GARRONE: “PROGETTO SAMP AVANZA”. AH SI’? E QUALE PROGETTO?

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Quale progetto, presidente? Le parole di Garrone nell’intervista della scorsa settimana alla Gazzetta non hanno scosso gli animi. Nessuno ha mosso un sopracciglio. Qualcuno, forse, ha fatto un ruttino, giusto per esprimere un suono, non sapendo cosa dire.

Il presidente ha azzeccato il mercato di gennaio (soprattutto grazie alla supervisione di Sinisa) ed è finalmente tornato ad esprimersi sulle vicende blucerchiate. Non lo faceva da settimane e settimane. E infatti è buona e salutare abitudine, per moltissimi dirigenti, rispuntare come funghi piovani nel momento in cui la squadra va bene. Quando le cose girano male sono pochissimi a dare spiegazioni ai tifosi. Il nostro non è certo fra questi. Dunque, ebbro (come noi) delle ultime vittorie e di una campagna acquisti di successo, Garrone parla alla Gazzetta. Ci dà finalmente un segno che è presente e che ha un’idea di Sampdoria.

Ma, in sostanza, le sue parole non cambiano di una virgola le carte in tavola.

La questione stadio non va avanti, anche per colpa di una città sonnolenta (sarà per colpa della macaja o piuttosto della scarsa lungimiranza, dell’indolenza cronica di chi ne regge le fila?).

Morale, per ora: no stadio = no investimenti per la squadra, questo è il succo della faccenda.

Ogni tanto lo ricordiamo, se mai qualcuno se ne fosse scordato.

Garrone, lo sanno tutti, non può spendere più di tanto per la Samp. La sua famiglia, in particolare, non vuole mettere soldi nel Doria, non vuole rischiare di perderli. Quindi se non c’è un serbatoio esterno, oltre al portafoglio di Edoardo, stiamo pure tranquilli: il nostro presidente non farà investimenti di tasca sua per farci tornare una squadra medio-grande.

E un esempio è arrivato dal mercato di gennaio: la Samp ci è arrivata palesemente con l’acqua alla gola, eppure si è giocato al gran risparmio, si è fatto un taglia e cuci al mercato, come la vecchia e malandata massaia, che va al mercato con un’unica missione: non spendere quei dieci citti in più.

E per far questo, rinuncia anche a un paio di cipollotti, che potevano esserle utili per il soffritto. “Niente cipollotti” – pensa. “Meglio risparmiare. Il soffritto me lo gusterò all’altro mondo”.

Il nostro mercato si è svolto all’incirca così…

Vendere per poi comprare? Giammai. Vendere per poi incamerare (denari)… Per fortuna abbiamo Sinisa che sta facendo rendere i giocatori al 110%. Per fortuna i due nuovi arrivati Maxi Lopez e Okaka, in una squadra che gira benissimo, stanno dando un ottimo contributo, oltre ogni più rosea aspettativa.

Maxi, in una sola partita di goduria, ha già fatto più di quanto ci aspettassimo. Okaka dovrà ancora elargire sudore e sportellate, ma non è certo quel grasso pachiderma d’ebano che avevamo visto nelle ultime stagioni.

Ma con la squadra impostata quasi alla perfezione da Mihajlovic, Sakic e De Leo, anche il solito Evacuo Felice potrebbe dire la sua in maglia blucerchiata.

Nell’ultima intervista alla Gazzetta, Garrone dice: “Non bisogna privarsi dei sogni”.

Una frase epica, alla Nelson Mandela. Peccato che appena riaffiora un minimo di ambizione da parte dei tifosi, la società, attraverso Osti il menagramo, faccia di tutto per farci sentire in colpa: “Vade retro, ambizione!”, tuona con il tono censorio del prete incazzoso il nostro Carlo Osti. “Tifosi, pentitevi dei vostri peccati di alterigia!”.

Ma quali sogni, Edoardo? Qua se c’è una società che i sogni li frantuma in partenza è proprio la nostra. Una società che, da anni, dà la netta sensazione di tirare a campare. “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia!”, diceva qualcuno (che poi le ha tirate).. Bene, noi allora preferiamo tirare a Campari!

Comunque, caro Garrone, diciamo e ribadiamo che il mercato di gennaio è andato benissimo, non ce lo aspettavamo e siamo molto contenti di esserci sbagliati.

Ma non venirci a parlare di sogni… lascia perdere! Resta nel tuo campo, parlaci piuttosto di scontrini!

Sempre in questa intervista, Edoardo dice che arrivare in Champion’s sarà impossibile… E te credo. Con solo tre posti sarà sempre più dura anche per le grandi: Juve, Roma, Inter, Milan, Fiorentina, Napoli : ogni anno, tre di questi colossi del nostro calcio si scorderanno la Champion’s. Con queste premesse, come possiamo arrivarci noi?

Quando ci siamo andati, tutti sapevamo dell’occasione incredibile che stavamo vivendo, il passagio della cometa di Halley, il passaggio della stella cometa.

Tutti, tranne i nostri dirigenti, che affrontarono i preliminari con sufficienza, risparmiando due milioni di euro per poi perderne 20 volte tanto. Questa storia fa solo che incazzare, ma è stata troppo grossa, non si può dimenticare, non la possiamo dimenticare.

Nell’ultimo punto dell’intervista Garrone dice che non possiamo comprare grandi giocatori, ma li dobbiamo far crescere. Si parla di un progetto Samp, un modelllo Samp. Chi l’ha visto?

