GOZZI, LA LETTERA DI MANTOVANI E IL CALCIO D’ALTRI TEMPI

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Riceviamo e pubblichiamo il nuovo articolo di Roberto C, grande decano del tifo blucerchiato.

Si può essere invidiosi dei tifosi di una squadra appena retrocessa in serie C? Per il sottoscritto la risposta è affermativa. Ma prima di inoltrarci in un’analisi particolareggiata facciamo un passo indietro. Che cosa raffigura, dal punto di vista societario, il quadro del calcio italiano (e non solo, ma in questo momento interessa circoscrivere il discorso all’ambiente nazionale)? Ciò che appare è una rappresentazione alquanto caotica e assai poco identitaria. Molti clubs, particolarmente in serie A, sono completamente spersonalizzati rispetto ad un passato prossimo (o forse remoto?) in cui le proprietà erano parte “culturale” delle città che rappresentavano. Per dire, l’Inter dei Moratti, i due gentiluomini, Angelo e Massimo, padre e figlio, che l’hanno guidata per tanti anni con passione e generosità, è sempre stata un grande simbolo di “milanesità”. In essa si viveva la simbiosi di corpi e spirito legati dall’appartenenza ad una città che ha sempre raffigurato se stessa nel mondo come parte di un disegno in cui esisteva “l’attitudine innata o acquisita di distinguere l’utile dall’inutile. (per cui..) essere ambrosiano è quasi una filosofia che si identifica nel culto dell’efficienza e del decoro” (Alessandro Manzoni). In buona parte si può dire altrettanto per il Milan di Berlusconi, se pur il personaggio è di tutt’altra fattura e spessore, e al di là di ogni “eterodossa” manifestazione che ha caratterizzato lo stesso, in questi anni “eretici”ed…..erotici, nel mondo extra-calcistico. Ma questa è un’altra storia. Come direbbe il buon Di Pietro, nei secoli passati della politica italiana, che ci azzeccano Zhang Jindong e Li Yonghong con la “Madunina”, la “cassoeula”, “l’ossobuco”, Gaber e Jannacci? Peraltro la situazione dei rossoneri è quasi tragica con il fallimento di Li ed il fondo americano Elliott che a breve potrebbe subentrare nella proprietà. E sarà perché nella mia primissima età (6 anni o giù di lì) ero affascinato da quei colori (poi sono rinsavito….) ma è abbastanza triste vedere la brutta china che ha preso una delle squadre più titolate del mondo. Cari doriani non voletemene per questo ed anche per il fatto che bisogna giustamente riconoscere che su questi temi la società che ha mantenuto il giusto aplomb è ancora e sempre la Juventus nella figura dinastica di Agnelli, autentico presidente di territorio, a…..chilometro zero.

Basta. Torniamo all’origine.

