GARRONE, NON TRINCERARTI DIETRO LE CRITICHE

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Non trincerarti dietro le critiche, presidente. Quelle possono indispettire, ma fanno parte del gioco. E non devono mai essere alibi.

Chiariamo subito una cosa. Visto che l’Italia è il paese in cui ci si deve schierare per forza contro o a favore di qualcuno, e si digeriscono a fatica le sfumature, ripetiamo ancora una volta che noi siamo grati ai Garrone per averci tirato fuori dalla melma. Pensiamo che attualmente sia l’unica soluzione possibile per permettere alla Samp di sopravvivere e non sputiamo certo sui soldi che ha speso (non sempre nel modo migliore).

Sono soldi suoi, anche se si tratta di un mega milionario, escono comunque dalle sue tasche.

Preferiremmo che avesse più passione?

Certo.

Ma la passione non gliela possiamo iniettare con una siringa, come la panna in un babà: o ce l’ha, oppure ci dobbiamo accontentare di quello che Edoardo prova per i nostri colori.

A questo proposito, non è il massimo che il nostro presidente dica nell’intervista rilasciata al Corriere Mercantile:

Di certo, ritengo di sacrificare molto del mio privato per questa causa e vivrei certo meglio se non dovessi trovarmi in questa situazione. Al di là dell’esposizione strettamente economica che pure non è irrilevante, in termini di qualità della vita la Samp richiede un impegno eccezionale”.

Edoardo, si spera, dovrebbe tenere saldo il comando per passione e per amore dei nostri colori.

E se gestire una società di calcio a questi livelli è senz’altro un costo economico e di energie vitali, si spera che questo costo venga messo in secondo piano rispetto alla passione, all’attaccamento ai colori.

Al di là di questo, una cosa vorremmo dire a Edoardo: ricordati sempre che tu sei il nostro presidente, il nostro leader, colui che comanda.

Le critiche, come le ovazioni, fanno parte del gioco. Si parla di calcio. Fanno parte del ruolo che tu hai preso, al comando di questa squadra che noi seguiamo con amore.

Nel’intervista Garrone dice: “se guardo al recente passato sono deluso, perché una squadra giovane avrebbe dovuto sentire fino in fondo la fiducia del pubblico. I ragazzi hanno bisogno di maturare e se nei momenti difficili i mugugni prevalgono sul sostegno, le difficoltà aumentano”.

Ma la squadra, in verità, è stata sostenuta sempre e ad oltranza. Gli abbonamenti fioccano, anche per una squadra in lotta per la salvezza, sono fioccati anche per una Samp precipitata in serie B.

E poi Edoardo ha aggiunto:

“l‘atmosfera di scetticismo e insoddisfazione che percepisco sui media, sui social e talvolta allo stadio non mi rallegra”.

Ma lo scetticismo, caro Edoardo, va sconfitto con i fatti, con i risultati, non con le parole.

Hai di fronte una tifoseria che non ha mai abbandonato la squadra, neanche tre anni fa, dopo un’incredibile, mostruosa concatenazione di cappellate che ci avevano fatto franare in serie B, causando un tracollo economico che paghiamo ancora adesso.

Giustamente sottolinei: “Vorrei ricordare che lo tsunami della retrocessione è ancora lontano dal pieno riassorbimento, peserà 50 milioni e graverà anche sul prossimo esercizio. L’ultimo bilancio ci ha visto esposti per 35 milioni”.

Ma l’obiezione è sempre la solita… Perché siamo retrocessi? Chi ha commesso gli errori che ci hanno fatto sprofondare? E questa spada di Damocle del debito, che pende sulle nostre teste, chi l’ha creata?

Allora rivolgiamo un invito, propositivo, al presidente: non trincerarti dietro le critiche. Un presidente, se è un vero leader, un vero capitano della nave, deve tenere saldo il timone, sapere sempre cosa fare, guardare avanti. Fare anche scelte impopolari, ma andare spedito per la sua strada. Fino al successo, o meglio, fino ad ottenere i risultati con il proprio “team”.