Qualche giovane sta uscendo, ma non si può definire grande giocatore. Chi ci ha fatto guadagnare una marea di soldi (Icardi) è stato scoperto in gestioni precedenti, ormai lontane.

E invece gli ultimissimi anni sono stati miseri. Dove sono i calciatori che compriamo in giovane età per poi rivendere a suon di milionate una volta cresciuti? Gabbiadini è mezzo juventino (quindi, in pratica, la Juve ne farà quel che vuole). Le ultime cessioni sono state dei regali (vedi Poli e l’arrivo dell’oggetto misterioso Salamon, pluri bocciato da ogni gestione tecnica).

Non culliamoci troppo sugli allori, presidente. La scelta di Sinisa è stata meravigliosa, ma non possiamo pretendere di avere in sorte, ogni anno, i miracoli di Padre Pio.

Autore

SampGeneration

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10 commenti

  1. enrico cavana -

    speriamo si legga questo bell’articolo,ne uscirebbe stimolato a dovere e aumenterebbe molto il suo impegno anche economico,lui,io al suo posto regalerei la sampdoria ai tifosi

    • Beh stimolare edoardo con un articolo è difficile. Dopotutto non è stato stimolato da 20.000 abbonati che con fedeltà commovente si abbonano sempre alla samp, se va bene o se va male. e la sua gestione non è mai cambiata minimamente… Credo che l’articolo non abbia tutti i torti, la Famiglia garrone (più che edoardo), vuole mettere meno soldi possibili nella samp. Cmq quest’anno le cose vanno meglio… speriamo di migliorare ancora

  2. Mi verrebbe voglia di scrivere BRAVI con venticinque I. Quello dice “Non bisogna privarsi dei sogni”. Ma se quando il sogno(preliminari di Champions) è lì, a portata di mano, voi (famiglia Garrone) lo distruggete( in maniera miope pensando di risparmiare ma poi perdendo milioni di euro) allora è inutile sprecare parole. Mi viene voglia di citare, dalle mie vecchie reminescenze giovanili, una bellissima frase di Gesù che calza proprio a pennello per l’occasione anche se l’accostamento non è proprio ortodosso. “Il nostro parlare sia sì,sì, no, no, perchè tutto il resto viene dal Maligno” (Mt 5,37). E non è vero che noi stiamo “malignando” ma semplicemente constatiamo l’amaro della realtà. AMEN.-

  3. L’obiettivo dichiarato di quest’anno era la salvezza. E al momento siamo salvi. Di cosa vi lamentate? I soldi sono suoi e giustamente ci fa quel che vuole. Non c’è la fila di acquirenti per la Samp, io dico grazie Garrone. Anzi dirò di più: sopportando la frangia di tifosi che non fanno altro che frantumargli i maroni, E.G. dimostra di essere un vero doriano, perchè se così non fosse, ci avrebbe già mandato tutti a cagare, critici e non.

    • sinceramente le critiche sono corrette…se nell’estate 2010 avesse speso qualcosa in più,negli anni successivi avrebbe poi speso moooolto di meno!e comunque se la gente gli frantumasse davvero i coglioni…la situazione sarebbe ben diversa…se si lamentano i napoletani che son passati dalla C alla Champions,noi avremo pur diritto di essere insoddisfatti dopo gli ultimi anni di vacche magre…o no?nessuno vuole che se ne vada…ma solo che faccia meglio di così…e non ci vuole il Nobel,francamente…

  4. E allora si potrebbe chiosare dicendo che da questo momento ciò che conta è solo la salvezza. Nulla di male, per carità. Come si dice “chi ci sta, ci sta”. C’è un fatto però. Il tifoso doriano si è bagnato a lungo nelle acque del sogno e la sua appartenenza alla squadra si è intinta nel colore della poesia. Io credo che, al di là del puro pragmatismo e di una realtà con la quale giocoforza si deve confrontare, egli abbia bisogno di un pò di idealismo e di una anche cieca speranza che mantenga viva l'”assurda” possibilità di un pur “impossibile” ritorno nel paradiso dei grandi. Fuori di qui si può solo vivere nel museo del passato. C’è già qualcuno che lo fa.

  5. I 10 anni di Mantovani sono stati l’eccezione in una storia fatta di metà classifica quando andava benissimo e salvezze all’ultima giornata quando andava bene. Questa è la realtà. Per inciso, anche se ci fosse Mantovani adesso, non potrebbe mai fare quello che ha fatto 25 anni fa.

  6. Onestamente non trovo irriconoscenza in queste parole ma una critica onesta, dovuta e soprattutto posata. A chi dice “i soldi sono i suoi” rispondo che in questo articolo non mi pare che si richieda a Garrone di spendere di più, al limite di spendere meglio, magari anche meno, ma meglio! in altre parole di fare programmazione. Qual è il progetto, in effetti? tra allenatori toppati, acquisti fatti a caso (bjarnason, barillà, petagna, rodriguez ecc ecc) e dirigenti incapaci esce un quadro sconfortante. Di questo passo ci troveremo ogni anno sul filo del rasoio. E se un anno sbagliamo il mercato di gennaio? I tifosi hanno tutto il diritto di fare critica, soprattutto se costruttiva, in fondo non sono dipendenti ma spettatori paganti!
    Speroche Edoardo stia pagando l’inesperienza e riesca a raddrizzare il tiro, in parte lo ha fatto trovando Sinisa, ma nel frattempo sarebbe più onesto che parlasse chiaro, senza citare sogni o giovani talenti. Il tifoso non è un letterato ma manco un cretino! E’ come nei rapporti umani, l’altra persona ci fa incazzare non per quello che fa, ma se non parla chiaro!

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