IN GINO VERITAS: “L’ATTACCO SEMINA IL PANICO. MA MANCA ANCORA GIOCO COLLETTIVO”

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Ancora arrabbiati e perplessi per l’andamento a due velocità della Sampdoria tra le partite in casa e fuori, affrontiamo il Verona.
Tante le critiche a Zenga dopo gli alibi degli assenti a Frosinone. Questa volta il Mister recupera Silvestre, Fernando e Barreto.
A sorpresa confermiamo il 4-3-3 con Viviano in porta, difesa a 4 con Cassani terzino destro,Zuvkanovic e Silvestre centrali, fuori Moisander e Pereyra, Regini terzino sinistro; centrocampo a tre con Fernando davanti alla difesa, Barreto mezzala destra e Soriano mezzala sinistra. Centravanti Muriel, esterno sinistro Eder ed esterno destro la sorpresa Carbonero.

Il Verona gioca col 3-5-2: Rafael in porta, difesa a 3 con Marquez terzino destro, Mora centrale di difesa e Helander terzino sinistro. Centrocampista centrale Greco, mezzala destra Sala, mezzala sinistra Halfreddson, esterno di destra Pisano, esterno di sinistra Souprayen; davanti la coppia Gomez Pazzini.

STRATEGIA VERONA

Il Verona in fase di possesso prova a giocare con un baricentro abbastanza alto cercando l’ampiezza con le mezzali che si allargano ed alzando gli esterni per cercare un 2 contro 1 sugli esterni. L’azione spesso parte dai terzini che cercano di saltare la prima linea di pressing portando palla, Gomez cerca di giocare dietro a Pazzini e cercano di stare molto vicini, sfruttare gli spazi dietro di lui e sulla sua spizzata di testa.
Il possesso palla del Verona è molto lento, ha poco ritmo ed è caratterizzato da giocate lineari.
In fase di non possesso cercano di oscurare Fernando con i due attaccanti. Si difendono con un 5-3-2, uscendo in pressione forte solo dopo che la Sampdoria supera la meta’ campo e si avvicina alla trequarti.
Le mezzali veronesi escono sui terzini mentre l’inserimento delle mezzali blucerchiate viene assorbito dagli esterni gialloblù; i terzini veronesi si occupano degli attaccanti esterni ovviamente con le relative scalate.

STRATEGIA SAMP

La Sampdoria risponde con il solito gioco, “contropiede disorganizzato”, per far capire che come sempre viviamo sugli spunti dei nostri giocatori tecnicamente piu’ dotati.
Il gioco collettivo ancora latita.
Baricentro basso, pronti a colpire in velocità, grazie alle intuizioni di Soriano e Fernando.
I Terzini giocano sulla linea dei centrocampisti e provano a spingere: bene Cassani, impacciato come sempre Regini.
Le mezzali lavorano sia in ampiezza che “dentro” al campo, ma difficilmente riusciamo a creare occasioni con un’azione orchestrata in possesso palla.
Viviano è il nostro solito costruttore di gioco, unica altra strategia è il cambio campo da una fascia all’altra per provare a sfondare sugli esterni.

Nei primi 10 minuti della gara subiamo gli attacchi intraprendenti, per la verità mai pericolosi, del Verona.
In fase di non possesso si denota subito un pò di confusione, poi ci sistemiamo con gli attaccanti esterni che escono sui terzini, le mezzali sugli esterni di centrocampo e i nostri terzini che si occupano dell’inserimento in ampiezza delle mezzali gialloblu’. Incominciamo questo pressing una volta che il Verona supera il centrocampo.
Oggi cambiamo anche la difesa sui calci piazzati, molliamo la difesa a zona e torniamo ad “uomo”con Eder e Muriel che rimangono alti.
E dopo questi 10 minuti alla prima occasione arriva il nostro goal. Pasticcio difensivo del Verona, Carbonero (ottima la sua prova) pressa forte il terzino gialloblu’, si sviluppa un’azione confusa con Halfreddsson che alla fine tocca il pallone servendo involontariamente Muriel: Luis si trova un rigore in movimento dentro l’area di rigore e segna, 1-0!

