FLAVIO BRIATORE: NUOVE STRADE PER IL MARKETING

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Ieri l’incontro con l’avv. Romei: Flavio Briatore potrebbe lavorare per la Sampdoria.
Briatore, ricordiamo, tra le molteplici e anche controverse attività degli ultimi anni, aveva detenuto il pacchetto di maggioranza dei Queen’s Park Rangers.
Motivo dell’incontro con Romei? Sembra che il manager cuneese sia seriamente interessato a valorizzare il marchio blucerchiato a livello internazionale e, per farlo, potrebbe essere disposto ad entrare in società.
Ferrero vuole generare introiti dallo sviluppo del marketing internazionale. Dopo aver provato per un anno ad inseguire un top sponsor mediorientale (ricerca infruttuosa, che è costata la testa al resposabile marketing Paolo Carito), Ferrero prova a battere un’altra strada, confidando sulle conoscenze di alto livello dell’ex manager di Benetton e Renault (giusto per restare in ambito sportivo).
Sviluppo del marketing a parte, ci sarebbe un altro fatto da considerare: tra le tante cariche ricoperte da Briatore, figura anche quella di consigliere d’amministrazione dello Spezia Calcio guidato dal petroliere Gabriele Volpi.

Se vi sarà effettivamente un accordo tra il manager e Ferrero, potrebbe rappresentare una connessione diretta tra la Samp e il magnate rivierasco, più volte indicato dai media (peraltro senza prove concrete) come interessato in futuro alla presidenza della Samp.
Ma questo è un altro discorso.
Per ora resta la collaborazione con Briatore, alla ricerca di nuove strade per il marketing, nuovi investitori per la Sampdoria.

Autore

SampGeneration

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5 commenti

  1. Personalmente questa ridda di voci che si rincorrono ormai da un anno su presidenti ombra, main sponsor di livello mondiale prossimi a entrare, top players, ingressi in società di personaggi che dovrebbero portare risorse economiche ( che fine ha fatto Ruggeri? ), calciatori e allenatori che col loro arrivo farebbero da traino a chissà quali investimenti ( ricordo solo io Eto’o e il discorso sulla Turkish Airlines?) mi hanno davvero fracassato gli zebedei!
    Io mi limito ai fatti, ossia quelli di una società che come praticamente tutte le altre vende quasi chiunque abbia un minimo di richiesta e reinveste, sperando di sbagliare il meno possibile…

    • Esatto, i fatti. Le partite, le formazioni, la classifica… É stato un bell’anno e il prossimo lo sarà altrettanto. Sul resto…. voci, negative, positive, voci.

    • Allora ci sono cose che non conosco. Oltre ad atti di beneficenza verso persone alluvionate, o atti di supporto a squadre cadute in disgrazia, e via dicendo, cosa ha fatto la società Sampdoria per compromettere il suo stile? Ha comprato delle partite? Fatto sotterfugi per prendere Salah? Non capisco.

  2. Tentare di essere creativi per lo sviluppo del brand va benissimo. Vedi gli altri che fanno tournee nelle nuove economie che avanzano. Ormai siamo terra di bei ruderi di un glorioso passato. I soldi dinamici veri sono altrove. Senza cadere in discorsi politici deprimenti, tentare e pure prendere dei no e porte in faccia è l’unico modo per sperare di rimanere a galla: stadio gestito, introiti extra entrate stadio. Poi c’è da ammettere che brand Doria legato a una città simile a una Detroit fallita, non può certo pretendere numeri da capitale mondiale. L’immobilismo genovese oggigiorno non serve più a pararsi il sedere in un mondo che va at the speed of business. Se il doge fosse stato visionario, america sarebbe stata genovalandia. Sto presidente sembra giocarsi il gratta e vinci ogni giorno per necessità, perché non ha soldi e deve inventare forme di sostenimento. Lo preferisco agli oculati mecenati senza fantasia rimasti a galla solo perche avevano denaro da buttare ma senza idee e sprecavano nella gestione risorse che noi preferiamo sia energia buttata su giocatori. Il mondo è cambiato, Genova è rimasta indietro. Preferisco tentare e fallire che fallire sicuramente per la solita cultura del maniman

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