FERRERO NON VENDE E RILANCIA “VOGLIO VINCERE QUALCOSA, MA SE ARRIVA OFFERTA GIUSTA..”

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Ferrero non ha partecipato al fantomatico incontro odierno in terra di Albione, fra esponenti della dirigenza blucerchiata e quelli di un presunto fondo interessato all’acquisto. La situazione appena descritta avrebbe bisogno di un punto interrogativo al termine di ogni parola. Non si sa infatti se l’incontro sia realmente avvenuto, non si conosce la nazionalità del presunto fondo interessato e anche la voce che vuole Gianluca Vialli come garante e forse presidente onorario è tutta da confermare.
Alla nostra richiesta di una petizione per eleggere presidentissimo assoluto Manolo Strimpelli honoris causa, per alto tasso di Sampdorianità, il diretto interessato ha risposto con l’aplomb che lo contraddistingue. La pista Manolo probabilmente non è percorribile, ma ce ne fossero di Strimpelli all’interno della società blucerchiata!
Intanto Ferrero si è fatto un selfie, ma non a Milano bensì a Salerno, per uno stage nella città campana con la scuola calcio Millenium, affiliata alla Samp nel progetto Next Generation, e le sue dichiarazioni non contemplano un’imminente cessione.
Interpellato nuovamente sull’ipotesi vendita, Ferrero ha dato segni di insofferenza: “Sono stufo di queste voci: ho aumentato i fatturati, preso lo stadio, rifatto gli spogliatoi, investito sui campi e non solo. Perché dovrei vendere? Forse qualcuno vuole farsi pubblicità alle mie spalle. Voglio lavorare tranquillo. Poi se arriva un’offerta che non si può rifiutare, la posso valutare. Fateme lavorà. Voglio vincere qualcosa!”. E poi ha ripetuto: “Fateme lavorà!”.
Insomma le porte sono chiuse alla cessione, ma neanche troppo, e si sonda il terreno col famoso fondo misterioso.
Ferrero, come sottolinea, si prodiga nei lavori a Bogliasco, per lo stadio e per le compravendite. Le sue ambizioni di vittoria sono legittime e sono anche le nostre, ma a parlarci chiaro, questi sogni di gloria nell’era Ferrero sono destinati a restare tali, se non avvengono alcune modifiche di gestione.
Per la nostra dimensione infatti è impensabile riuscire a vincere o anche solo sfiorare una vittoria cambiando ogni anno una sfilza di giocatori.
Le squadre che funzionano (in mancanza di fuoriclasse) sono quelle rodate. Squadre della nostra fascia, che devono supplire alla mancanza di campioni con l’organizzazione di gioco, hanno bisogno di una paziente costruzione nel tempo.
L’esempio piu’ evidente ce l’abbiamo davanti agi occhi: l’Atalanta, con una società economicamente solida, ha l’abilità di mantenere negli anni uno zoccolo duro, forte, orchestrato dal piangente Gasperson, a cui si sommano ragazzi di talento in arrivo dalle giovanili e colpi precisi nei reparti. Ceduto Petagna, il sostituto (che è meglio non nominare) sta facendo sfracelli. Magari non vinceranno nulla, ma intanto i bergamaschi si giocano un posto per la finale di coppa Italia e corrono per la Champions.
Noi, a febbraio, iniziamo già a pianificare il futuro: ossia, chi cediamo per la prossima plusvalenza? Con chi lo sostituiamo, nel classico tourbillon nel quale costruire un progetto tecnico vincente è praticamente impossibile. Se non iniziamo a fare un po’ di resistenza su alcuni tasselli in squadra che devono essere fondamentali si possono fare campionati dignitosi, come accade in questi anni, ma l’ambizione vincente di Ferrero è destinata a restare un’utopia e le sue parole a perdersi nel vento salernitano.

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SampGeneration

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13 commenti

    • Ciao, infatti l’Atalanta non era da prendere come esempio. Se vedi, anche il mercato precedente fu così, ceduta mezza squadra. Mi duole dirlo, ma l’Atalanta ha un allenatore migliore, che nelle medio piccoli fa miracoli.

