SAMP SASSUOLO 3-4: GENTSOGLOU HA STOFFA. NENAD, HAI IL N°10… RICORDI???

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DA COSTA 5.5 – Ancora una volta non ha colpe specifiche, però ha preso quattro pappine (di cui tre in venti minuti) e forse poteva muoversi meglio sul rigore di Berardi e sulla rete di ‘Defloro’ Flores, anziché aggirarsi come una tartaruga ottuagenaria. Non commette errori clamorosi ma si dimostra un portiere troppo ordinario (del resto chi ha mai detto che fosse un fuoriclasse?!) quando magari, talvolta, servirebbero invece guizzo istintivo ed intuizione imprevista. GRANULOSO E FUGACE

MUSTAFI 5 – Anche l’Albatroz cade vittima del black out della prima parte della ripresa. Primo tempo assolutamente gladiatorio, con urla barbare ed entrate orgasmiche (per i tifosi) in linea con le recenti prestazioni positive; nella ripresa appare in evidente difficoltà, con  nette responsabilità sulla terza rete di Floro Flores. MALE ASSISTITO

GASTALDELLO 4.5 – Ennesima prestazione da film dell’orrore: il friabile e sensibile centrale veneto è ormai l’ombra di se stesso, sembra un ex calciatore: al vendicativo Floro Flores basta un nonnulla per metterlo in crisi con azioni in velocità. Ammonito per l’ennesima volta (per un fallo inutile) salterà così la difficile trasferta di Firenze. Boccheggiante, SEMBRA UN BOVINO DURANTE UNA TRANSUMANZA

COSTA 4 – Ci pensa lui a mettere pepe ad un match tra due squadre sull’orlo del collasso. Un autentico disastro, per di più inatteso visto che finora l’emiliano non aveva sfigurato nella mediocrità generale. Nel primo tempo regala l’assist al bacio a ‘Nick THE TRICK’ per il gol del vantaggio e riesce a fare la sua parte in fase di contenimento. Nella ripresa va, evidentemente, in crisi ipoglicemica e si dimentica di essere un giocatore di calcio: dapprima buca mostruosamente l’intervento favorendo il pareggio del funambolo Berardi e pochi minuti dopo commette fallo da rigore sullo stesso attaccante emiliano, facendosi espellere per somma di ammonizioni. COSTA, L’IMPORTANZA DI SENTIRSI APPAGATI (NONOSTANTE IL COGNOME)

DE SILVESTRI 6 – Troppo, troppo porno man. Ma se la produzione è di bassa lega, anche Rocco sfigurerebbe. Pompa come un pistone, up and down, regalandoci il solito spettacolo hard su quella stramaledetta fascia. La sua mancanza a Verona per esigenze di turnover si è sentita. Lollo prova a stantuffare come al solito, a volte riuscendo a spingere efficacemente, a volte meno. Propizia il 2-3 di Eder, cerca il gol, lo ottiene, urla, aizza la folla con la sua grinta da hummer, rischiando di diventare una volta di più l’eroe della Sud. Alla fine, esausto, commette un evitabilissimo fallo su Farias, regalando il secondo rigore ai neroverdi. Peccato. ERO(T)ICO

OBIANG 5.5 – L’Amour è come la corrente in Kosovo: va e viene. Nelle partite precedenti, sembrava aver ritrovato (a sprazzi) la grinta dei giorni migliori, oggi è apparso stanco, svogliato, poco reattivo. LONELY BLACK

GENTSOGLOU 6 – Savvas Ha capito rapidamente, e con un filo di delusione, che questa stagione servirà poco glamour e molta grinta. Prova ad impostare qua e là verticalizzando, sempre con occhio attento alla presenza scenica. Gli va bene nel primo tempo, molto meno nel marasma generale del secondo. I BELIEVE IN GLITTER, IL RAGAZZO HA STOFFA

KRSTICIC 5.5 – Segnali di ripresina: nel primo tempo fa timidamente il suo dovere, da una sua punizione deriva il vantaggio di Nick. Nella ripresa si barcamena senza voler tirare troppo la corda. Nenad, hai un numero 10 sulle spalle… lo capisci???!!! Mi sorge un dubbio: dopo lo sventurato infortunio, patito per colpa di quel taglialegna di Matuzalem, la società lo ha sostituito in gran segreto con il fratello scarso? IL TIMIDO SERBO
(SORIANO 5.5 – Capisce l’antifona, sente la gente borbottare e prova ad essere utile alla causa correndo, sculettando e pressando gli avversari. Alla fine si limita al compitino ma, chiaramente, non basta. CI VOGLIONO LE PALLE, NON GEL & TATUAGGI. DO YOU UNDERSTAND?)

GAVAZZI 5 – Il timidone con la faccia da malavitoso. Dalla sua fascia si vedono ben pochi cross. Argina ma non propone. Dopo l’espulsione di Costa arretra in difesa ma non convince lo stesso. PANE E VINO A CASA MIA NON MANCANO, DIREBBE MIA NONNA… MA LA DISPENSA INIZIA AD ESSERE VUOTA, COME LA PAZIENZA DEI TIFOSI.
(WSZOLEK 5.5 – Il sognatore di Pomerania. Qualcosa di buono lo combina: batte il cross da cui scaturisce il pareggio di Sessoman De Sivestri e crea dinamismo sulla fascia sinistra con qualche discesa in velocità. KEEP ON DREAMIN’, PAWEL)

EDER 6.5 – E’ la nostra stella. Ahimè, è dura da digerire, ma è cosi. E’ il solo, al momento, da cui ci si può aspettare una intuizione che vada al di la dello stitico compitino. Si impegna dall’inizio alla fine, sfiorando la rete in diverse occasioni. Riceve pochi palloni ma riesce a rendersi sempre pericoloso. Nella ripresa, sfruttando un cross di Lollo, riapre l’incontro e semina il panico nell’area sassuolese. Inutilmente tragico, regala smorfie di disperazione tutte brasiliane. SAUDADE, NON SMETTERE MAI DI CREDERE IN UN FUTURO MIGLIORE

POZZI 6.5 – Un lombrico: guizza e scivola come un Inzaghi dei poveri. Sblocca il risultato nel primo tempo ma soprattutto corre e lotta per tutta la partita. Oltre al goal offre la sponda per Eder in occasione della seconda rete. Insieme al compagno di reparto è l’unica nota lieta della giornata. BUM BUM, I WANT YOU BACK!
(PETAGNA 5,5 – L’attaccante triestino con la faccia da idraulico, ci mette peso e tecnica ma non lascia il segno. IMPASSIBILMENTE PETAGNA)

DELIO 5.5 – Piange. Chiagne e fotte. Chiagne per i risultati, fotte per lo stipendio esorbitante che porta a casa. Sicuramente le sue colpe sono relative, considerato l’organico che si ritrova. Apprezzabile come sempre la capacità d’infondere coraggio a suon di madonne e calci in bocca ai giocatori quando tutto sembra ormai perduto (vedi la temporanea rimonta da 1-3 a 3-3). Ma non si spiega il buio calato nei primi venti minuti della ripresa. Probabilmente Pozzi era stanco, ma forse sarebbe stato meglio lasciarlo in campo qualche minuto in più. INCOMPIUTO

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SampGeneration

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