GINO VERITAS: “CLAMOROSO POSSESSO PALLA. GIAMPAOLO “SCHIACCIA” IL BOLOGNA”

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Il mister continua ad ottenere grande risultati ma soprattutto continua a dimostrare di essere il valore aggiunto di questa squadra. Dopo la vittoria contro la Roma ha conquistato i tre punti a San Siro contro il Milan cambiando sistema di gioco per imbrigliare la squadra di Montella e vincendo in una trasferta da sempre ostica per i colori blucerchiati.

Contro un Bologna in crisi di risultati ci presentiamo con il 4-3-1-2: Viviano in porta; difesa a 4 con Bereszynsky terzino destro, Silvestre e Skrinar centrali, Regini terzino sinistro. Centrocampo a 3 con Torreira centrale davanti alla difesa, Linetty mezzala destra e Praet mezzala sinistra. Fernandes trequartista, Quagliarella e Muriel attaccanti.

Visto l’atteggiamento difensivo del Bologna in fase di possesso giochiamo col 4-5-1 con baricentro basso a centrocampo. Il Mister opta come sempre per un’uscita ed una costruzione dal basso: i due centrali difensivi cercano di far uscire la punta centrale e la mezzala che dovrebbero schermare le linee di passaggio per Torreira, con scivolamento conseguente anche del mediano Pulgar per trovare il nostro mediano libero di impostare per vie centrali. Ma oggi cerchiamo di più l’ampiezza e le fasce laterali, allargando anche le mezzali.

Il Bologna rinuncia alla pressione alta.

Utilizziamo poco i lanci lunghi (solo 9) e ci muoviamo con azioni corali e manovrate facendo come di consueto un gran possesso alto con baricentro riversato nella metà campo bolognese.

L’ampiezza la troviamo non solo con i nostri terzini ma anche con le mezzali, soprattutto con il cambio tattico del secondo tempo.

Quando attacchiamo sugli esterni una delle due punte o il trequartista hanno il compito di andare in aiuto al terzino e alla mezzala in modo da cercare superiorità numerica e cercare di aprire e allungare la linea difensiva avversaria.

Grande lavoro delle mezzali e di Torreira che lavorano sia in ampiezza che in profondita’.

I due attaccanti li troviamo sia stretti e vicini tra loro per combinazioni centrali ad alta velocità, sia larghi tra terzino e centrale per lavorare sui tagli in velocità.

In fase di non possesso portiamo grande pressione già a partire dalla loro costruzione bassa, che viene immediatamente sostituita dal rilancio lungo di Da costa.
Gli attaccanti centrali lavorano sui difensori centrali: il trequartista gioca su Pulgar mentre le mezzali rimangono a metà tra terzino e mezzala in modo da scivolare con i tempi giusti, sia nello sviluppo che nel cambio gioco.

Quando il Bologna gioca corto e il suo mediano si sposta sul lato palla, Fernandes scivola veloce sulla mezzala. La nostra mezzala in zona palla si alza sul terzino mentre la punta più vicina e Torreira prendono Pulgar generando una grande densità di uomini in zona palla e non lasciando spazio a alla ripartenza del Bologna.
Questi movimenti vengono fatti con scivolamenti veloci ed aggressivi, che cercano di tenere le linee strette e corte. Il Bologna non riesce quasi mai a sviluppare il possesso palla e si rifugia nel calcio lungo.

Nello sviluppo del gioco e del possesso le punte lavorano sui due centrali. Fernandes va sul mediano davanti alla difesa quando le mezzali escono sui terzini.
Torreira, a protezione della difesa, gioca sulla mezzala lato palla e la mezzala opposta stringe verso il centro cercando di coprire il cambio gioco che potrebbe metterci in difficoltà.

Il Bologna di mister Donadoni risponde con un 4-3-3 molto difensivo: Da Costa in porta; Difesa a 4 con Torosidis terzino destro, Oikonomou e Maietta centrali, Gastaldello fuori per infortunio, Masina terzino sinistro. Centrocampo a 3 con Pulgar davanti alla difesa, Donsah mezzala destra e Dzemaili mezzala sinistra. Krejnc a sinistra e l’ottimo Verdi a destra dietro alla punta centrale Destro.

