IN GINO VERITAS: “INTENSITA’ ELEVATISSIMA. E FERNANDES REGALA CALCIO VERO”

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Dopo aver vinto il derby e aver perso a Torino con la Juventus l’incontro infrasettimanale con ampio uso di turnover, Mister Giampaolo sceglie di riproporre la stessa formazione che aveva vinto e convinto contro il genoa.

Confermato il 4-3-1-2: Puggioni in porta, difesa a 4 con Sala terzino destro, Silvestre e Skrinar centrali e Regini terzino sinistro. Centrocampo a 3 con Torreira centrale davanti alla difesa, Barreto mezzala destra e Linetty mezzala sinistra; Fernandes trequartista, Quagliarella e Muriel attaccanti centrali.

In fase di possesso giochiamo col 4-1-4-1 con baricentro sotto il centrocampo. Il mister opta per la costruzione dal basso, con i due centrali difensivi che cercano di far uscire la punta centrale, che dovrebbe schermare Torreira per trovare il nostro mediano libero di impostare o addirittura il trequartista.

Gioco propositivo e palla a terra: si cerca prevalentemente la via centrale, visto che sugli esterni potremmo andare inferiorità numerica per il modulo dei neroazzurri. Spesso infatti i passaggi tra i due centrali difensivi sono ripetuti nonostante i terzini siano liberi di ricevere.

L’Inter opta per delle uscite aggressive delle mezzali sui centrali di difesa e centrocampo, ma l’abilità di Torreira e di Fernandes ci permettono di eludere la tecnica avversaria e trovare lo sviluppo centrale.

Utilizziamo molto i lanci lunghi a ricercare il movimento in profondità di una delle due punte. Ma la mossa tattica di rilievo è attaccare la profondità dietro le spalle di Banega, un pò restio a difendere, con Barretto e soprattutto con Fernades, che ha libertà di movimento e spazia sia centralmente per farsi trovare a ridosso delle punte sia largo sulla destra.

Quando ricerchiamo l’ampiezza la troviamo con i nostri terzini: uno sale e l’altro si ferma. Oppure la troviamo con l’allargamento della mezzala, lato palla.
Attacchiamo sopratutto a destra e lo facciamo con tanti uomini coprendo bene il campo, con le mezzali che lavorano sia in ampiezza che in profondità.
Fernandes ci regala sprazzi di calcio vero, la qualità di un trequartista con una grande quantità.
Sempre al posto giusto, alle spalle del mediano e delle mezzali, sempre col viso ad attaccare la linea difensiva, sempre con la giocata giusta. E sopratutto regala assist ai compagni.

I due attaccanti lavorano in maniera organizzata, uno va incontro e l’altro attacca la profondità: quando si allargano il trequartista e la mezzala attaccano lo spazio centrale.

In fase di non possesso ci muoviamo con le due punte che prendono i difensori centrali, Fernandes prende il mediano mentre le mezzali si mettono a metà tra il terzino e la mezzala dell’Inter, pronti a scivolare per attaccare in pressing.
Se l’Inter riesce ad eludere la nostra prima pressione, gli scivolamenti difensivi nella metà campo dei nerazzurri sono i seguenti: la mezzala esce sul terzino quando siamo corti e stretti, la punta vicino alla palla accorcia sul difensore centrale e Fernandes sul mediano che va incontro, Torreira accorcia sulla mezzala lato palla, la mezzala opposta accorcia verso il centro del centrocampo.

Gli lasciamo libero solo il cambio gioco verso il terzino o in profondità, una situazione in cui spesso accorciamo in ritardo. La nostra difesa si dimostra però sempre brava nella tattica del fuorigioco sulla punta centrale mentre la punta esterna viene presa dal terzino.

Siamo molto corti ed organizzati quando pressiamo alti.
Gli scivolamenti sono fatti con sincronismo perfetto, intensità ed aggressività.
Creiamo densità in zona di gioco per recuperare subito il pallone.
Quando l’Inter è nella nostra metà campo ed allarga la mezzala durante lo sviluppo dell’azione, la nostra mezzala di parte non esce sul terzino ma va sulla mezzala nerazzurra lasciando libero il terzino: questo ci permette di non rompere la linea difensiva.