      • …e forse non solo nelle medio-piccole. All’Inter arrivò in un momento particolare, con tutti appagati, forse proprio alla fine di un ciclo. Io fossi presidente di una grande lo terrei in considerazione.

  1. Ciao Gio tutto vero quello che dici però la differenza la conosci anche tu ovvero noi abbiamo uno che non nomino che tutti i giorni dice che basta pagare tutti possono andare via allenatore compreso a Bergamo sono molto più seri e hanno in panca uno con le palle e 1 piu uno fanno 2 componenti che funzionano insieme bene

  2. C’è qualche imprecisione:
    Paloschi ( avessi detto Bobo Vieri…) è stato ceduto dall’Atalanta nel 2017, stesso discorso per Conti ( questo si davvero bravo )…
    Kurtic è stato ceduto nel gennaio 2018, e parliamo di un centrocampista normalissimo mentre Petagna al momento è meglio perderlo che trovarlo, il confronto con Zapata è impietoso…
    Giustamente ora prendiamo l’Atalanta come modello, però in questo particolare periodo storico per la Dea ( è il momento più alto della loro più che centenaria storia! ) c’è anche un pò di casualità, se Gasperini non avesse fatto risultato nella trasferta di Pescara contro il Crotone sarebbe stato esonerato…

    • Luca (quello che stava in Brasile) -

      TUTTO VERO, però cosí a naso l’impressione è che l’Atalanta abbia uno staff, un presidente, un allenatore e tutto l’ambiente identificati su un progetto, magari rotativo (cicli di 2-3 anni e compravendite giocatori sempre in linea con una programmazione sportiva ed economica molto ben saldate tra di loro), cosa che invece guardando in casa nostra non si sente.
      Sarà questione di sensazioni, di visione da tifosi, ma io la vedo cosí.

      • O forse è davvero un fenomeno Gasperini. E’ arrivato e l’ha portata al 4° posto, l’anno prima avevano concluso il campionato al 13°!

        • Luca (quello che stava in Brasile) -

          bah… tanto lo detesto come persona e come comunicatore, quanto lo stimo come tattico e allenatore, e gli va riconosciuta una grande capacità motivazionale ed una molteplicità di soluzioni nel preparare e nel gestire ogni partita.

          Chiaro, anche lui ha preso le sue belle batoste (molte contro di noi) e i suoi abbagli nella scelta di certi giocatori, però é davvero un grande professionista, preparato e anche coraggioso.

          • Si concordo in pieno, poi certi derby (al netto dell’ordine di prenderci anche a calci..) li ha stravinti proprio sul piano tattico e motivazionale, quindi al di sotto della antipatia credo che molti sampdoriani lo stimino come allenatore. Ne abbiamo vinti di derby contro di lui, ma dominando direi proprio di no (e che bello sentire le sue polemiche post- partita).
            All’Atalanta hanno unito lui alla capacità (che noi cerchiamo di imitare, e che tutti dovrebbero cercare di imitare) di crescersi i campioni di domani in casa… et voilà.

  3. Gasperini lo si poteva prendere tranquillamente dopo che i volatili lo hanno cacciato, con meno seghe mentali o la mentalità del maniman forse e ripeto forse avremmo avuto qualche soddisfazione in più. Purtroppo genova è una città con una politica e una forma mentis ottocentesca

  4. PassavoPerCaso -

    Bello questo post: e’ la prima volta che siamo praticamente tutti d’accordo.
    Anche a me Gasperini e’ sempre piaciuto. Secondo me ha un gioco un po’ alla Mazzari, marcature a uomo a tutto campo, grinta e massa in area di rigore avversaria.
    Batoste capitano, ma anche tante soddisfazioni.

  5. Ringrazio Cabezon in particolare per le precisazioni, effettivamente corrette.
    Volevo anche aggiungere – e questo dato ci tocca da vicino – che l’Atalanta ha uno stadio da 21.000 posti che riempie ogni domenica al 90% circa (media spettatori circa 19.000 a gara), mentre noi siamo si e no al 50% (19.000 di media su 36.000 di capienza). fonte: http://www.stadiapostcards.com/A18-19.htm
    Cioè, abbiamo la stessa media spettatori, con 1500 abbonati in più.
    Non è banale se contiamo che Bergamo fa 120.000 abitanti…

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