GIANCARLO SALVI, COSA VUOL DIRE “ESSERE SAMPDORIA”

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Il ricordo di Giancarlo Salvi del grande tifoso Roberto, autore delle Memorie Blucerchiate

Che strana vita è la nostra! Stiamo in un mondo in cui la tecnologia cerca di costruire rapporti umani fittizi e crediamo di poter trovare calore nell’improbabile incontro tra le invisibili figure che albergano lungo le astratte pieghe di un qualunque simulatore dell’esistenza, come può essere un computer. 

Spesso non ci conosciamo tra vicini di casa ma proviamo un grande sentimento per qualcuno che non abbiamo conosciuto. Ecco, per dire, io ho voluto molto bene a Giancarlo Salvi eppure non ci siamo mai parlati. Ma lui è stato molto presente nella mia giovinezza, mi ha regalato momenti indimenticabili come quel giorno a Milano che è stata la mia prima grande emozione vissuta in trasferta.

L’imponente catino di San Siro mi sembrava una cosa immensa. Ci si perdeva nella vastità, per me insolita, di quelle gradinate. Ma eravamo tanti, noi di quel famoso “primo” treno speciale, ed il nostro tifo surclassò quello dei “canarini” modenesi.

Il gol del “ragazzo di Cengio” fu il suggello alla tanto agognata salvezza.

Ora lo rivedo nella foto il giorno del suo trionfo, della nostra immensa gioia. Era proprio bello, una figura fantastica, e ripensarlo così, nel fiore dei suoi anni, porta l’immagine triste dell’implacabile macina che è il passare del tempo.

Aveva diciannove anni in quel memorabile 7 giugno 1964 ed io avevo compiuto i miei “fatidici” sedici da poco più di un mese. Il futuro ci attendeva per strade diverse ma al tempo stesso ci univa nel grande senso di appartenenza per la squadra che amavamo, lui da giocatore, io da semplice tifoso.

Qualche tempo fa ho coniato un espressione che si attaglia a pochi, pochissimi rappresentanti del fantastico mondo “doriano”. “ESSERE SAMPDORIA” vuol dire inglobare in sé l’essenza pura di un cosmo meraviglioso, trasmettere con la sola propria figura un sogno che diventa realtà, sensazioni di gioia collettiva per il solo piacere di questa affiliazione che ci contraddistingue nello sconfinato affetto per la nostra squadra. Salvi era e sarà per sempre così, nel mio cuore, un’icona immortale con la maglia più bella del mondo.

Nel Paradiso Blucerchiato Papà Paolo lo avrà già accolto come il grande Profeta di “un tempo che verrà”. Au revoir, Giancarlo!

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

3 commenti

    • Difficile spiegare cosa sia un giocatore per i non tifosi. Una domenica mattina aprendo il portone mi sono trovato di fornte lo zar e mi e’ sembrato magro, piccolo ma incazzato come sempre. Con Giancarlo non avevo tanta dimestichezza ma abbiamo sempre avuto un grande, Alviero, Roberto, Francesco, Antonio e adesso non ce li abbiamo piu’. Mi mancherai come mi mancano quelli vivi. A tra un po’.

  1. Bello il ricordo su Giancarlo Salvi. Io quel giorno a Milano c’ero e in tutti questi anni ad esempio al festeggiamento dei 50 anni della Sampdoria, si rivede la foto di Giancarlo in trionfo. Nella foto io sono quello che lo tiene per una gamba alla sua destra. Lui 19 anni io 18. Un momento indimenticabile. Oggi quella voto lo rivista con tristezza infinita.

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