Su Icardi è grande la marcatura preventiva dei due centrali che riescono nel difficile compito di annullarlo.
Quando siamo lunghi soffriamo nell’uscita della nostra mezzala sul terzino, soprattutto se non viene fatta con i tempi corretti e rispettando lo scivolamento in copertura di Torreira: in questo caso si crea spazio tra il terzino e il nostro centrale che vien attaccato dall’inserimento della mezzala neroazzurra, visto che il terzino è in marcatura sull’esterno offensivo e non puo’ intervenire.

L’Inter di mister De Boer risponde con un 4-3-3: Handanovic in porta, difesa a 4 con Ansaldi terzino destro, Murillo e Miranda centrali, Santon terzino sinistro. Centrocampo a 3 con Joao Mario davanti alla difesa, Brozovic mezzala destra e Banega mezzala sinistra. Eder a sinistra e Candreva a destra dietro alla punta Icardi.

La Fase di possesso dell’Inter è molto propositiva, cerca di tenere il baricentro alto nella nostra metà campo anche se un centrocampo ed un attacco ricchi di tanta qualità viene spesso sovrastato dalla nostra fisicità.
Percentuale di possesso leggermente a vantaggio dei nerazzurri che faticano tuttavia a mostrare il loro gioco.

Terzini larghi e alti in ampiezza in appoggio costante alla manovra offensiva, inserimento delle mezzali dietro gli attaccanti esterni o in ampiezza per cercare superiorità numerica sugli esterni lavorando con le “catene”di gioco laterali.
I due attaccanti esterni giocano sia larghi che dentro il campo per cercare di occupare con tanti uomini gli spazi del fronte offensivo.
Icardi, perno centrale della manovra, è bravo ad attaccare la profondità e bravo dentro l’area di rigore, un po’ meno quando deve aiutare lo sviluppo dell’azione.

In fase di non possesso non ci pressano molto nella costruzione bassa, Icardi si limita a schermare le linee di gioco su Torreira. Ci aspettano a ridosso del centrocampo, con un 4-1-4-1 con Joao Mario a protezione della difesa e gli attaccanti esterni che rientrano larghi sulla linea dei centrocampisti.
Quando vogliono alzare il pressing Icardi comanda l’uscita sui nostri centrali difensivi, la mezzala opposta al lato palla attacca l’altro centrale mentre la mezzala lato palla attacca Torreira.
Gli esterni offensivi dovrebbero stringere tra le nostre mezzali ed i nostri terzini, ma spesso lo fanno in ritardo e noi troviamo le mezzali dietro di loro, mentre le punte ed il trequartista sono bravi a farsi trovare tra le linee.

Pessime le marcature preventive dell’Inter, i terzini faticano a capire come difendere sul movimento in ampiezza delle mezzali sopratutto quando queste attaccano la profondità.

La partita inizia subito forte, con tanto agonismo tanta corsa ed intensità elevata.
Abbiamo un predominio di gioco ed esce fuori subito la nostra organizzazione, l’Inter gioca in contropiede.
Al 7′ minuto siamo subito pericolosi: Sala effettua un’imbucata per Barreto che inserito centralmente sulla linea difensiva dell’Inter fa velo per il taglio di Quagliarella. Fabio defilato prova il tiro invece di servire Muriel solo in area di rigore: bellissima azione ma palla fuori.

Al 13′ minuto Puggioni esce su un cross e gioca subito in area a Torreira che innesca il contropiede. Fernandes si posiziona alle spalle di Joao Mario che rimane a metà tra i due giocatori, Torreira passa al portoghese che con Muriel e Quagliarella punta la linea difensiva che scappa in un 3 contro 3. Fernandes fa uscire Miranda su di lui e serve Muriel libero sulla sua sinistra, il colombiano arriva in area e calcia malamente fuori in diagonale.

Al 16′ minuto ancora una volta la linea difensiva dell’Inter lavora male ed accorcia in maniera sbagliata nel marco/copro su Muriel. Luis va incontro durante la costruzione di gioco e serve Quagliarella che attacca la profondità: errore del difensore che non scappa con il nostro attaccante e decide di uscire su Muriel. Quagliarella va al tiro ma non è pericoloso.

