IL PUNTO SUL MERCATO: SANTON, VERRE E IL SOGNO DRIUSSI

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Ferrero lo ha ammesso senza giri di parole: “Verre ci interessa”. Salito a Milano per un rapido meeting di mercato con l’Inter, nelle ultime settimane il presidente della Sampdoria ha fatto capire di avere le idee piuttosto chiare sul tipo di mercato da fare a gennaio per rinforzare la squadra.

Un terzino sinistro, un difensore centrale, un centrocampista (se parte Cigarini) e un alter-ego di Budimir: potrebbero essere addirittura quattro gli innesti attesi da mister Giampaolo, che da ieri ha ufficialmente rinunciato – senza soffrire più di tanto – allo sloveno Krajnc, la cui esperienza alla Sampdoria è passata praticamente inosservata (a parte i pochi minuti collezionati in Coppa Italia).

Mentre fervono le trattative con Silvestre per il rinnovo del contratto (la Sampdoria ha offerto al suo procuratore Cosentino un biennale da un milione di euro a stagione), sembra essersi smorzato l’interesse della Samp per Oikonomou. Un ripensamento quasi definitivo da parte della società, dovuto alla sciagurata prestazione del difensore del Bologna nell’ultima partita contro la Juventus.

Se salta Oikonomou, la Sampdoria dovrà virare giocoforza su di un altro centrale. Al momento, infatti, la rosa blucerchiata conta solamente tre difensori centrali di ruolo (Silvestre, Skriniar e Regini) a cui aggiungere l’adattato Palombo. Troppo poco per stare tranquilli.

Discorso parzialmente diverso per la fascia sinistra. La Samp dispone di due terzini mancini (Pavlovic e il disastroso Dodò), ma nessuno dei due dà a Giampaolo le sufficienti garanzie: il primo per ragioni fisiche, il secondo per la sua palese inadattabilità al ruolo. Mentre Udinese e Flamengo paiono avere rinunciato definitivamente al brasiliano (che sarà difficile sbolognare a qualcuno dopo l’ennesimo errore commesso a Napoli nell’azione che ha portato al gol del pareggio di Gabbiadini), il presidente Ferrero ha ufficialmente chiesto all’Inter l’ex bambino prodigio Davide Santon.

L’avventura in nerazzurro del “fu designato” erede di Giacinto Facchetti è giunta ormai al capolinea. Il nuovo allenatore Pioli lo ha emarginato dalla squadra e l’ex Newcastle sembra essersi convinto a lasciare per sempre la casa madre. Per fare partire Santon (di ruolo terzino destro ma abile a disimpegnarsi sulla fascia opposta) l’Inter chiede 5 milioni. Con il suo arrivo la Samp colmerebbe una lacuna importante, ma occorre prima verificare le sue condizioni fisiche.

Capitolo centrocampo. Nonostante le tensioni con la società e le richieste di informazioni provenienti da Roma e Siviglia, difficilmente Torreira lascerà la Samp già a gennaio. Il futuro dell’uruguayano è legato a doppio filo a quello di Cigarini. Arrivato a Genova con la promessa di un posto da titolare, l’ex metodista di Atalanta e Napoli è stufo di prendere freddo in panchina. Milan e Sassuolo lo vogliono, ma solo con la formula del prestito. Dovesse andare via, a quel punto la Samp potrebbe subito acquistare dal Pescara il talentuoso Valerio Verre, già cercato in estate.

Chiudiamo con il reparto offensivo. Budimir, scalzato definitivamente da Schick nelle gerarchie di mister Giampaolo, lascerà a breve Genova. L’attaccante croato interessava a Bologna e Pescara, ma con il raffreddamento della pista Oikonomou e l’arrivo in Abruzzo di Gilardino il destino dovrebbe riportarlo a Crotone, dove è stato protagonista l’anno scorso della promozione in A dei calabresi.

Come per la fascia centrale della difesa, in caso di cessione di Budimir anche qui i numeri non tornerebbero. Nei giorni scorsi la Samp ha chiesto al Carpi informazioni su Kevin Lasagna. Lapidaria la risposta degli emiliani: “4 milioni in contanti”. Forse troppo per un giocatore sì di prospettiva, ma che verrebbe a Bogliasco per fare la riserva di Schick, Muriel e Quagliarella. Ecco allora la mossa a sorpresa delle ultime ore: la samp avrebbe offerto 4 milioni per Sebastian Driussi, attaccante classe 1996 del River Plate. La società argentina avrebbe rifiutato rilanciando a 15 milioni, ora Ferrero proverà a strapparlo in prestito con diritto di riscatto.

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

6 commenti

  1. LUCA DAL BRASILE -

    lancio un argomento generale: dopo 20 anni in sudamerica, credo di poter dire senza tema di smentita che:
    a) gli argentini e uruguaiani sono caratterialmente più forti ed affidabili dei brasiliani
    b) brasiliani e colombiani sono troppo innamorati di sé stessi esteticamente per riuscire naturalmente ad adattarsi alle tattiche di squadra
    c) comprando sudamericani, in genere, si va incontro a casini difficilmente sbrogliatili come proprietà dei cartellini, fondi di investimento, clan di genitori, fratelli e zii truffaldini, cosa che complica ed allunga sempre le trattative
    d) per via della stagione invertita, quando sono forti, vengono chiamati dalle rispettive nazionali per Copa America e qualificazioni mondiali nel bel mezzo del nostro campionato
    e) anche quando non sono nel giro delle nazionali, hanno problemi di rientro dalle vacanze, stile di vita, frequentazioni pericolose, jet lag, ecc.
    f) a parte gli argentini e i cileni, tutti i sudamericani soffrono il freddo del nostro inverno
    CONCLUSIONI:
    se Pecini é cosí bravo a pescare talenti giovani tra Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Portogallo, Serbia… perché non puntare sempre su queste origini? Si eviterebbero i guai ricorrenti ex punti b-c-d-e-f a livello di affidabilità, serietà e carattere, e avremmo a che fare con persone quasi sempre migliori, anche degli stessi argentini e uruguaiani. Bisognerebbe riflettere su questo aspetto.

    • E’ verissimo tutto quello che dici, ma tieni presente una cosa però: che ci sono molti più talenti (con talento innato) in sudamerica che nell’est Europa, e per dimostrarlo, pensa solo a partite di nazionale, non ricordo vittorie importanti di paesi dell’est con nazionali sudamericane tipo Argentina o Brasile.

      • LUCA DAL BRASILE -

        si, innegabile: il Brasile potrebbe fare 5 nazionali che arriverebbero (SE CONTASSE SOLO IL TALENTO INDIVIDUALE) nelle prime 8 del mondo.
        Sta di fatto che non basta il talento individuale nel calcio, e lo stesso Brasile ha vinto “solo”5 mondiali, di cui 1 con pelé e l’Italia spompata dopo il 4-3 con la Germania, l’altro ai rigori sempre contro di noi e quello rubato in Corea… mentre tutte le altre volte é stato preso a pallonate da squadre europee.
        Comunque Evo quello che volevo dire é che per una squadra come la nostra, senza ambizioni purtroppo se non quella di stare in A, é inutile comprare genieri del pallone sudamericani, per cui si sborsano un sacco di quattrini, hai a che fare con casini e bizze di ogni genere, e poi non li fai giocare titolari perché quelli non sanno o non vogliono correre a difendere…. il caso Correa é emblematico.

        • Ah si è vero, per la nostra realtà, forse meglio gente con più voglia e meno talento, che abbia più voglia di sacrificarsi, che talenti che poi passeggiano in campo sognando di andare subito in altre squadre europee!

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