IN GINO VERITAS: “CON QUESTE MOSSE SINISA E DE LEO HANNO CAMBIATO LA PARTITA”

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Contro il Milan è ancora emergenza difensiva: la partita viene preparata in settimana senza i difensori centrali con l’adattamento di ruolo di Cacciatore e Regini. Per fortuna all’ultimo momento recuperano sia Gastaldello che Silvestre permettendo al mister di schierare la difesa titolare. Manca comunque Palombo assente per squalifica.

Torniamo al 4-3-3 con in porta Romero che vince meritatamente il ballottaggio con Viviano, difesa a 4 con De Silvestri a destra, Gastaldello e Silvestre centrali, Mesbah a sinistra. Centrocampo a 3 con Obiang centrale, mezzala destra Soriano e mezzala sinistra Duncan.
Eder attaccante di sinistra, Okaka centrale e Gabbiadini a destra.

Il Milan si presenta con il 4-3-3 con Lopez in porta; difesa a 4 con Bonera a destra, Mexes e Rami centrali e terzino sinistro l’adattato De Sciglio. Centrocampo a 3 con De Jong centrale, Essien a sinistra e Bonaventura a destra. Attacco con Menez “falso nueve”, El Shaarawy a sinistra ed Honda a destra.

Per la fase di possesso la Sampdoria si affida al consueto gioco propositivo proposto quest’ anno dal nostro lider maximo Sinisa: azione che parte da dietro, allargamento dei 2 centrali difensivi e inserimento di Obiang tra i due per fare gioco.

Terzini alti a centrocampo, mezzali che lavorano sia in ampiezza che in profondità, Soriano che spesso si inserisce tra le linee. Okaka viene spesso incontro muovendosi molto, anche per lasciare lo spazio dietro di lui per l’inserimento e i tagli delle due punte esterne Eder e Gabbiadini che giocano a piede invertito.

La fase di possesso del Milan è molto differente quando gioca in casa e deve fare la partita. In questi casi trovo che vada spesso in difficoltà non avendo un gioco delineato e preciso.
Al contrario, in trasferta il Milan è micidiale nel difendersi in 10 dietro la linea della palla e ripartire in contropiede con i suoi tre attaccanti veloci e rapidi, e con l’inserimento delle mezzali.
La fase di possesso palla è molto curata e ricercata ma lenta e prevedibile: i rossoneri giocano prevalentemente a sinistra ricercando nella catena De Sciglio-Bonaventura-El Sharaawy soluzioni per l’attacco, oppure dal movimento incontro di Menez con l’inserimento degli attaccanti esterni e le mezzali nello spazio creato centralmente.

La fase di non possesso del Milan è articolata su un ripiego veloce e rapido nella propria metà campo: sono corti compatti e non ci pressano alti. Solo Menez fa da disturbo cercando di eliminare la linea di passaggio per Obiang centrale.
Molti falli tattici interrompono la nostra azione. Noi iniziano il pressing quando superiamo la metà campo.

Nella nostra fase di non possesso Okaka cerca di marcare De Jong, Eder rientra largo sulla spinta di Bonera mentre Gabbiadini rientra dentro su Bonaventura. Soriano si allarga su De Sciglio e Gastaldello gioca in marcatura preventiva su Menez.
Il nostro pressing offensivo è frenato dalla troppa libertà di De Jong e dalla spinta dei terzini del Milan molto alta.
Obiang non ha la dinamicità di Palombo e non può pressarlo. Crea però una diga davanti alla difesa sul movimento incontro di Menez.

Il Milan inizia in modo molto determinato e passa subito con un gran gol di El Shaarawy in una ripartenza a sinistra. De Silvestri gli lascia troppo campo “accompagnandolo” fino all’area di rigore, l’attaccante del Milan si sposta il pallone sul suo piede destro e tira a girare sul secondo palo… 0 a 1.
Non riusciamo a giocare, il nostro ritmo è lento e prevedibile mentre il Milan si difende bene senza lasciarci spazi e recuperando spesso il pallone davanti alla propria area.

Ma al 19′, dopo un conciliabolo con il nostro tattico mister De Leo, Sinisa dà una svolta la gara con un cambio di modulo.

Torniamo al 4-2-3-1 sopratutto in fase di non possesso, con Soriano che lavora su De Jong; i nostri esterni offensivi a piede invertito hanno come riferimento i terzini del Milan quando ripiegano, mentre per attaccare lavorano sia sulla profondità che sui tagli verso il centro. Durante l’attacco cercano anche di cambiarsi spesso posizione per rendersi imprevedibili.
Duncan si occupa dell’interdizione e si sistema a fianco ad Obiang che continua a provare a far partire la manovra. Con questo cambio riusciamo a pressarli alti ed ad interrompere il loro possesso palla.

In fase di possesso è interessante verificare che praticamente Soriano parte da destra approfittando degli spazi lasciati da Bonaventura e poi cerca spazio tra le linee dietro Okaka.
Continuiamo tuttavia ad essere pericolosi più su calcio piazzato che su azione ma alla fine del primo tempo il nostro cambio di modulo e di ritmo viene premiato: al 45′ Eder recupera un ottimo pallone verso il centro, scarica verso Soriano il quale allarga a Duncan che di prima serve Gabbiadini sul taglio verso l’esterno sinistra: cross al volo e zampata dentro l’area di rigore di Okaka. Ottima azione e splendida rete per il pareggio: 1 a 1!