La fase di possesso del Bologna è molto lineare con i classici movimenti precisi del 4-3-3: ricerca della superiorità numerica sugli esterni con la spinta dei terzini e con il movimento in ampiezza delle mezzali. Le punte esterne possono giocare sia “dentro” al campo che esternamente cercando i tagli dietro a Destro
Il Bologna rinuncia al possesso palla, ricerca la verticalizzazione e la profondità immediata ma anche qualche cambio di gioco.
Tengono il baricentro basso e ci fanno giocare per colpirci in contropiede.

In non possesso è un 4-5-1 molto basso e difensivo con gli esterni alti che si occupano dei terzini e le mezzali che vanno sulle mezzali contrapposte. Quando alzano il baricentro la mezzala in zona palla si alza sul mediano insieme a Destro.
Linea a 4 molto compatta, corta e stretta con il centrocampo per non lasciarci spazi.

La fase di non possesso del Bologna incide altamente sulla spettacolarità e sulla bellezza del gioco che rimane per lunghi tratti comandato dal nostro possesso palla fino al limite dell’area. Da lì in poi viene chiuso nelle maglie rossoblu’ dalla densità difensiva che crea la squadra di Donadoni.
Molto attento, corto e stretto, il Bologna rinuncia da subito a giocare e si affida al grande lavoro in ripartenza delle punte esterne, di Destro e delle mezzali.

Al 3′ minuto grande occasione con Fernandes che serve il taglio di Muriel tra terzino e centrale sulla linea difensiva: il colombiano arrivato in area tira malamente fuori.

Al 5′ minuto su un contropiede Fernandes allarga per Quagliarella, Fabio crossa per Muriel che non riesce a concludere.

Il Bologna ci crea fastidio solo con dei continui cambi gioco e soffriamo sulla nostra sinistra dove Verdi crea problemi a Regini.

Al 10′ minuto palo del Bologna: Verdi cambia gioco per Krejnc che crossa, Destro non riesce a deviare, il pallone arriva a Donsah che supera Regini (colpevole di non difendere bene con il corpo) e calcia sul palo.
Al 13′ minuto si infortuna Maietta ed entra Mbaye che si posiziona terzino destro mentre Torosidis diventa difensore centrale. Sfortunato il Bologna per l’ennesimo infortunio nella linea difensiva, nel riscaldamento aveva perso anche Gastaldello.

La posizione ibrida di Verdi tra le linee dentro al campo ci crea fastidio quando riesce a ricevere palla dietro le spalle di Torreira: al 18′ minuto crea un due contro uno con l’ausilio di Dzemailly e cambia gioco immediatamente per il cross di Masina a sinistra. Praet è in ritardo sulla chiusura e Destro scarica dentro l’area a Verdi che serve nuovamente Dzemaili che segna un grandissimo goal da fuori area: 0-1.

Proviamo a pareggiare con due cross pericolosi uno da sinistra e due da destra ma Quagliarella non riesce a dare la zampata vincente.
Al 43′ minuto ennesimo cambio per infortunio del Bologna che sostituisce Destro con il giovane Sadiq.
Un’occasione sbagliata da Linetty dentro l’area di rigore sugli sviluppi di un corner mette fine ad un primo tempo poco brillante in fase offensiva.

Gli spazi sono pochi e la velocità del possesso non aiuta ad aprire la difesa bolognese. Non riusciamo a prendere ritmo sopratutto per colpa del gioco spesso spezzettato.
21 i minuti di gioco effettivo e 1 solo tiro in porta. 13 minuti di possesso da parte nostra di cui il 65 % nella loro metà campo.

Secondo tempo: due cambi tattici per mister Giampaolo.
Per quanto riguarda gli uomini Dodo prende il posto di Regini e Djuricic entra per Linetty. Praet si sposta a sinistra e Djuricic a destra.

Cambio anche tattico sugli sviluppi del gioco: i terzini si alzano e si allargano molto durante lo sviluppo dei due centrali di difesa e di Torreira, la mezzala si apre ed il terzino si alza. Cerchiamo insistentemente gli attacchi sugli esterni per arrivare al cross, anche con l’aiuto del trequartista e del l’uno contro uno dei terzini.
Dodo’ si mette in mostra meno del polacco che invece arriva più volte sul fondo a crossare.

Al 12′ minuto grande occasione. Su rinvio sbagliato da Krejnc pressato da Bereszinsky, recupera palla Torreira che serve Muriel sull’esterno destro. Azione simile a quella del goal contro la Roma: cross rasoterra, Quagliarella devia di tacco e il pallone arriva a Fernades che calcia centrale e Da Costa para.

