ROMA-SAMPDORIA 3-0. “HO VISTO UNA SAMP APPAGATA. DI CERTO NON E’ PIACIUTA AL MISTER”

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Arriviamo a questa partita con un Rudi Garcia in versione gladiatore, che promette una Roma incazzata, con undici lupi affamati.

Sinisa non si scompone più di tanto e prepara una partita con l’attacco veloce, per lavorare sugli spazi lasciati dalla difesa giallorossa.

Si prospetta quindi una partita divertente con due squadre simili per mentalità e metodologia tattica, che praticano un calcio offensivo e propositivo, sempre impostate per giocare e  vincere, cercando di non subire il gioco avversario.

La Roma fa un pò di turnover dopo la partita di mercoledi in coppa a Napoli. Fuori Totti, infortunato, e De Rossi.

Si presenta con un 4-3-3 con De Sanctis in porta, difesa a 4 con Maicon a destra, centrali Benatia e Castan e Torosidis a sinistra. Nainggolan davanti alla difesa, Strootman sul centro destra e Pjanic sul centrosinistra, Gervinho attaccante di destra, Destro punta centrale e Florenzi a sinistra.

La Sampdoria risponde lasciando fuori Okaka e puntando su Wszolek.

Solito 4-2-3-1, con in porta Da Costa, difesa a 4 con De Silvestri a destra, Gastaldello e Mustafi centrali e Regini a sinistra. Centrali di centrocampo dinamico con Palombo e Kristicic, Soriano trequartista dietro Eder, Gabbiadini a destra e Wszolek a sinistra.

 IL PRIMO TEMPO

Ad inizio partita si nota subito la mossa tattica di Rudi Garcia per far male alla Sampdoria,:in fase di possesso la Roma piazza Pjanic a fare il trequartista dietro Destro, per un 4-2-3-1 a specchio sulla Sampdoria. La Roma cerca di lavorare sullo spazio centrale lasciato tra Palombo e Kristicic e i due centrali di difesa. Pijanic, quando prende palla, è un giocatore fenomenale nel creare la superiorità numerica e sfornare gli assist per i tagli veloci tra i nostri terzini ed i due centrali di difesa, sia per i due attaccanti esterni, ma anche per gli inserimenti dei due terzini Maicon e Torosidis.

Gervinho e Florenzi cambiano spesso la loro posizione, galleggiando nella linea tra la nostra difesa e la linea di centrocampo, per non dare punti di riferimento nella ripartenza. Giocano stretti vicino a Destro, non larghi per lasciare lo spazio di inserimento ai terzini e per essere più vicini alla zona pericolosa centrale della nostra difesa.

Quando è in possesso palla la Roma parte rapida centralmente, con combinazioni palla a terra nello spazio stretto.

Il loro pressing è alto, intenso e rapido e ci attaccano già nella partenza dalla nostra area. Infatti Da Costa è costretto spesso a ricercare il rilancio lungo sulle fasce.

In fase di non possesso i loro attaccanti esterni seguono i nostri terzini e pressano facendo un raddoppio anche sui centrali di centrocampo. Pjanic, in fase di non possesso, rientra nel suo ruolo di mezzala sinistra.

La Sampdoria piazza Soriano sul loro centrale davanti alla difesa, cercando gli inserimenti centrali a piede invertito dei nostri due attaccanti esterni che giocano molto alti, per evitare di far salire i terzini giallorossi.

Giochiamo con un attacco veloce e tecnico lasciando fuori la boa Okaka.

La mossa di Soriano si rivela intelligente, perché Strootman e Nainggolan lasciano spesso la zona centrale scoperta, si aprono molto.

Cerchiamo di abbassare il loro ritmo forsennato con un possesso palla prolungato e ragionato, ma forse oggi troppo lento ed impreciso.

Al 26′ minuto arriva una fiammata giallorossa, con Gervinho che attacca la profondità servito da Strootman e salvataggio di Gastaldello in diagonale.

Tra il 26′ e il 33′ minuto la Roma schiaccia sull’acceleratore: pressa alto, aumenta la pressione ed alza il ritmo, creando diversi pericoli ed azioni offensive pericolose. Ogni volta che trovano Pjanic tra le linee andiamo in difficoltà. Siamo alle corde, ma la cosa che stupisce (e questo grazie al lavoro mentale dei tecnici), non ci disuniamo anche se sembriamo spaventati. Cerchiamo di abbassare il loro ritmo e proviamo comunque a partire da dietro, con il possesso palla, lavorando molto sulla catena di destra con De Silvestri bravo a spingere e proviamo a rispondere colpo su colpo con azioni pericolose. Ci manca il passaggio giusto e la stoccata vincente negli ultimi 20 metri. Commettiamo tanti errori nei passaggi finali.

