IN GINO VERITAS: “O CAMBIAMO RADICALMENTE ATTEGGIAMENTO O SONO CAZZI”

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Trasferta sulla carta proibitiva a Milano contro l’Inter. Un’Inter alta in classifica rinforzata dal nostro capocannoniere Eder, ma che gioca in maniera poco spettacolare e dimostra tante lacune spesso nascoste dal talento individuale dei suoi giocatori.

Confermiamo il sistema delle ultime partite: 3-4-2-1 con Viviano in porta, difesa a 3 con Cassani terzino destro, Ranocchia centrale e Silvestre terzino sinistro. Dodò esterno sinistro, Fernando e Soriano centrocampisti centrali, esterno destro Ivan. Correa trequartista di sinistra e Alvarez trequartista destro dietro l’unica punta Quagliarella.

L’Inter di mister Mancini conferma un semplice e lineare 4-4-2.
Handanovic in porta, difesa a 4: Nagatomo terzino destro, centrali Murillo e Miranda e terzino sinistro Dambrosio. Esterno destro Biabiany, centrali di centrocampo Melo e Brozovic, esterno a sinistra Perisic e davanti i due attaccanti Eder e Icardi.

STRATEGIA INTER

La fase di possesso dell’Inter è molto semplice: si cerca l’ampiezza con i due esterni veloci e tecnici o la combinazione centrale tra le due punte che il mister vuole stiano molto vicine per sfruttare le loro caratteristiche.
Mentre un terzino spinge, l’altro rimane in copertura. I due centrocampisti centrali appoggiano l’azione ma sono mediani di rottura e difficilmente riescono a suggerire una giocata efficace in zona offensiva.
Colpisce che il possesso palla, normalmente alto dell’Inter, venga lasciato a noi.
L’Inter si chiude, baricentro molto basso, gioca in contropiede.

Nelle ripartenze cerca spesso il cambio gioco sul nostro lato debole per gli inserimenti degli esterni offensivi molto veloci e bravi ad attaccare lo spazio.

In fase di non possesso hanno molti problemi a capire e scivolare in maniera giusta sui nostri terzini e sui nostri trequartisti.
Mancini alla fine decide di aspettare e di far uscire gli esterni alti in pressione sui terzini e poi ripiegare in raddoppio sui nostri esterni. Mette i terzini sui nostri trequartisti quando si allargano. Se i trequartisti giocano centrali ad occuparsene sono i centrali difensivi e i centrocampisti con i relativi scivolamenti.
Poca organizzazione tra le fila avversarie e infatti abbiamo spesso noi il pallino del gioco.
4-4-1-1 con Eder che gioca tra Fernando e Soriano.
Due linee molto strette e corte e molto basse davanti al limite dell’area. L’Inter vuole creare densità centrale per non permettere spazi da attaccare dai nostri trequartisti.

Quando proviamo a costruire dal basso ci prendono alti con Perisic, Icardi ed Eder che costringono spesso al rilancio Viviano.

STRATEGIA SAMP 

In fase di non possesso difendiamo con un 4-4-2, cerchiamo di coprire tutto il campo con un baricentro medio e scivoliamo ognuno con un proprio riferimento.
Cassani scivola terzino destro, Silvestre e Ranocchia centrali e Dodò terzino sinistro. A centrocampo Ivan resta esterno alto a destra, e Soriano e Fernando centrali di centrocampo. Correa esterno di sinistra, Alvarez lavora sui due centrocampisti centrali.
I terzini si occupano degli esterni alti, gli esterni lavorano sui terzini nerazzurri, mentre i nostri due centrocampisti centrali dovrebbero (dovrebbero, perché lo si vedrà molto poco) essere aiutati dai trequartisti con questa modalità.
Se Ivan esce sul terzino, allora Alvarez stringe verso il centrocampista centrale dell’Inter di zona e Correa stringe verso il centro. Stesso discorso quando Correa si alza sul terzino destro: Alvarez scivola sul centrocampista centrale di zona.
Ad inizio azione i trequartisti stazionano sui centrocampisti centrali, scivolando di volta in volta quando l’Inter sposta il pallone.
Questo permette a Soriano e Fernando di rimanere a protezione della nostra difesa, una delle peggiori del campionato.
Protezione che serve ad assorbire il movimento di una delle due punte e a non muovere la nostra linea difensiva.
Siamo ancora in grande difficoltà sul pressing.
Alzando così tanto il baricentro ci aspettiamo un pressing furioso sulla perdita del pallone. Invece spesso siamo lenti, indolenti e con poca determinazione nel recuperare il pallone ai nostri avversari.