Iniziamo il secondo tempo in maniera determinata ed aggressiva: vogliamo vincere.
Al 50′ sull’ennesimo calcio d’angolo passiamo in vantaggio: colpo di testa di Obiang, palo e sulla respinta Eder insacca: 2 a 1 ed è apoteosi..
Eder è una spina nel fianco per la difesa del Milan che ferma lui, ma anche Okaka e Gabbiadini, con falli tattici sitematici.
Il Milan al 57′ minuto sostiuisce Honda per Torres e cambia modulo: 4-2-3-1 con Essien e DeJong centrali, Menez dietro Torres centrale, El Shaarawy largo a sinistra e Bonaventura a destra.
La manovra degli ospiti non migliora ma al 63′ il Milan viene rimesso in gioco, nel nostro miglior momento, da un rigore dubbio fischiato dall’arbitro.
Menez crossa rasoterra verso il centro dell’area, Mesbah scivola e tocca di mano, anticipando il giocatore del Milan… rigore e goal di Menez: 2 a 2.

Considerazione : Mesbah non è stato ammonito, perché il tocco considerato involontario immagino.. .e allora perché il rigore??

Il goal dà fiducia al Milan che approfitta del nostro calo di ritmo ed intensità per provare a vincere. Dal 65′ all’80’ soffriamo sopratutto sulla nostra destra con De Silvestri che concede troppo spazio ad El Shaarawy che crea combinazioni pericolose con Menez.
Al 65′ sostituiamo Duncan con Rizzo, e all 82′ Silvestre stremato lascia per Regini.
All’84’ Bonera viene espulso per doppia ammonizione ed Inzaghi sostituisce Menez con Poli che si sistema terzino destro per un 4-4-1 finale.

Proviamo con Bergessio per Obiang al 90′ a cercare qualche palla dentro l’area per vincere la partita. Ma finisce così, 2 a 2..
Il rammarico di questa partita è rappresentato dalle numerose punizioni che ci ha concesso il Milan vicino alla porta. Se il nostro lider maximo Sinisa fosse stato in campo avrebbe emsso a segno almeno una doppietta… peccato!

Nel complesso è stato ottimo il cambio di mentalità contro una grande, abbiamo disputato una partita di carattere: ora continuiamo con il sogno.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

4 commenti

  1. A questo giro però una tiratina d’orecchie ( molto affettuosa, intendiamoci!) al nostro staff tecnico la dò perchè era risaputo che De Jong era il fulcro della manovra rossonera e si doveva, a mio modestissimo parere ovviamente, pressare l’olandese fin dall’avvio, purtroppo quei sofferti primi 20′ hanno inciso sulla gara …
    Ho una curiosità da chiedere: come mai per l’appunto in quei primi 20′ De Silvestri era in inferiorità numerica sulla sua fascia e veniva quindi messo in mezzo? Chi dei nostri avrebbe dovuto aiutarlo maggiormente?

    • D’ accordo con te, nei primi venti minuti Pedro si e’ trovato preso in mezzo tra De Jong centralmente e il raddoppio a destra in aiuto De Silvestri, complici la pigrizia iniziale di Soriano a ripiegare su De Sciglio e la scarsa disciplina tattica di Duncan, con il risultato di subire in entrambe le situazioni. Con il passaggio a due centrali la situazione si e’ immediatamente corretta alternando Pedro e Duncan nel lavoro di diga davanti alla difesa e di raddoppio sulle fasce, coadiuvati dai preziosi rientri di Eder e Gabbiadini. Continuo a sostenere che il 4 2 3 1 meglio si adatta ai nostri, soprattutto in assenza di Palombo, libera Soriano da compiti di ripiegamento troppo profondi e permette a Okaka di giocare una ventina di metri piu’ vicino alla porta.

  2. 2 appunti..
    ma giocare come contro la fiorentina co un 4 4 2… Okaka e Eder davanti? mexes e ramy avrebbero patito di più i loro movimenti? non mi sembra 2 fulmini di guerra i rossoneri!!!!!
    e si è sentita parecchio la mancanza di Palombo… non l avrei mai pensato in passato…..

  3. rispondo a el cabezon: gabbiadini e soriano sono molto offensivi e a volte,quando la punta esterna avversaria si ferma in avanti, lollo rimane spesso in un 1 contro 1 pericoloso,soriano doveva dargli il raddoppio allargandosi mentre gabbiadini rinetrava sulla mezzala del milan. Ma lollo l’ho visto in difficoltà nel marcare el shaarawy a piede invertito.. molto veloce e tecnico e lo puntava sempre per arrivare a creare con il suo piede destro. Quando è passato al 4231 il raddoppio doveva farlo gabbiadini. Anche io sarei partito con un uomo su de jong ma né obiang – in difficoltà con menez falso nueve – né okaka sono riusciti a creare fastidi all’olandese ed al possesso del milan, seppur lento e prevedibile. concordo su mik p ma forse senza palombo si poteva giocare con marchionni..??!!stesso dinamismo di angelo? la butto li 😉 per troppo doria… il mister è dall’inizio che lavora su uno schema che ha cambiato solo nella partita con la fiorentina perchè in difficoltà nel reparto arretrato,concordo che potevamo partire già con il 4231 ma anche l’idea di giocare specchio a loro non era male,abbiamo pagato la scarsa vena di gabbiadini di rientrare e l’assenza di palombo come incontrista..

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