Se i risultati arrivano, le persone riconosceranno il tuo valore e, stanne certo, apprezzeranno tutte le scelte che hai fatto.

 

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

8 commenti

  1. La strada che ha preso il presidente credo che sia giusta finalmente ,si sta circondando di gente capaci come Braida x l’aria sportiva,e x la parte amministrativa di Remondini che è di fiducia e tifoso della Samp .e a mio parere una società forte deve essere non solo sul piano sportivo ma anche economico x che una segue l’altra.con questo chiudo dicendo che il presidente dice che vuole migliorarsi anno dp anno e questo e un buono uspicio che ci porterà a grandi traguardi diamogli tempo x che Edoardo ama la Sto arrivando! me la porterà a mete inaspettate fino adesso.

  2. Al momento non esistono alternative credibili, visto che la serie A attuale è un accozzaglia in salsa avariata di violenze, stadi decadenti, livello medio giocatori-operatori ridicolo.
    Con questo scenario nessun sano di mente metterebbe soldi, quindi inutile criticare e cercare lo scontro, al momento questa è la situazione e siamo ancora fortunati, poi anch’io da tifoso vorrei sognare ma la verità è che spero che Osti non faccia troppe vaccate e in una salvezza dignitosa.

  3. modernist359 -

    Dal presidente, io invece, non pretendo niente perché immagino quanto sia difficile gestire una società di calcio oggi più che mai, però, come tanti tifosi che non contano nulla , desidero, con tutto il cuore, di non uscire più dallo stadio tante volte con l’amaro in bocca per aver preso, in numerose occasioni, una valanga di gol (5 dal Napoli, 4 dall’Inter, 4 dal Sassuolo, 3 dagli innominabili, 2 da Milan e Roma etc.) per un totale in casa di 29 gol subiti e 28 segnati, mentre il totale dei gol subiti in tutto il campionato è ben di 62: anche il tifoso che non ha grandi pretese come me, non ci rimane molto bene a veder trattata in questo modo la propria squadra e non si può minimamente pensare che qualcuno poi non mugugni o manifesti il proprio disappunto; neanche negli anni settanta, in cui
    si lottava fino all’ultima giornata per non retrocedere, a parte qualche rara occasione, si prendevano
    così tante mazzate a suon di gol in un unico campionato.

  4. Garrone ce lo dobbiamo tenere stretto. ma le sue uscite sono spesso incomprensibili. Rimproverare i tifosi è insensato! Siamo sempre vicini alla squadra, Grarone vuole la botte piena e la moglie ubriaca? Cerchi piuttosto di trattenere qualche giocatore.. Quando c’erano flachi, bazzani, volpi non avevamo campioni in squadra, ma i tifosi erano contenti. Non chiediamo molto, ma una squadra dignitosa e attaccamento alla maglia!

  5. C’è una strana dicotomia tra il peso specifico della tifoseria ed il peso relativo. Nel primo caso direi che si tratta di un fatto veramente eccezionale in quanto non credo esista un sostentamento ad una squadra come quello dei sampdoriani che pure nell’anno di una retrocessione amarissima hanno dato prova di immenso amore (vedasi il numero degli abbonati). Nel secondo caso, cioè in relazione a…., il peso è nullo, purtroppo. I tifosi non contano un fico secco. Facciamocene una ragione e continuiamo ad amare e tifare. Un piccolo appunto a Salvo, sempre a mio parere, beninteso. “Flachi, Bazzani, Volpi….non avevamo campioni in squadra”. Flachi era IL CAMPIONE! Al momento ci vorrebbe troppo spazio per spiegare questa mia convinzione.

  6. ….FLACHI era FLACHI nn penso si debba aggiungere nulla, tuttisappiamo di chi e di cosa stiamo parlando…..ora in squadra una figura come quella c’è la sogniamo.

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