Ho detto che sono invidioso. E’ vero. Penso ai supporters dell’Entella che possono vantare un Presidente d’altri tempi. Un uomo, un imprenditore, che unisce alla passione un forte sentimento, una sorta di comune legame , e che quando parla della sua società la tratta alla stregua di una figlia cara, una costola vivente della propria cittadina. Pur nell’amarezza del salto indietro di categoria non si è fatto sopraffare dagli eventi. Anzi ha dato l’esempio a tutti, lo sprone per ripartire. “Questa è la nostra identità, siamo orgogliosi di quanto fatto, e continueremo sulla stessa strada in qualunque categoria”. Non sembra di essere alla presenza di una sorta di personaggio “epico” di cui noi abbiamo grande memoria? Ricordo ancora, se ce ne fosse bisogno, che Mantovani rilevò la Samp nel giugno del 1979 ma la promozione in serie A arrivò solo nel 1982. Tre lunghi anni, nonostante tutto, meravigliosi, nei quali i pur non completamente felici risultati sportivi erano ampiamente compensati dalla Sua presenza che dava certezze e che per noi tifosi era la garanzia che il futuro sarebbe stato comunque magico. Colui che un giorno ha detto la più bella dichiarazione d’amore per la Sua squadra “ L’unica cosa di cui non sono pentito, nella mia vita, è di essere diventato presidente della Sampdoria”. Era, lo ripeterò fino alla noia, uno che quando entrava nelle sale in cui si riuniva la tifoseria (Cinema Boggiano di Bolzaneto e Ferroviario di Rivarolo) faceva vibrare l’aria come l’aria di un monsone, riscaldando l’assemblea con la sola pregnanza della sua presenza, irradiava la nostre menti come i lampi e i bagliori di un astro incandescente, il “sole dell’avvenire” blucerchiato. E noi ce ne tornavamo a casa felici perché sapevamo che il nostro “conducator” alla fine avrebbe appagato tutti i nostri desideri, realizzato i grandi sogni che permeavano la fantasia del “doriano”. Aspettavamo quegli incontri come il proemio di un lungo racconto a venire che avrebbe portato un giusto futuro di gloria. In fondo scudetto e coppe erano già nell’aria, li percepivamo vivi negli slanci di un miraggio che sarebbe diventato realtà. Ecco, pur con le dovute differenze, vedo in Gozzi un uomo che segue questa linea comportamentale, che sente sé stesso come parte prima, integrante e finale di un progetto cui dedica tutto il suo afflato sportivo. Non è meraviglioso avere un presidente di questa levatura? Credo che gli amici di Chiavari ne debbano essere orgogliosi e siano comunque soddisfatti perché con un simile capitano sulla tolda della nave biancoceleste i risultati comunque arriveranno e quando ci saranno sarà ancora più bello festeggiarli tutti insieme, magari nel “Caruggiu Dritu”. Termino con un ricordo personale di Paolo Mantovani. Quando si era spostato in Svizzera per motivi di salute (1982) e per i noti fatti per i quali nel 1983 venne assolto con formula piena, io collaboravo con il quotidiano “Il Lavoro” e gli proposi un’intervista ma lui cortesemente declinò l’invito perché non riteneva quello un momento per esporsi pubblicamente. Poi nel 1992, un anno prima della morte, gli scrissi una bella lettera e lui mi rispose con poche ma belle parole e quell’ “epistola” per me è diventata un autentico cimelio che in quest’occasione voglio rendere pubblica. Purtroppo il calcio è diventato un’altra cosa rispetto a quei tempi felici e penso che Paolo Mantovani, se fosse ancora tra noi, pur amando la Sampdoria, si sarebbe defilato non ritenendosi più consono, con la sua signorilità, ad un mondo pregno di falsità e volgarità, ipocrisie e doppiezze. E allora ce lo ricordiamo così, come un’icona perfetta, cristallizzata in un magico tempo senza fine! Ciao Paolo, siamo felici di aver vissuto la tua epoca. Grazie per sempre! E a Gozzi facciamo i nostri migliori auguri per tornare presto, con l’Entella, nella serie cadetta e magari più in là arrivare, perché no, alla serie A!

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

39 commenti

  1. Non sapevo che l entella avesse dei tifosi…gia’ che c’ eri perche’ non augurare all entella di vincere lo scudetto e a noi di andare in c visto che purtroppo abbiamo ferrero come presidente?SOLO LA SAMPDORIA

  2. Credo che il buon Roberto volesse esprimere un concetto basato sui presidenti di calcio, alcuni veri signori, gli inglesi li chiamano gentleman ad altri questo titolo non appartiene anzi….

  3. Capisco incensare gozzi ma augurare le migliori fortune a quattro tifosi in croce che ad ascoli avevano mezzo striscione scritto con lo spray mi sembra fuori luogo…via da roma, concorso, ma certo non per andare a chiavari se non per negozi…

  4. Ritengo che il senso dell’articolo,va da sè, sia ampiamente chiaro e comprensibile. Ma, vorrei aggiungere a chiosa, penso che il tifo non possa essere appannaggio solo di squadre di prima fascia. Ricordo, decenni fa, quando frequentavo, attraverso amici comuni, il campo della Rivarolese. Ho visto, in quelle occasioni, manifestazioni di attaccamento e amore per la propria squadra stupefacenti. E l’Entella, se è permesso dirlo, non è la Rivarolese. E io non sono di…..Chiavari. E ancora, siccome il tifo è una manifestazione di grandi sentimenti di appartenenza, ed a volte anche moto di irrazionalità, io credo che esso abbia importanza e valenza a prescindere dalla categoria. Quindi, a mio parere, ci si può sentire più partecipi e integrati, in una parola INNAMORATI, con un Presidente come Gozzi, in serie C, che con un….altro alieno ai nostri colori, alle nostre tradizioni, al NOSTRO PASSATO pur se in serie A. E poi noi avendo avuto Paolo Mantovani siamo doppiamente penalizzati da certi personaggi con i quali LUI non avrebbe bevuto nemmeno un caffè. IPSE DIXIT.