Al 29′ minuto colpiamo un palo con Barreto che su corner si inserisce sul primo palo.

Dopo un tiro pericoloso di Candreva e uno di Muriel, al 38′ minuto c’è una grande occasione per Brozovic. Mentre proviamo il pressing alto con Muriel, Quagliarella e Fernandes che attaccano i due centrali ed il terzino sinistro, l’Inter riesce ad effettuare un cambio campo su Ansaldi terzino destro che punta la nostra difesa.
Linetty esce attaccando il terzino in uscita, non aspettando l’accorcio di Torreira su Brozovic mezzala destra. Ansaldi salta Linetty ed attacca la linea in un 5 contro 4, con la nostra linea difensiva che scappa verso la porta. La palla arriva a Brozovic tra Skrinar e Regini (che era in marcatura largo su Candreva) e Skrinar, pur autore di una partita molto positiva, commette l’errore di concedergli lo spazio per girarsi in area e calciare in porta: traversa.

Grandi capovolgimenti di fronte e partita ricca di emozioni.
In un contropiede Eder salta Silvestre e crossa da sinistra, il pallone passa davanti a Skrinar ed Icardi dietro di lui non riesce a correggere la traiettoria in porta.

Al 43′ minuto un bel cross di Santon da sinistra serve il colpo di testa di Brozovic che anticipa Linetty, palla fuori.
Un minuto dopo arriva il nostro goal.
Costruzione con Skrinar che serve un’imbucata di Barreto, in inserimento dietro Banega, che ad un tempo di gioco passa a Muriel il quale scarica al trequartista che salta il mediano e serve l’inserimento a sinistra Linetty. Il polacco sterza in area verso destra sull’uscita di un centrale difensivo e serve forse in maniera involontaria Quagliarella che, solo in area, segna in diagonale! bellissimo goal su bellissima azione.

Vantaggio meritato per quanto visto in campo anche se l’Inter si dimostra una squadra in grado di poter farci goal vista la sua qualità offensiva.

Nel secondo tempo l’agonismo e la corsa non si fermano: su un tempo effettivo di 55 minuti le due squadre percorrono 112 km globalmente a testa… ritmo ed intensità elevatissimi.
L’inter prova a pareggiare con Icardi al 22 minuto su un cross di Brozovic: l’argentino colpisce male e la palla finisce fuori ma nell’occasione è bravo ad eludere la marcatura.

Al 31′ minuto entra Perisic e Palacio per Eder e Candreva l’Inter cambia gli esterni offensivi.
Giampaolo al 33 minuto sostituisce lo stanco Quagliarella con Budimir.

Al 36 minuto Murillo salva in scivolata su un cross di Sala che stava servendo Budimir solo in area, strepitoso intervento difensivo.

Al 41 minuto grandissima occasione in contropiede con Budimir che solo davanti ad Handanovic lo colpisce invece che segnare…
Al 43 minuto entra Alvarez al posto di Muriel. L’argentino si presenta molto male per atteggiamento e perde numerosi palloni in soli 6 minuti di gioco.

Passiamo ad un 4-5-1 con Fernandes e Alvarez sugli esterni per aiutare i terzini sulla spinta dagli esterni dell’Inter.
Peccato per il goal sbagliato da Budimir perché soffriamo fino all’ultimo minuto: al 46′ Perisic salta Sala (Alvarez colpevole di non dare il raddoppio) e crossa per Palacio che anticipa sul primo palo Silvestre. Puggioni para ma Palacio la riprende e devia il pallone sulla traversa, con Skrinar che spazza sulla linea e salva il risultato ed i tre punti fondamentali per la classifica.

Vittoria fondamentale ed importante che conferma il trend in crescita.
La squadra gioca un buon calcio ed è composta da giovani e da numerosi giocatori che lo scorso anno ci avevano deluso e che ad oggi stanno facendo un buon campionato.
Ferrero ha parlato di un obiettivo di 45-46 punti: serve pazienza e tanto lavoro ma soprattutto rispettare il credo di un allenatore, preparato e bravo, che forse può migliorare nella gestione dei cambi ma che io mi terrei stretto fino alla fine.

Da anni non vedevamo questo atteggiamento unito ad un calcio propositivo e divertente.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

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