“ CE LA SIAMO GIOCATA ALLA PARI. GABBIADINI METTICI PIU’ GRINTA”

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Arriviamo all’incontro con l’inter ancora carichi per il pareggio con la Roma, pronti a sfatare il nostro tabù contro le grandi squadre.
Chi si aspettava un piccolo turnover per i tre impegni ravvicinati resta deluso: cambiamo solo Soriano con Duncan e Mesbah con Regini sulla corsia sinistra.

Ci schieriamo con il collaudato 4-3-3: Romero in porta, difesa a 4 con De Silvestri a destra, Gastaldello e Romagnoli centrali, Mesbah a sinistra. Centrocampo a 3 con Palombo mediano, Duncan mezzala sinistra ed Obiang mezzala destra. Davanti i tre attaccanti: Eder a sinistra, Gabbiadini a destra ed Okaka centrale.
L’inter risponde con un cambio modulo efficace in fase di possesso ed ecco un 3-4-1-2 più offensivo del solito: Handanovich in porta, difesa a 3 con Ranocchia a destra Vidic centrale e Juan Jesus a sinistra. Centrocampo a 4 con Obi sull’esterno destro, Hernanes e Medel centrali e Dodo’ esterno di sinistra, Kovacic trequartista dietro Palacio e Bimbominkia Icardi.

In fase di possesso Kovacic lavora su Palombo e poi si infila nel centrocampo a 5 sul versante di sinistra. Anche Palacio si fa trovare tra le linee e si muove molto ricercando i tagli centrali.
L’Inter ci pressa molto alta, già dal giropalla iniziale dove Romero spesso deve calciare. Hernanes si stacca e pressa Mesbah, mentre Obi si occupa a fatica di Eder.

I padroni casa partono aggressivi, vogliono fare la partita.

Dopo 2 minuti invenzione di Kovacic che salta Palombo con un gioco di prestigio, Gastaldello si stacca dalla difesa in linea e Palacio – molto bravo negli inserimenti tra terzino e centrale – viene lasciato libero. Palla nel corridoio di inserimento ma Palacio invece di tirare cerca l’assist: errore!

Capiamo subito che il fulcro del gioco dell’Inter sarà in quella zona.
Noi come sempre sempre siamo compatti, corti ed una volta in possesso palla cerchiamo subito la verticalizzazione sulla profondità di Okaka, Eder e Gabbiadini. I nostri due attaccanti esterni partono larghi, proprio per allargare la difesa dell’Inter e poi stringere alla ricerca del taglio centrale.
Ma questo tipo di gioco viene spesso fermato: sia perché giochiamo spesso delle palle alte di facile lettura per la difesa dell’Inter, sia perché Gabbiadini perde spesso la sfera nella ripartenza (situazione che costa anche un giallo a Gastaldello). Oltre all’appannamento in fase di ripartenza aggiungo che anche ieri Manolo ha dato prova della sua proverbiale mancanza di cattiveria: nel complesso una prova negativa per lui.
Le sue uniche azioni degne di nota sono: al 45′  quando fugge sulla fascia destra e crossa per Duncan che sull’inserimento colpisce la traversa, e al 58′ una punizione insidiosa respinta da Handanovic.
Mentre Eder rientra largo in fase di non possesso, Gabbiadini rimane dentro il campo e si allarga Obiang.
Spesso avviene una rotazione tra Obiang e Duncan per non dare punti di riferimento all’Inter (o forse per mettere in condizioni Duncan di aiutare Palombo sulle ripartenze centrali dell’Inter).

Su Medel lavorano a turno Okaka, Obiang e Palombo, che si stacca per schermare la giocata e le sue linee di passaggio.
Il possesso palla lo lasciamo all’Inter, che appare molto determinata.
Non pressiamo i tre centrali di difesa, preferiamo iniziare il pressing dal centrocampo.
La partita ha un buon ritmo e risulta intensa: qualche occasione per l’Inter ed una clamorosa per noi al 28 minuto su grande azione di Eder, ma Palombo spara alto su un inserimento centrale.

Il secondo tempo lo iniziamo in maniera più intraprendente, creiamo diversi pericoli spingendo molto a sinistra con Mesbah ed Eder.
Proviamo a spingere con i terzini: uno sale mentre l’altro si ferma giocando con i propri riferimenti sulla stessa fascia.
L’Inter sostituisce al 52′ Hernanes con Kuzmanovic.
Noi al 62′ sostituiamo Gastaldello per Regini, con Romagnoli che si sistema mezzo destro nella difesa a 4 e Regini mezzo sinistro.
La partita scivola via a ritmo un po’ più basso.

Proviamo ad alzare il baricentro ma non riusciamo a giocare il nostro solito calcio.

Patiamo sempre gli inserimenti centrali delle mezzali e di Palacio, che parte sempre largo.
Al 70′ esce Duncan ed entra Soriano, chiamato a lavorare tra le linee partendo dalla posizione di mezzala destra.
Al minuto 87 arriva la miglior occasione per noi di tutta la partita: grande azione di Okaka sulla destra che crossa per l’arrivo di Eder rapido a calciare a colpo sicuro ma Handanovic vola e para!
Al 90′ invece la beffa: Romagnoli entra troppo irruente su Kuzmanovic che si è inserito centralmente, in mezzo a nostri due giocatori. L’arbitro sulle prime fa giocare ma poco dopo il giudice di linea suggerisce il rigore: dopo un paio di minuti di proteste il Bimbominchia tira, Romero sfiora ma la palla finisce in rete.