  5. Il giorno dopo la retrocessione dell’Entella ero a Chiavari per lavoro e parlando di ciò che era accaduto la sera prima il cliente mi rivela, in maniera abbastanza sorprendente per me, che di questa discesa in C a mezza Chiavari sostanzialmente frega nulla perchè mezza Chiavari odia Gozzi!
    Non ho chiesto spiegazioni nè chiarimenti per questo atteggiamento ostile verso un personaggio che all’apparenza incarnerebbe alla perfezione i valori che tutti noi vorremmo avesse il nostro presidente, la sua lettera nei giorni successivi alla retrocessione è stata un atto d’amore splendido, esattamente l’opposto di ciò che avvenne con noi nel 2011…

  6. Bravo el cabezon…caro roberto c. eri tifoso del milan, seguivi la rivarolese,incensi gozzi e invidi i tifosi dell’ entella…ma con che squadra stai?

  7. Vabbè dai SOLODORIA
    io credo che Roberto volesse solo focalizzare l’attenzione sullo stile del presidente Gozzi, così diverso dal nostro, poi credo che si possa essere tifosi e al tempo stesso avere simpatie per piccole realtà limitrofe a noi, vedi Entella e da quest’anno anche…l’Albissola .-)

  8. A dir la verità non me ne frega niente dell’Entella, di Gozzi e di queste vicende, capisco l’articolo in quanto rimpiange un calcio che non c’è più in serie A ma può esistere solo nelle serie minori, questo riguarda tutte le piccole realtà e non solo l’Entella e Gozzi, preferisco però restare in A e cuccarmi un presidente così così

  9. Caro Solodoria nella vita non bisogna essere così rigidi e monocordi. Un pò di elasticità, e meno dogmatismi, non guasterebbe. Io sono doriano dall’età di 8 (diconsi otto) anni. Non so nIente di te ma sicuramente in quel tempo dovevi ancora nascere. Ho visto giocare,( ma che senso ha ripeterlo?) Skoglund (e tu dirai: chi è?) e Cucchiaroni che conosci sicuramente perchè ha dato il nome agli ULTRAS. E poi BRUNO MORA. Mora chi? Ho visto giocare un tizio nato a Begec, in Serbia, che si chiamava Vujadin Boskov. E poi, andando un pò indietro, Eddie Firmani, detto “tacchino freddo”. E quella Samp era allenata da…..Lajos Czeizler. E ho conosciuto personalmente, cenando insieme con lui e amici comuni, Fulvio detto Fuffo Bernardini. Devo continuare per confermare il mio pedigree?

  10. Non arrivare a capire il senso dell’articolo, lo trovo disarmante.. E non lo dico perché ho avuto spesso Roberto vicino di gradinata. Mi lascia personalmente basito il dover sempre sempre anteporre lo sbandierare in gradinata rispetto ai concetti altrui (qualsiasi essi siano) … Di “noi ce lo abbiamo duro” ne abbiamo già avuto uno (ed ironia della sorte, si vocifera che, proprio per quel motivo, ci abbia rimesso la salute). Risulta, a mio modo di vedere, superata questa concezione dell’ho cantato per 100 minuti… Quindi, se esci senza voce, sei più tifoso di me che sono abbonato in sud da più di 20 anni (ne ho 38) e patisco le pene dell’inferno quando sono allo stadio??? L’articolo era tutt’altra cosa, facile da comprendere e, magari, uno spunto per riflettere…

  11. Di anni ne ho 52 se puo’ interessare a qualcuno, se e’ un merito essere vecchi forse caro roberto hai piu’ meriti di me, non espongo il mio di pedigree perche’ credo sia ugulmente sia di scarso interesse, come il tuo inutile articolo che ho conunque ben compreso,occupiamoci di doria non di entella

  12. Abbonato da 40, nel 1988 presente a tutte le trasferte.. se poi ti interessa una sfida a rischiatutto sul doria (non sull entella)facciamola pure