Il goal, meritato, della Roma arriva su corner al 43 minuto. Regini prova a cercare il pallone ma finisce contro Gastaldello, lasciando Destro libero di poter saltare e segnare.

RIPRESA

Nel secondo tempo il monologo non cambia anche se nei primi minuti cerchiamo di reagire e di fare la partita. La Roma per non correre rischi si rimette in un 4-3-3 puro, con Strootman davanti alla difesa, Naingollan a destra e Pjanic a sinistra, stringendoli contro Palombo e Kristicic.

Mustafi prova ad intensificare la marcatura preventiva su Destro, ma non riesce mai ad effettuare un anticipo e lascia spesso la linea dove la Roma, grazie al movimento in avanti della punta centrale, approfitta con i tagli degli esterni di questi spazi lasciati dalla nostra linea difensiva.

Dopo una leggera pressione offensiva nostra, in cui non ci viene fischiato un rigore solare, e dove l’ingenuo De Silvestri si fa ammonire per proteste (e salterà la gara con il Milan visto che era in diffida) arriva una punizione dai 30 metri di Pjanic: la barriera si apre, tiro a mezza altezza e goal della Roma. Tiro molto angolato ma non sono esperto di portieri per poter giudicare. Lascio il giudizio a voi: secondo me Da Costa poteva fare qualcosa in più.

Al 9′ minuto entra Romagnoli per Maicon e la Roma inverte i terzini. Torosidis va a giocare a destra e Romagnoli si piazza a sinistra. Noi facciamo entrare Okaka, il Weah che funge da boa (anche se ieri era più Blisset), al posto di Wszolek, mettendo Soriano a sinistra ed Eder trequartista.

Ma, dopo un minuto, arriva il terzo ed ultimo goal della Roma: ripartenza rapida con un tacco di Florenzi, che apre sul taglio di Gervinho tra De Silvestri e Mustafi. Quest’ultimo sbaglia il tempo nell’anticipo, lasciando la linea difensiva e la zona centrale scoperta. A Gervinho si apre una prateria davanti. Arriva Gastaldello in chiusura diagonale, ma l’ivoriano riesce comunque a servire Destro che aggira Regini in area (anche in questo caso ingenuo) e segna. Grande azione e tre a zero ma in difesa potevamo fare qualcosa in più.

Al 19′ entra Obiang per Palombo. Continuiamo un possesso lento, in cui sbagliamo spesso il passaggio negli ultimi 30 metri. La Roma controlla agevolmente la gara, entra anche De Rossi per l’infortunato Benatia, ma la partita perde intensità e ritmo. Loro fanno girare palla e controllano la gara, addormentandola. Noi non riusciamo a reagire, anzi finiamo in 10 con l’espulsione di Gastaldello per doppia ammonizione.

La Roma continua il suo pressing e ci chiude i varchi per ripartire.

Per dovere di cronaca entra anche Fornasier per Soriano, per evitare l’imbarcata finale.

Sottolineo ancora una volta il gioco eccezionale della Roma: il migliore espresso in serie A, complimenti a mister Garcia!

GIUDIZIO FINALE

Mentalmente oggi siamo usciti dalla gara troppo presto, spaventati paurosi e spesso confusi, una mancanza di reazione che ai nostri mister sicuramente non sarà piaciuta.

E non sarà passata inosservata, anche perché è l’opposto di quanto hanno chiesto ed ottenuto in questi mesi positivi.

La Sampdoria di ieri mentalmente sembrava un po’ appagata. Ma il nostro leader maximo sarà in grado di riportare a terra a lavorare le menti dei giocatori, tornare umili e concentrati per gli impegni futuri che ci vedono di fronte ad un Milan in ripresa di risultati (meno con il gioco..)

Mancheranno Gastaldello e De Silvestri, ma il nostro trio di tecnici ha una settimana per preparare la partita ripartendo dalla prima mezz’ora postitiva di ieri e dal lavoro di questi mesi.

Avanti ragazzi, fuori gli artigli!

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

1 commento

  1. La sconfitta è palese ma cmq sia ci serve un portiere, non possiamo giocare con Da Costa, sempre piantato sulle gambe, reattivo come un bradipo morto…….

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