IN GINO VERITAS: “GLI ERRORI DI MONTELLA. MANCA IL FURORE AGONISTICO”

1

Troppo brutti per essere veri!
Archiviata la sconfitta di Roma, il mister cambia alcuni interpreti nel sistema di gioco oramai consolidato. La continuità dichiarata del Mister viene meno, dal momento che sostituisce due giocatori degli undici scesi in campo con la Roma.
Affrontiamo una squadra in crisi di risultati da circa due mesi e risucchiata nella zona calda, una diretta concorrente:la vittoria è d’obbligo.

Giochiamo col 3-5-2 con: Viviano in porta, difesa a 3 con Cassani terzino destro, Ranocchia centrale e Silvestre terzino sinistro; Dodò esterno sinistro, Fernando centrocampista centrale, Soriano mezzala destra e Correa mezzala sinistra, Ivan esterno destro. Cassano e Quagliarella in attacco.

L’Atalanta di mister Reja risponde con un 4-3-3 molto difensivo e poco propositivo.
Sportiello in porta, difesa a 4: Conti terzino destro, Masiello e Toloi centrali  e Drame terzino sinistro. Centrocampo a 3 con De Roon davanti alla difesa, Kurtic mezzala destra e Freuler mezzala sinistra. Gomez a sinistra e Diamanti a destra dietro alla punta centrale Pinilla.

La fase di possesso dell’Atalanta è molto lineare ai principi di gioco difensivi del suo allenatore.
Mentre Gomez parte molto largo a sinistra nel tridente offensivo, a Diamanti piace spaziare nell’arco offensivo: partendo da destra converge verso il centro per giocare con il suo piede forte (il sinistro) e trovare posizione dietro alla punta centrale Pinilla.
I terzini salgono uno alla volta e le mezzali lavorano sia in ampiezza che in profondità. Sopratutto Kurtic lavora in ampiezza sia in fase di possesso che in fase di non possesso.
Con il baricentro molto basso una delle soluzioni è la ricerca immediata della palla “sopra” a cercare Pinilla, che apre i varchi per gli inserimenti di mezzali ed esterni offensivi: ben 19 tra lanci lunghi verso la punta e cambi di gioco sul lato debole a cercare l’esterno opposto.

Nei primi minuti l’Atalanta ha avuto molti problemi ad accorciare nella propria metà campo e scivolare sui nostri giocatori, sopratutto sulla destra.
Reja cambia e durante la partita decide di difendere con un 4-4-1-1 con Diamanti su Fernando. Kurtic largo a destra e Gomez a sinistra si occupano dei nostri esterni di centrocampo dopo aver pressato i nostri terzini, anche se questo accade raramente dal momento che i nostri terzini sono poco propositivi.
Due linee molto strette e corte e molto basse davanti al limite dell’area, i terzini rimangono molto stretti con i centrali per creare quella densità che non ci consente di trovare i varchi giusti con il nostro tiki-taka offensivo, sopratutto se eseguito con lentezza come oggi.
Ci mettono in difficoltà sopratutto ad inizio azione dove provano a prenderci alti con Gomez, Pinilla e Diamanti e costringono spesso al rilancio Viviano.

La Sampdoria.
In fase di non possesso difendiamo con un 4-4-2: cerchiamo di coprire tutto il campo con un baricentro medio e ognuno scivola con un suo riferimento.
Cassani scivola terzino destro, Silvestre e Ranocchia centrali e Dodò terzino sinistro. A centrocampo Ivan rimane esterno alto a destra, Soriano e Fernando centrali di centrocampo e Correa esterno di sinistra.
I terzini si occupano degli esterni alti. Gli esterni alti lavorano sui terzini dell’Atalanta, i nostri due centrocampisti centrali sulle mezzali bergamasche e Cassano e Quagliarella dovrebbero sporcare le linee di passaggio del centrocampista centrale, anche se è poco cercato.
Questo variare modulo – anche se poi sono degli scivolamenti difensivi – ricorda vagamente l’idea della Fiorentina e della Sampdoria di Sassuolo…

In fase di possesso da segnalare un possesso palla continuo e superiore all’avversario ma molto lento ed orizzontale.
3-5-2, si apre la difesa con Dodo’ che scivola esterno a centrocampo mentre Soriano e Correa svariano solo centralmente nella zona tra le mezzali bergamasche ed i terzini per cercare di creare densità centrale con l’aiuto dei due attaccanti.  Tentiamo passaggi veloci per approfittare della tecnica individuale dei nostri interpreti, peccato che venga fatto con una lentezza tale da consentire all’Atalanta di difendere e chiudere gli spazi senza affanni coprendo tutte le zone difensive.
Soriano e Correa si muovono solo in verticale, l’ampiezza la lasciano agli esterni e il nostro gioco ne risente. Abbiamo poche soluzioni offensive, poca varietà.
Ivan dimostra difficoltà ad occupare e sviluppare questo ruolo, non si capisce perché non sia data la possibilità a Pereira per poi spostare Ivan mezzala al posto di Correa che mezzala non è.