  13. Carissimo Pitta il tuo intervento ha “illustrato” con chiarezza e saggezza l’intelligenza che ti caratterizza e che io conosco bene da anni. Peraltro NOI sappiamo benissimo che la “Sampdorianità” non si valuta da manifestazione esteriori ridondanti (chi ha più voce non ha maggiori qualifiche) una volta si poteva affermare conoscendo la formazione a memoria, oppure adesso disquisendo di tattiche varie e credendo di saper valutare questo o quel giocatore. Personalmente questo lo lascio ad altri. Io credo che l’amore per la propria squadra si possa “valutare” e sentire più alto magari standosene a casa con la TV spenta mentre la Samp gioca perchè non concepisci che in un dato momento possa succedere qualcosa di brutto ai tuoi colori e l’avversario ti metta in difficoltà ponendoti nella condizione di sentirti battuto definitivamente. E allora ti alzi dalla poltrona, magari conti i minuti che mancano alla fine (a volte sono troppi….) e in preda agli spasmi accendi il video, e vai sul….televideo, e guardi il risultato spillando le cifre con un giornale come se stessi giocando a poker. ESSERE TIFOSI NEL SENTIMENTO E’ UNA VERA SOFFERENZA. E’ per esempio non sentirsi sicuri se la Samp sta vincendo 2-0 perchè se subisci un gol il tuo cuore comincia ad andare in subbuglio.A volte mi può bastare il 3-0, ma non sempre. La pena ed il tormento, se il risultato è in bilico, ti portano invariabilmente ad uscire dallo stadio dieci minuti prima del termine e magari ti può accadere di vivere una gioia strabiliante quanto sei sul bus (davanti alle carceri) per tornare a casa e un boato roboante, come una valanga di voci amiche, ti investe perchè al 92′ minuto ha segnato FLACHI. Cosa conta se non hai visto il gol? La Samp ha vinto, bellezza!!!

  14. Torpedo kowalski -

    Il problema principe di quest’epoca bipolare è senza dubbio la lettura legata alla successiva comprensione del testo. Ciò si chiama, oggi sui social e nell’agone politico, analfabetismo funzionale. Detto questo, l’articolo è chiaro, lapalissiano. Si parla di epoche passate, di sensazioni. Di madeleine e di personaggi che, a torto o a ragione, rappresentano per chi scrive il paradigma del gentiluomo. Allora andiamo avanti così, ad essere talebani solo rispetto a presunti certificati di onore da gradinata. Ferrero è, per chiudere, lo specchio dei nostri tempi: mimica, parole, volgarità e dubbi.

  15. L articolo e’ lapalissiano solo nell’ incensare gozzumi, poi se vuoi, caro il mio genio spuntato dal nulla, ci informiamo sui reciproci titoli di studio e vediamo chi e’ l analfabeta

  16. Guardi caro Solodoria che il sottoscritto conosce assai bene sia Roberto che Torpedo Kowalski e posso assicurarle che non possiedono grandi titoli di studio quali Lei magari può vantare ma contrariamente a Lei una solidissima cultura non solo calcistica, acquisita in anni di “studio disperato” quale difficilmente si può immaginare per i comuni mortali. Se poi vuole considerare anche il sottoscritto un “amichetto” faccia pure poichè l’amichetto si sente in ottima compagnia.

  17. Quel che c’è di comico, ma verrebbe da dire tragico, è che su questo Blog appena uno cerca di analizzare questioni di natura non esclusivamente blucerchiata allora c’è sempre qualcunaltro che si offende. Dobbiamo parlare “solo” del Doria. Lo ripeto, un po di elasticità mentale non guasterebbe. E poi si cita inopinatamente Proust al sottoscritto che è uno dei pochi, in Italia, ad avere letto per intero “La Recherche”. Ma per favore, direbbe il grande Totò.

  18. La recherche evidentemente l abbiamo letta entrambi, possiamo pure fare una disfida letteraria se interessa oltre che sul doria, non sull entella perche’ non interessa a nessuno a parte robero c e i suoi due amichetti

  19. E riquindi?vogliam fare pure una gara di analisi logica,grammaticale e del periodo?capisco abbiate difficolta’ ad ammettere di aver commissionato a roberto c. un articolo inutile..vabbe’ ora vado al mare, magari a chiavari cosi’ incontro il vostro idolo…

  20. Vada pure al mare e si diverta ne ha il diritto. Io, per quanto mi riguarda, non ho commissionato alcun articolo, l’ho solo letto e non mi è parso così inutile, considerando l’attuale andazzo. Poi se per Lei è inutile la nostalgia significa che Lei vive solo nel presente e dal punto di vista della meccanica quantistica ci può anche stare, ma non mi sembra il caso. Ben venga comunque la dialettica purchè costruttiva.

  21. Quindi, temo sia sfuggito anche il senso del commento! E poi, solo vedere la lettera del nostro Grande Presidente, sarebbe stato più che sufficiente! Invece no! Meglio tornare a casa afono dallo stadio… Ad ognuno, il proprio..

