“APRIREMO CICLO SINISA. VOCI CESSIONE SOCIETA’ SONO DIETROLOGIE”

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Alla vigilia del match contro la Roma, il presidente Garrone ha concesso una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, in cui ha affrontato temi a 360 gradi: dal campionato al progetto stadio, passando per il futuro di Sinisa Mihajlovic e anche di Antonio Cassano.

Andiamo per ordine. Il progetto con Sinisa:

Con Mihajlovic – dice il presidente- ho un rapporto diretto e sincero: ha ridato entusiasmo all’ambiente. Il contratto con lui scade a giugno 2015 e alla fine del campionato ragioneremo sui programmi futuri. La mia volontà è quella di aprire un ciclo. Ora comunque pensiamo al presente e alla salvezza”.

A proposito di futuro, alla Samp sarà difficile vedere campioni già formati. L’obiettivo, ribadisce Garrone (vedremo se i fatti gli daranno ragione) è di portare giovani promesse, con la speranza che diventino fuoriclasse da noi.

Ciò che tutti sottovalutano – dice Edoardo- è la crescita dei nostri talenti di casa. La Samp oggi può contare su un patrimonio calciatori composto da giovani di prospettiva. L’attuale struttura mi soddisfa, ma è migliorabile. L’abbassamento del monte ingaggi è un passo fondamentale, così come lo sviluppo di una rete di scouting di alto profilo. I giocatori di fantasia non mancano alla Samp, così come la cifra tecnica è buona. Da quando è arrivato Mihajlovic, la Samp gioca bene e diverte. I fuoriclasse vorremmo formarli noi.

La costruzione di una società più solida passa anche dalla realizzazione del nuvo stadio. Ci sono novità su questo versante e sulla nuova struttura per gli allenamenti?

«La propensione allo sviluppo e la ricerca di nuove opportunità sono concetti che “non fanno rima” con Genova. – sottolinea con amarezza Garrone – Nonostante ciò andiamo avanti. A breve sapremo quanto il progetto della Fiera può avere un senso, in primis dal punto di vista della sostenibilità economica. La competitività della Samp sarà legata anche e sopratutto a questo. Una struttura di proprietà aumenta i ricavi da stadio mediamente del 66%, ricavi che potrebbero essere reinvestiti sulla squadra. Per ciò che riguarda la struttura dei campi di allenamento, la Liguria offre poche alternative a Bogliasco, ma stiamo valutando tutte le opportunità e non escludo che non si possa pensare a un Bogliasco rimodernato”.

Passiamo ai sogni, forse alle utopie: rivedremo mai la Champion’s, tramontata per un’ amarissima rete al 94′ nei preliminari? Questa la risposta del presidente:

“Io per primo dissi che non bisognava privarsi dai sogni. Non promisi di costruire una squadra da Champions, cosa che oggi non è alla portata di un club come la Samp. Mio padre prese il club e lo salvò dal fallimento, tenendo fede al suo impegno e conseguendo anche buoni risultati. Questo suo impegno è mantenuto vivo ancora oggi da me e dalla mia famiglia. Le voci di cessione sono pura dietrologia. Ho rispettato gli obiettivi che avevo programmato: promozione al primo anno, mantenimento della categoria al secondo, miglioramento progressivo negli anni successivi. Per il futuro voglio assicurare i tifosi che non lasceremo mai la società nella mani di qualcuno che non sia in grado di continuare a garantirne la solidità. Finora non abbiamo ricevuto proposte; se dovessero arrivare, le potremo prendere in considerazione, ma sempre nel rispetto del blasone del club».

Un ultimo pensiero riguarda Fantantonio, accostato ripetutamente alla Samp a gennaio, e smanioso di ritornare a indossare la nostra maglia.

Non esistono certezze nel calcio, lui ha scritto con noi pagine straordinarie. Il suo amore non è mai venuto meno. Ma oggi è del Parma».

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SampGeneration

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3 commenti

  1. “I fuoriclasse vorremmo formarli noi”. Va bene, a patto però di tenerli e, perchè no, con essi,anno dopo anno, di formare una squadra veramente forte. Altrimenti sarà sempre una questione di…cassa. Per carità, niente di male, daltronde così vanno le cose con queste forze. Giustamente dice, se qualcuno vuol farsi avanti a rilevare la società…..Per il futuro diciamo che il nostro amore per la Samp sarà duraturo, eterno se noi potessimo esserlo, ma esso non incrocerà le strade del successo e dell’inevitabile realtà. Come si diceva un tempo “l’importante è prendere coscienza”.

  2. Adesso stiamo andando bene, ma carlo non ha tutti i torti. Ogni tanto escono queste interviste di garrone che parla di futuro, poi non succede mai niente e le cose non cambiano mai… vedremo

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