Tuttavia l’approccio iniziale è buono. Abbiamo volonta’ e coraggio per almeno 15-20 minuti, vogliamo vincere. Creiamo una bella azione sulla destra con Correa e Soriano che creano spazi dopo un possesso palla veloce ed un tiro di Cassano da fuori.

Ma dopo un tiro di Gomez all’Atalanta viene annullato un goal regolare per fuorigioco inesistente. Cassano perde palla in una nostra costruzione offensiva con Dodo’ molto alto a fianco a lui, recupera palla Diamanti insieme a Conti e parte il contropiede sulla destra. Conti serve il movimento dietro la schiena di Ranocchia, ingenuo a non osservare il suo attaccante sopratutto a campo aperto e con Silvestre indeciso se uscire o “scappare”: palla rasoterra nello spazio sul taglio di Pinilla che segna… Annullato.

Il primo tempo ricorda la brutta partita tattica vista con il Torino. Nel primo tempo ci annulliamo, con l’avversario venuto a Genova per fare un punto.
Stupisce onestamente la mancanza di ritmo, di intensità di idee. Andiamo a 2 km/h con un possesso palla lento ed orizzontale. Sembra una partita di fine stagione: manca il FURORE AGONISTICO di chi deve salvarsi.
La cosa che più stupisce ed infastidisce è la mancanza di rabbia, di aggressività di determinazione a raggiungere la vittoria fondamentale per la classifica.
Ancora una volta siamo leggeri, superficiali e poco convinti.

Nel secondo tempo ci aspettiamo un arrembaggio e invece prosegue l’apatia del primo tempo.
L’Atalanta pronta a ripartire e noi in difficoltà a cercare di costruire in zona offensiva.
Partita bloccata dal tatticismo, soprattutto a centrocampo. Al 12′ minuto l’Atalanta fa entrare Cigarini per Freuler.
Noi rispondiamo al 14′ minuto facendo entrare Alvarez per Cassano: con Soriano mezzala sinistra, Alvarez mezzala destra e Correa dietro Quagliarella abbiamo tre giocatori uguali come caratteristiche che faticano a giocare insieme.

Al 16′ minuto veniamo ancora una volta puniti dall’arbitro con un rigore clamoroso non concesso per fallo di mano incredibile di Masiello su cross di Correa, poteva essere la svolta.
Al 19′ minuto entra Borriello per Pinilla.
Alla mezzora esce Quagliarella per Muriel che entra molle in partita: con lui oggi bocciamo tutto l’attacco che non è mai stato in grado di essere in partita.

Al 40′ minuto torniamo al 3-4-2-1 con Alvarez e Soriano mezzali dietro a Muriel e Correa che lascia spazio a Barreto come centrocampista centrale.
Finiamo con una grande occasione capitata sulla testa di uno dei piu’ grandi enigmi del mercato blucerchiato, Alvarez, che riesce a spedire la palla fuori dal limite dell’area piccola su uno splendido cross di Dodo’ al 49 minuto di gioco.
Chiudiamo con un gran possesso palla (56% a 44%) ma con un solo tiro in porta….. numeri allarmanti!

Al contrario di Mister Montella io non vedo una grande luce in fondo al tunnel.
A livello di organizzazione siamo cresciuti, ma i movimenti di mercato ci hanno penalizzato. Ora abbiamo troppi doppioni per riuscire a trovare una soluzione ed un equilibrio tecnico e tattico come quello che sembravamo aver trovato con il 4-3-3 con Carbonero ed Eder.
Bene la difesa a tre. Non mi convince molto qualche interprete schierato spesso anche fuori ruolo: anche in questo serve equilibrio ed organizzazione.

Giocatori in prestito per sei mesi, qualcuno svincolato ma tutti con un comune denominatore: fermi da un sacco di tempo.
Significa che serve tempo per trovarli nella forma giusta, quel tempo che la classifica odierna non ci concede visto che dietro di noi le squadre continuano a fare punti.
Abbiamo enormi difficoltà a creare occasioni per la lentezza del possesso palla e per la poca intensità e velocità nel giocare.
L’importante è che il mister si renda effettivamente conto della classifica e della situazione, che la renda ben visibile agli occhi dei suoi ragazzi.
Che li renda consapevoli che ora è necessario cambiare atteggiamento per raggiungere l’obiettivo.
La strategia di non parlarne, di non mettere pressione sull’ambiente non ha ottenuto i suoi effetti.
Occorre trovare un rimedio… Buon lavoro

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

1 commento

  1. Molto interessante.
    Per stasera, spero che l’essere fuori casa e per di piú a San Siro ci sgravi del compito di fare la partita, e pertanto possiamo concentrarci su una prestazione piú attendista e furba, piuttosto che “dover” dominare.
    Catenaccio e contropiede.
    Bene la difesa a dx con Lorenzo che darà una bella mano a Cassani.

Lascia un commento

Powered by themekiller.com