma tecnicamente e tatticamente posso solo dire che mi sarei aspettato una reazione diversa dai nostri giocatori per rispetto ai propri tifosi. Pietro Vierchowod, dove sei?

Ma non è questa la rubrica adatta.

Riprendiamo rabbiosamente in mano le mani del gioco attaccando a testa bassa. L’inter patisce in maniera vistosa il gioco centrale su Sansone e i tagli di Eder centrali: troppo veloce per the wall Samuel, che si trova meglio in un duello fisico bellissimo con la nostra punta Maxi.

Un mister che normalmente vede la partita con me si sbilancia e dice che oggi il nostro Maxi farà i contrasti in scivolata di testa da quanto dovrebbe essere carico.

Ed in effetti era così.. ma al 17′ accade l’impensabile.

Gastaldello spinto in avanti su un piazzato subisce un rigore ingenuo da Ranocchia.

Sul dischetto si presenta Eder che lascia all’amico Maxi: tutto lo stadio è con lui e con il cuore in mano.

5 su 5 per Maxi, ottimo rigorista, mentre Handanovic è un extraterrestre con 26 rigori parati…

Il tiro viene parato… 27!

Continuiamo a fare la partita, l’Inter ha paura e arretra vistosamente il baricentro. Mustafi gioca in marcatura preventiva su bimbominchia e loro non riescono più a ripartire.

Funziona anche ottimamente il movimento delle mezzali che partono esterne per poi buttarsi sul taglio centrale a cercare palla, dietro le due punte che spesso si invertono.

Non funziona però Obiang: una scelta che, a mio giudizio, non ho trovato corretta.

Anche domenica si è dimostrato centrocampista poco dinamico, lento e non duro nei contrasti e da quanto uscito oggi sui giornali pare non stesse nenache bene: patisce la rapidità di Kovacic e spesso quando il pallone arriva a lui lo perdiamo, oppure l’azione viene rallentata: Pedro sta giocando la sua peggior stagione.

Con un’ Inter così chiusa centralmente avrei avuto la curiosità di vedere Renan e le sue stoccate da fuori, con Soriano contro Kovacic.

Al 20′ su uno di questi tagli centrali arriva l’espulsione di Eder.

Prima ammonizione per simulazione, fuori dall’area, e seconda nel giro di pochi secondi per reazione.

Rimaniamo in 10 per un 4-4-1 con Sansone e Soriano larghi e Maxi unica punta.

Soffriamo, è vero, il possesso palla dell’Inter, anche perchè ora Cambiasso risulta libero di ricevere ed impostare. Ma difendiamo in maniera ordinata e precisa cercando di ripartire sugli esterni.

Ma siamo vivi e dopo un miracolo su un tiro da fuori di Maxi, Handanovic si ripete su una punizione all’incrocio di Sansone e una splendida azione da destra in contropiede di De Silvestri che crossa per l’inserimento centrale di Soriano, che tira al volo ma il portiere fa il miracolo.

Concludiamo un ottimo primo tempo con 5 tiri in porta contro 1 dell’Inter. 2 fuori contro 0 dell’Inter. E 0 risultano i corner dei nerazzurri contro i nostri 7. L’Inter è avanti solo nel possesso palla e nel risultato.

Ci aspettiamo il pareggio nel secondo tempo, ma il ritmo elevato del primo, l’intesità ed il troppo nervosismo ci afflosciano.

L’Inter a tratti con i scivolamenti in copertura sembra disporsi con un 4-4-2, e gioca con le solite fiammate in ripartenza sull’ottimo Palacio.

Abbassiamo troppo il ritmo per poter impensierire l’Inter e sembriamo scoraggiati: al 57′ cambiamo Obiang con Kristicic, ma non cambia un granché. Abbassando anche il ritmo siamo anche in difficoltà nel palleggio e spesso ci facciamo giustamente trovare scoperti, nella disperata ricerca del pareggio.

Speranze che cadono definitivamente al 60′ su goal di Samuel che sovrasta De Silvestri sul corner.

Al 62′ ripartenza dell’Inter: si inserisce D’ambrosio a destra, taglio di Palacio che scarica a Kovacic, rientriamo lentamente e poco reattivi a difendere la porta. Mustafi centrale è troppo vicino a Gastaldello, Kovacic serve il taglio centrale di Palacio che davanti a Da Costa serve bimbominchia che realizza la sua doppietta: troppo facile.

Il tiro di bimbominchia passa sotto la suola di Regini…

Al 67′ entra Okaka per un attacco “pesante”: passiamo al 4-3-2.

Un minuto dopo mossa tattica eccezionale di mister lacrima Mazzarri, che leva bimbominchia per paura di qualche vendetta (che colpevolmente qualche nostro giocatore non si è azzardato a fare), ed entra Alvarez.

L’ultimo sussulto di questa partita è al 78′, quando Palacio si allarga a sinistra, combinazione veloce con Alvarez con taglio che apre la nostra difesa a 4, verso il centro, autostrada davanti e 4 a 0.

Segnaliamo l’esordio del figlio di Attilio, Mattia Lombardo… complimenti a lui.

Ottimo primo tempo e normale calo nella ripresa,peccato.

Pongo due quesiti :

Perché non partire con Renan al posto di Obiang, con Palombo centrale Soriano mezzo destro e Renan mezzo sinistro?

Perché nella ripresa non passare ad un 3-4-2 con Gastaldello, Mustafi e Costa, Regini a sinitra, De Silvestri a destra, Palombo e Renan centrali e Soriano o Sansone dietro Lopez?

La prossima partita avremo fuori Soriano, Eder e Gastaldello squalificati, Gabbiadini ed Obiang infortunati. Obiang addirittura ha finito il campionato, si opererà.

Spazio a chi ha giocato meno e magari ha ancora quella fame necessaria a vincere, quegli stimoli fondamentali.

Vorrei ancora Maxi titolare per dargli la possibilità di rifarsi.

Il mio sogno, raggiunta la salvezza, è sentire dal signor Osti e dalla società queste parole…” cari tifosi, il signor Mihalojvic sarà l’allenatore della Sampdoria anche il prossimo anno. Ora sotto a chi ha avuto meno spazio per guadagnarsi la riconferma..”

Chiedo troppo?

Autore

SampGeneration

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4 commenti

  1. Ha ragione Dario 2 risposte e basta da parte di Osti, visto che siamo salvi perché non gioca Fiorillo??????? Ha la scabbia?????

  2. Tu si o “Pietro il Grande” avresti reso giustizia alla nostra curva sbeffeggiata da quella mexda rinsecchita…
    E non certo con calci plateali, ma semplicemente non facendogli toccar palla….
    Lo avresti anticipato più e più volte, tu che gobbo scattavi a 200 all’ora in anticipo su giocatori che oggi il nostro campionato si sogna…
    Lo avresti menato il giusto per non farti buttar fuori, magari con qualche colpo proibito che ogni grande difensore sa quando è il caso di sferrare….
    Lo avresti innervosito, il poppante… lo avresti guardato con sdegno, con quel tuo sorrisetto storto e quegli occhi sottili… magari lo avresti portato a farsi buttar fuori, perché i conigli, quando hanno paura… scappano!

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