FERRERO DOPO L’AMORE E’ ADDIO AL PALERMO. LA VOLPE E L’UVA

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Un’estate di tragicommedia e amori infranti per Massimo Ferrero che in fase acuta di tempesta ormonale, con dichiarazioni d’amore per tutto lo stivale, da Genova a Palermo, passando per Livorno, rappresenta comunque una società che sul mercato si sta muovendo bene.

La presentazione di Di Francesco e poco dopo l’arrivo di Murillo sono due colpi notevoli per la Sampdoria.
Ma siccome non può girare tutto alla perfezione nel pianeta blucerchiato arrivano, puntuali come tasse, le figure cioccolataie del Viperetta.
Dopo tanto ardore manifestato per i colori rosanero, ecco che il Vipera torna sui suoi passi, con la coda fra le gambe, dopo aver letto il bando comunale per acquisire il Palermo, dove si fanno riferimenti a situazioni giudiziarie del passato.
E allora meglio tagliare la corda, addio Palermo, addio amore mio.  Anche perché i segnali dalla Sicilia per il Viperetta non erano dei più rassicuranti: portato in trionfo da 4 ubriaconi della stazione centrale, non appena arrivato nel capoluogo siculo, Ferrero ha subìto l’alzata di scudi di istituzioni palermitane e della tifoseria organizzata che ha detto seccamente “Non vogliamo buffoni”.
Più o meno la stessa sorte è toccata al Vipera con la sua fugace avventura a Livorno.  Ferrero ha fatto un tentativo con i toscani, ma anche in questo caso il due di picche è arrivato puntuale sui denti. La risposta dal corteggiato Spinelli, infatti, non ha concesso repliche: “Ferrero? Belin, lasciamo perdere che è meglio”. Sono le parole di ‘u sciu Aldo, ed ogni commento è superfluo.

E allora l’estate blucerchiata procede fra alti e bassi, si alternano notizie tecnicamente incoraggianti a scenette alla Totò e Peppino del presidente in giro per l’Italia.
Sul fronte mercato Malinovski dice sì all’Atalanta e vuole giocarsi le sue carte in Champions.
A questo punto, complice il fatto che le trattative su Praet in questo momento sembrano bloccate, non è da escludere che Di Francesco punti sul belga per il nostro centrocampo.
Come ribadito dal grande Nicolini ciò che dovrà fare la differenza in casa Sampdoria sarà ora la scelta degli esterni: giocatori forti in grado di farci fare il salto di qualità, le armi giuste per l’ambizioso mister Di Francesco e che possano unirsi alla squadra in ritiro il più velocemente possibile.

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SampGeneration

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2 commenti

  1. questa è la mia oppinione, se oggi la sampdoria è una squadra sana economicamente è grazie a garrone che con i suoi alti e bassi comunque ha lasciato una società con i bilanci in ordine tirando fuori fior di millioni ,
    lavoro poi continuato discretamente da professionisti quali osti,romei con le plusvalenze di pecini tornato indovinate perchè???detto ciò si è vero questo fa di tutto per vendere,tradotto cerca di rosicarci il più possibile,lui lo sa un altra occasione così non gli capiterà più e di questo ne è consapevole
    sa che può fare di meglio e non mi riferisco a traguardi sportivi ma a riempirsi le tasche come può e come non dovrebbe e qui grazie al cielo che è stata scoperchiata la pentola e cambiato
    il CDA . io mi auguro che i garrone si mettano la mano sulla coscienza e provvedano a questa insensatezza frutto di incoscienza e forse non solo… il fatto che sia un buffone e un maleducato è l´ultimo dei problemi
    palermo,roma o livorno lo hanno capito ma qui qualcheduno ancora no,almeno fossero ubriachi avrebbero un alibi .
    ciao hermano salutami myconos e tutto il penopoleso !

  2. Cosa altro dire? Siamo stufi!! La gestione della Sampdoria è oggettivamente buona ma, obiettivamente con Ferrero non andiamo da nessuna parte. Malinovsky bloccato e perso perchè non abbiamo ancora venduto Praet è la dimostrazione di quello che dico poi le continuate e reiterate figure di M….che questo signore propone quasi quotidianamente. La mia più grande paura? E’, visto che non lo vuole nessuno, che non venda la Samp al di là dell’importo dei probabili compratori. Lui non vuole uscire dal calcio, ci guadagna e si diverte troppo!!!

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