13′ minuto entra Schick come trequartista al posto di Fernandes. Aumentiamo il peso dell’attacco.
Il possesso palla e la partita assumono delle proporzioni imbarazzanti: 65% di possesso sviluppato per oltre l’80% nella metà campo del Bologna, che si difende in dieci dietro la linea della palla pronto a ripartire in contropiede. Gli avversari rinunciano a giocare la partita.
Noi alziamo anche i difensori centrali nella costruzione, copriamo bene tutto il campo lavorando in ampiezza per aprire le linee difensive.
Dopo due tiri pericolosi di Praet al 28′ minuto Verdi calcia una punizione insidiosa che colpisce la traversa da molto lontano, è una delle due o tre volte che il Bologna supera il centrocampo.
E dopo un’occasione di Muriel che da dentro l’area tira fuori arriva il goal del pareggio su un rigore inesistente, l’omologo di quello fischiato lo scorso anno a Bologna contro di noi. Su un cross di Bereszinsky Pulgar tocca il pallone di fianco, rigore trasformato da Muriel.
E dopo due minuti al 37′ dimostriamo ancora una volta la crescita caratteriale del gruppo allenato da mister Giampaolo. Abbiamo fame e ci prendiamo la partita sulla spinta entusiasmante del pubblico. Djuricic recupera palla su un errore della difesa del Bologna a centrocampo e serve Schick che da destra taglia tra terzino e centrale, prende palla e in area supera Da Costa: 2-1!

Il terzo goal arriva al 43′ minuto su un cross di Schick deviato da Maietta: 3-1.

Grande prova di carattere che aumenterà la consapevolezza del gruppo e del lavoro del Mister, in grado di abbandonare lo stereotipo di un solo sistema di gioco.
A Milano e col Bologna ha dimostrato grande capacità di lettura della gara, provando nuove soluzioni con il materiale che ha a disposizione.
Con questa vittoria torniamo incredibilmente in media con l’Empoli di Giampaolo dello scorso anno (34 la squadra toscana e 33 per noi) e ci sistemiamo al decimo posto in un campionato dove le ultime tre sembrano già aspettare i soldi del paracadute della serie B.

Autore

SampGeneration

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4 commenti

  1. Mi allaccio a quanto da te scritto nelle ultime righe, Giampaolo nelle ultime partite ha cambiato modulo e, non so se solo per caso, sono arrivate le vittorie, a tuo parere questa…illuminazione ( a mio parere un pò tardiva ) a cosa è dovuta? Può essere che il mister ci stesse lavorando da settimane e solo adesso i giocatori sono pronti a metterlo in pratica?
    Altra curiosità: Muriel, anche contro il Bologna ha dimostrato il suo scarso feeling con il gol, scondo te invece che prima o seconda punta non potrebbe dare il meglio come attaccante esterno dove, viste le sue qualità, a mio parere potrebbe diventare devastante ( vedi il gol di Praet contro la Roma )?
    Ciao!

    • Ciao!
      Il modulo cambiato è stato solo per esigenze tattiche,a Milano il Milan attaccavo con un 343 e difendeva 4141 cercavano superiorità numerica sugli esterni allora il mister si è messo con il 4141 per non avere troppi problemi con i scivolamenti esternoi.
      Passare al 4231 L ha provato solo quando è andato sotto,domenica ha solo cambiato modo di attaccare cwrcandocon maggior frequenza L ampiezza per aprire la difesa del Bologna.
      È stato un accorgimento fatto anche in virtù dell atteggiamento difensivo del Bologna.
      Muriel per me rimane una seconda punta punta esterna direi di no.
      A presto

  2. Come sempre Gino veritas è il meglio della settimna. Un piccolo errore l’autogol è di Mbaye e non di Maietta.
    L’analisi è perfetta e rispecchia pregi e difetti della nostra Sampdoria. A mio giudizio, se non ci fossero cessioni ma, purtroppo, non sarà così, a questa squadra per diventare grande manca solo un terzino sinistro. Regina sta facendo un discreto campionato e per me sarebbe una buona riserva ma, tute le volte che ha difronte un ala o molto tecnica o veloce va in affanno.

    • Ti ringrazio per i complimenti e per avermi segnalato il giusto errore.
      Io non so se questa squadra rimarrà così,credo che oltre il terzino serve un difensore centrale ed una punta ma non credo che la proprietà non faccia plusvalenze..
      Giampaolo e garanzia di ottimo lavoro ed Ottimo gioco e mentalità espressa,speriamo di ripartire da lui

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