Per me è stata una buona partita, a San Siro contro l’Inter ce la siamo giocata alla pari, solo un rigore ci ha piegato.

Certo non avevamo la stessa cattiveria e determinazione delle ultime domeniche e forse ci è mancata un po’ di lucidità.
Dobbiamo migliorare in fase offensiva, dove gli attaccanti chiamati ad un lavoro prezioso ma pesante in fase di non possesso arrivano poco lucidi in area di rigore. E continuiamo infatti infatti a segnare poco.
Forse è l’ora di provare qualche giocatore più fresco.

Molto positive le prove di Mesbah, Eder, Obiang, Duncan, il solito Okaka e Romagnoli nonostante il fallo da rigore.

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SampGeneration

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10 commenti

  1. Ciao Carlo, sconfitta che brucia perche’ arrivata al novantesimo, e su gol di Icardi. A me la squadra nel complesso e’ piaciuta, in fase di possesso ordine e coraggio nel giocare la palla in spazi stretti e nello spostare il baricentro del centrocampo interista facendo densita’ su una fascia per poi trovare l uno vs uno sul lato opposto ( situazione che ci ha portato a sfondare due volte nel primo tempo con Eder e Gabbia ). I dati negativi sono stati la friabilita’ centrale nella nostra trequarti ( Pagliacio si e’ mangiato l impossibile) e ancora una volta la sterilita’ offensiva. Con la Viola quali correttivi ti aspetti in mezzo al campo e davanti, anche alla luce della terza gara in sette giorni?

  2. D’accordo con l’analisi. Chiedo al tecnico Carlo Gino: hai qualche informazione sulle condizioni di Bergessio e Fedato? Perché non giocano mai? Come hai detto tu forse stiamo stancando troppo i tre attaccanti che giocano praticamente sempre. Grazie per l’ascolto, forza Samp

  3. ciao a tutti!mikp concordo sulla friabilità centrale, eravamo sempre messi male… palombo ha sofferto kovacic mentre palacio partiva molto largo per poi tagliare con movimenti che eludevano le nostre marcature preventive. Forse con la viola tornerà silvestre al posto di gastaldello ,regini tornerà al posto di mesbah,e spero che cacciatore non prenda il posto di de silvestri…mentre per palombo credo ci sia la conferma anche se proverei marchionni,che in quel ruolo lo scorso anno ha fatto bene al parma.tornerà soriano per duncan e fedato è un mistero,giovane promettente molto bravo a mio avviso forse ancora non ha convinto il mister mentre sansone lo ha deluso al punto di non prenderlo mai in considerazione. Forse qualche cambio in più ogni tanto farebbe bene ai titolari e per stimolare chi non lo è…bergessio è oscurato da un okaka fenomenale,lui è una punta centrale e giocando con questo modulo può giocare solo uno tra i due…ma forse con la difesa a 3 della viola si potrebbe puntare ad avere okaka bergessio ed eder dietro di loro..la butto li..concordo salvo con te a questo punto spero di averti risposto

    • Per Fedato e Sansone vale la legge di Sinisa, lui da una possibilita’ a tutti, ma se sbagli l approccio mentale alla gara prima di tornare in campo devi sputare sangue. Fedato con l Atalanta e Sansone col Sassuolo hanno completamente ciccato sotto questo aspetto e non hanno le stesse caratteristiche atletiche e di sacrificio dei titolari ( sono convinto che a Gennaio un rinforzo e una partenza riguarderanno proprio la batteria degli esterni ). Se cambio modulo deve essere, domenica, preferirei vedere Eder e Bergessio in coppia, con Soriano trequarti e primo marcatore del regista viola,e Marchionni per Palombo, in mezzo a due mediani, Obiang e Duncan

  4. Ottima analisi Carlo ( come sempre del resto!)
    Ho la sensazione che con questo 4-3-3 perderemo Eder e Gabbiadini sotto il profilo offensivo, è un modulo che li costringe troppo a rinculare, a perdere energia e di conseguenza arrivare poco lucidi in zona gol…
    Volevo chiederti: come vedresti un passaggio al modulo 4-3-1-2?
    Dentro Duncan in mediana ( o Krsticic se e quando tornerà ai suoi livelli ), Soriano trequartista dietro a Okaka ( imprenscindibile ) e a turno Eder, il Gabbia o perchè no anche Bergessio?
    Sulla carta, ora come ora, mi appare forse come uno schieramento più adatto ai giocatori che abbiamo in organico…

  5. Grazie el cabezon,concordo con te ed il modulo 4-3-1-2,il mio preferito 😉 ,mi piacerebbe e sarebbe fattibile,ma credo che il mister non cambierà idea…non credo sia una questione di sorte,i nostri attaccanti fanno un grande lavoro in fase di non possesso che spesso sono poco lucidi dentro l’area,dobbiamo trovare il giusto equilibrio,ed il cambio modulo sarebbe un idea per me fattibile..

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