Il nostro possesso palla è superiore all’avversario, ma ancora lento, troppo orizzontale e a volte troppo superficiale.
3-4-2-1: tentiamo di aprire la difesa avversaria con Dodo’ ed Ivan che scivolano esterni a centrocampo e con Alvarez e Correa che svariano centralmente nella zona tra i centrocampisti ed i difensori centrali.
L’ampiezza la lasciamo agli esterni, che cercano l’uno contro uno con il diretto avversario.
Ivan, tra le difficoltà ad occupare e sviluppare questo ruolo, dimostra crescita in fase di possesso riuscendo a crossare un paio di volte.
Ma come nel caso della fase di non possesso, anche quando siamo in possesso palla dimostriamo indolenza, lentezza, superficialità e poca fame di andare a fare goal.
Il furore agonistico di una squadra che necessita punti per la salvezza non lo mettiamo in campo.
Stupisce come sempre il ritmo basso e la poca intensità.

Cresce il gioco e l’organizzazione, ma senza la cattiveria giusta sarà difficile vincere qualche partita.

Con l’Inter l’approccio iniziale è stato molto buono, abbiamo dominato la gara per lunghi tratti costringendogli avversari a giocare in contropiede e mettendoli in difficoltà con un possesso palla efficace (seppur lento ed orizzontale), verticalizzando appena possibile sul movimento dei due trequartisti e della punta centrale che svaria molto.

In 20 minuti creiamo una bella azione sulla destra con Ivan che crossa per Quagliarella che si gira in area di rigore e costringe Handanovic ad una bella parata. Sul successivo corner Ranocchia colpisce ma il pallone finisce fuori di poco.
Poi un assist di Correa in verticale per Quagliarella che in girata al volo ad incrociare spedisce il pallone di poco fuori.

Ma al 23′ minuto veniamo puniti sull’ennesima ingenuità su calcio piazzato.
Da un nostro corner Biabiany parte in un coast to coast fino alla nostra area, errore di Dodò che lo accompagna verso la porta e non lo stende, regalando il corner.
Dopo aver rischiato 5 minuti prima con una spizzata dal primo palo di Eder per Perisic che calcia fuori a liberare un uomo sul secondo palo, sul secondo corner dell’Inter prendiamo goal.
Marchiamo a uomo in un 8 contro 6: blocco centrale dove si libera D’ambrosio che non viene marcato da Dodo’ (che dovrebbe occupare il secondo palo). Il pallone viene spizzato da Murillo dal primo palo e arriva a D’ambrosio sul secondo che segna…. 1-0.

Proviamo a reagire con un tiro di Correa che viene parato con la mano da D’ambrosio in area di rigore e l’arbitro sorvola: ennesimo errore arbitrale.
Le uniche volte che soffriamo è quando viene innescato Biabiany, che con la sua velocità ci mette in grande difficoltà solo in contropiede, visto che Viviano non effettua una parata. Controlliamo la gara seppur in maniera molto lenta e poco determinata.