Il Verona ci prova al 25 minuto con un bello schema su rimessa laterale: Gomez effettua un uno-due con il battitore della rimessa che lo serve sul movimento a mezzaluna dietro la schiena di Regini che non segue, assist no look al volo per Pazzini che taglia sul primo palo e tira al volo… fuori!
Rispondiamo in contropiede un minuto dopo con un bel tiro di Barreto.
Al 28 minuto ecco il raddoppio su un corner dove rimane “alto” dentro l’area Zuvkanovic, la palla passa da una fascia all’altra, Soriano da sinistra crossa ed il nostro difensore segna in tuffo di testa… 2-0!!
Ci aspetteremmo la reazione del Verona che non arriva: tengono il ritmo basso, fanno pochi falli e sono remissivi.  Subentra una fase di stallo in cui gli avversari mostrano difficoltà nel possesso palla e nella costruzione da dietro, fino al 46 minuto quando segniamo il terzo goal.
Su una rimessa laterale Muriel semina il panico davanti all’area, serve Eder centralmente che scucchiaia sull’inserimento centrale di Soriano dentro la difesa a 5 del Verona. Grandissima palla, grande goal, ma difesa del Verona che sembra un presepe!

Il secondo tempo vede il doppio cambio del Verona con l’ingresso di Ionita al posto di Pisano e di Siligardi al posto di Helander.
Cambio modulo con un 4-3-3 con Sala terzino destro, Marquez e Moras centrali e Souprayen terzino sinistro; Greco centrale di centrocampo, Ionita mezzala destra, Halfredsson mezzala sinistra, Siligardi esterno di sinistra, punta centrale Pazzini e Gomez esterno di destra.
Siligardi in fase di non possesso gioca su Fernando.
Parte bene il Verona con un bel tiro di Sourpayen, ora la squadra giallobù copre bene il campo ma è molto lenta ed tiene sempre un ritmo troppo basso per poter creare pericoli.
Al 9 minuto segniamo subito il quarto goal con un’azione confusa dentro l’area del Verona con protagonisti Carbonero, Muriel ed Eder che si prendono gioco degli impacciati difensori gialloblù. Muriel con un bel pallonetto regala il pallone ad Eder che segna di testa.
All’11 minuto esce Halfredsson per il macellaio Matuzalem e al 16 minuto esce Muriel per Bonazzoli. Prima di uscire il colombiano si riproduce in un colpo dell’ “elastico” su Moras che lo stende dentro l’area di rigore: l’arbitro lascia correre e non premia Luis con il giusto rigore.
La partita diventa un allenamento del giovedì, i nostri giocatori si divertono e provano giocate di qualità il Verona sparisce…
Al 25 minuto esce Eder per Correa, che si posiziona esterno di sinistra.
Al 29 minuto segna di testa Ionita su calcio d’angolo ed esce Barreto per Ivan e la partita finisce qui….
Ci teniamo questi tre punti fondamentali, battendo una squadra remissiva in una gara che forse ha sentenziato la fine dell’avventura di Mandorlini sulla panchina del Verona.
Ora speriamo di spuntarla con l’ottimo Empoli in casa giovedi, per mettere altro fieno in cascina.
Ovvio che con Silvestre la difesa migliori, ovvio che con Barreto e Fernando il centrocampo sia piu’ forte, ma l’organizzazione collettiva continua a mancare e questo lo trovo un delitto...

Autore

SampGeneration

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5 commenti

  1. Che non ti leggano gli adepti di Zenga Carlo ( che poi, in realtà, sarebbero i detrattori di Mihajlovic ), per i quali è da anni che non si vedeva la Samp giocare così bene…

  2. ahahahahaha grande cabezon…ma gioca bene l’empoli,gioca bene il palermo,ha idee il genoa ed il torino…per non parlare delle squadre di prima fascia…noi abbiamo ottimi solisti e siamo senza spartito..

  3. Come dire che se in” queste condizioni”siamo al settimo posto allora con un allenatore che dia il “gioco” e con qualche ritocchetto quà e là potremmo essere da….scudetto!! Aspettando Volpi….

    • da scudetto non direi proprio visto i diefnsori,ma visto l’alta qualità dei protagonisti si potrebbe vedere un buon calcio come gli sconosciuti di empoli…e non un banale catenaccio e contropiede

  4. Sono d’accordissimo con la tua analisi e in più, vista la Samp contro l’Empoli, si è potuto notare la differenza tra una squadra organizzata e una no!
    Ma io dico…ma c’è un vincenzino Montella a spasso… la sua Fiorentina non giocava malissimo mi pare…

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