  22. Va bene ragazzi, contenti voi continuate a scrivere di gozzi e di bufale di mercato p.s. a chiavari l acqua era sporca, si vede che il vostro nuovo amato presidentissimo non vi ha ancora posto rimedio…non ditemi che non e’ di sua competenza, sarebbe una risposta troppo banale per voi proustiane menti illuminate

    • Ma almeno leggere, prima di rispondere? L’oggetto dell’articolo comprende anche le parole la “lettera di Mantovani” e allega il documento alla fine.. Ci potrebbe essere qualcosa di più Sampdoriano? Non credo… Per pigrizia ed impegni lavorativi, non sono un gran lettore non sono laureato in filosofia… Ma almeno provo a leggere e farmi un’idea sul messaggio sotteso, sul significato (magari non sempre letterale)… Per la cronaca, l’editoriale si chiama “memorie blucerchiate”… Augh

  23. Si chiama memorie blucerchiate e per meta’ parla di gozzi…ma io sono solo un povero analfabeta funzionale mentre lei caro pitta sara’ sicuramente un genio

  24. Grazie torpedina, hai ulteriormente colto nel segno… i soli tre commenti a favore di roberto c sono di persone che in un anno non han mai scritto nulla e il sospetto che siano suoi amichetti o per dirla piu’ benevolmente suoi vicini di gradinata, come peraltro uno ha pure scritto,viene ma nella vita e’ piu’ facile insultare dando ad una persona dell analfabeta piuttosto che ammettere di aver sbagliato

    • Ricorda del “pitta zone”…? Penso che qualche volta lo abbia letto. Secondo la Sua teoria, allora sono amico di centinaia di persone (da tifoso quale ha detto di essere, saprà benissimo che le persone vicine in gradinata sono sempre quelle, per anni).. Sa quante volte mi sono seduto ad un tavolo con Roberto? Una.. Quando era da poco nato questo blog (si vada a vedere la vecchia home page e magari capirà di più), quando due ragazzi si sono fatti (e si stanno facendo) in quattro per trovare spunti, giusti o sbagliati, interessanti o meno, per parlare di…. Samp! Ma c’è chi canta 100 minuti allo stadio ed interviene spesso su un blog e chi un blog l’ha ideato (non parlo certo di me) e consente di intervenire… Tanti saluti dal genio e buona domenica (vado a farmi un bagno ed, ironia della sorte, sono pure ad una trentina di km da Chiavari)…

  25. Nessuno Le ha dato dell’analfabeta, anche perchè non si direbbe visti i titoli inalberati, però non capisco l’ostinazione a voler considerare inutile e soprattutto sbagliato un articolo che non voleva essere un peana nei confronti di Gozzi ma una manifestazione nostalgica di un mondo ormai scomparso che Lei sembra voler ignorare del tutto. Sono anche io un vecchio tifoso, anzi molto vecchio che non riesce più ad essere compiacente con un qualche cosa che non riconosce più. In Lei comunque c’è dell’acredine non giustificata e della falsa ironia che non depongono certamente a Suo favore. L’amichetto La saluta cordialmente.

  26. Io veramente ho letto ben chiaramente di esser stato definito analfabeta funzionale, probabilmente saro’ pure dislessico…non ho inalberato alcun titolo ma ho semplicemente risposto a chi mi ha pure dato dell ignorante citando la madeleine di proust ed altre amenita’…in claris non fit interpretatio…senza alcun saluto ipocrita

  27. Absit iniuria verbo…….posso dire che chiaramente Lei non ha usato l’intelligenza (lat.intelligere=comprendere) necessaria all’interpretazione di un testo molto chiaro. Con ciò Lei si trova in buona compagnia perchè per quanto mi riguarda e per quanto mi sforzi non riesco ad “intelligere” la natura umana. Non credo di aver agito con ipocrisia anzi, quindi passo ai saluti.

  28. Ribadisco che il testo inizia con la parola gozzi ergo lasci ad altri decidere se ho ben compreso o meno l articolo medesimo, secondo me e’ Lei che non ha l’intelligenza di ammettere che incensare gozzi e invidiare i tifosi del entella usando come foglia di fico il grande paolo mantovani e’ stato inutile se non fuori luogo

  29. La ringrazio di avermi spiegato che intelligere significa comprendere, cinque anni di liceo classico senza la sua ennesima lezioncini sarebbero stati inutili altrimenti…

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