Iniziamo il secondo tempo sulla falsa riga del primo, anche se l’Inter prova ad alzare il baricentro.
In fase di possesso Eder e Perisic si posizionano a metà per coprire le uscite tra il nostro terzino ed i due centrocampisti centrali.
Al 5 minuto bella occasione: su un calcio piazzato di Alvarez spizza Dodò sul secondo palo, ma non arriviamo con Ranocchia a concludere.
Al 7 minuto sbagliamo con Ranocchia l’anticipo in una copertura preventiva su Icardi su un lancio lungo a centrocampo, Icardi serve il movimento corto/lungo dietro la schiena di Cassani a campo aperto verso l’area di rigore: viene fischiato fuorigioco, che non c’era.
Al 11 minuto veniamo nuovamente puniti su calcio piazzato.
Melo sovrasta Fernando e dal secondo palo di testa serve Miranda che si trova sul primo palo lasciato libero da Quagliarella e Dodo’: colpo di testa e goal… 2-0.

Al 14′ minuto bella occasione con Quagliarella che taglia tra i due centrali difensivi con il classico movimento a mezzaluna, servito da una splendida palla di Correa, la punta si libera della marcatura ma tira fuori.

Al 17′ minuto esce Eder ed entra Ljiaic.
Al 23′ minuto esce Ivan per Muriel ed Alvarez viene spostato esterno destro a centrocampo.
L’impatto del colombiano è incredibilmente molle, il nostro attuale capocannoniere non incide e dimostra per l’ennesima volta che se lasciato in panchina fatica ad entrare in partita a gara in corso oltre che spesso faticare a giocare dall’inizio.

Al 27′ minuto prendiamo il terzo goal.
Punizione laterale con tutta l’Inter chiusa dietro, decidiamo di giocarla: Soriano serve Muriel che prova un tacco improbabile e viene stoppato da Murillo. Il difensore nerazzurro serve Brozovic che di prima vede Icardi lanciato in contropiede. Ranocchia in anticipo liscia, incepisca e lascia campo aperto alla punta nerazzurra che segna indisturbata…
La sagra dell’errore, la partita finisce qui con il rientro in campo di Kristicic per Correa al 32 minuto.
E arriva l’ennesima sconfitta che peggiora l’attuale media punti del nostro allenatore.

Buona la partita che porta dei dati significativi.
Per possesso palla, tiri in porta e fuori dallo specchio siamo stati ben superiori all’Inter che con tre tiri in porta si è portata a casa tre punti…
Bene i progressi sul gioco ma io continuo come tutti i tifosi a non capire perché giochiamo così molli, senza cattiveria ed agonismo. Eppure la classifica dice che dobbiamo mettere queste caratteristiche per raggiungere l’obiettivo. Paghiamo inoltre i continui errori difensivi di Ranocchia e gli errori sui calci piazzati.

Al di là che il gioco e l’organizzazione siano migliorate, è anche vero che pur rimarcando che con questi giocatori si deve per forza giocare in questa maniera, la proposta di bel gioco non sta portando punti.
Mancano ritmo ed intensità per giocare in questo modo.
Ora abbiamo lo scontro diretto con il Frosinone in casa, dove i tifosi già si stanno mobilitando per non fare mancare i loro apporto e trasformare lo stadio in una spinta motivazionale ai giocatori.
Ora i giocatori si devono prendere le loro responsabilità e devono cambiare l’atteggiamento che ci sta portando alla deriva…

Siamo molto in difficoltà a creare occasioni per la lentezza del possesso palla e per la poca intensità e velocità nel giocare.
L’importante è che il mister si renda effettivamente conto della classifica e della situazione, che ne parli e che la renda ben visibile agli occhi dei suoi ragazzi. Deve renderli consapevoli che serve cambiare atteggiamento per raggiungere l’obiettivo.
La tattica di non parlarne, di non mettere pressione non ha ottenuto i suoi effetti..
Buon lavoro

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

1 commento

  1. Disamina perfetta, siamo molli senza cattiveria, non cè rabbia, concentrazione, agonismo e voglia….aspettiamo il match con Frosinone ma mi sa che sono già cazzi.

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