FERNANDES VENDUTO MALE, IL CASO MURIEL SCOTTA. EPPURE…

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Un genovese non è tale se non è pessimista. Figuriamoci se è sampdoriano e, con l’estate appena cominciata, si vede sfilare uno dopo l’altro i suoi giocatori più rappresentativi e tecnicamente validi.

Negarlo vorrebbe dire avere gli occhi foderati di fette di prosciutto. Tutti si attendevano subito un mercato molto dinamico in uscita e così è stato. Ancor prima di piazzare un colpetto in entrata Ferrero ha venduto – prendiamo fiato e leggiamolo come un corpo unico – SchickFernandeSkriniar.

E non è finita qui, dato che Muriel è sempre più vicino a firmare con il Siviglia, mentre Torreira avrebbe chiesto una cessione già caldeggiata dal suo famelico procuratore da almeno sei mesi.

Cinque cessioni cinque. Tre sicure, una probabile e una possibile. Ricche plusvalenze per una società che non potendo ricorrere all’autofinanziamento, deve monetizzare il più possibile. Per la gestione dell’esistente, certo, ma anche in ottica reinvestimento. E proprio qui casca l’asino.

Anche se tutti i tifosi blucerchiati stanno ostentando preoccupazione per le ultimissime manovre ferreriane (Fernandes venduto a 9 mln complessivi e non 12 come preventivato, Muriel che doveva rimanere e invece potrebbe partire, con il minuscolo Torreira a far la voce grossa per scappare), proviamo ad afferrare il sottile filo dell’ottimismo per sfuggire alle sabbie mobili della delusione.

L’estate scorsa si dicevano cose molto simili a oggi. Le cessioni di – respiro profondo – FernandoSorianoCorrea apparivano a tutti come l’inizio della fine, la certificazione del fallimento.

Oggi si respira un’aria affine, con la tifoseria spaccata in due tra ragionieri mancati – “Quante plusvalenze, finalmente abbiamo imparato a vendere, di fuoriclasse non ne ho visti” – e critici digrignati dalla rabbia – “Ferrero vattene, si fanno gli affari loro, vendiamo pure i magazzinieri”.

Esiste una via di mezzo. Una figura sempre più in via di estinzione nel mondo contemporaneo, dove la fretta è diventata buona consigliera e ci si fa divorare dalla frenesia: il tifoso attendista. Quello che preferisce aspettare qualche settimana per parlare, memore delle critiche dell’anno scorso cadute nel vuoto dopo che i FernandoSorianoCorrea sono presto spariti dalla memoria collettiva.

Abbiamo lo scouting capitanato da Pecini. Abbiamo un esercito di osservatori sguinzagliati ovunque per concludere affari a basso costo. Abbiamo una dirigenza certamente criticabile, che però si è già mossa per rinforzare la squadra andando su nomi importanti: non è il caso di ripeterli.

Insomma – parere personale di chi scrive – vigilare è giusto, vomitare insulti no. Perché come insegna il calcio, da sempre magister vitae, i conti si fanno alla fine. In questo caso il 31 agosto.

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

4 commenti

  1. Sono d’accordissimo, personalmente sto criticando la scelta di smantellare ma il mio giudizio definitivo lo darò a campagna acquisti terminata, se riusciranno a stupirmi non avrò problemi a recitare il mea culpa…
    Mi fa però sorridere il paragone con la rivoluzione dell’anno scorso quando rispettivamente partirono:
    – una poco più che promettente riserva ( Correa )
    – un giocatore assolutamente dignitoso ma nulla più ( Fernando )
    – un ragazzo invìso a una buona parte della tifoseria, che gli rimproverava di tirare indietro la gamba, anche qui sul forum c’era un utente che lo etichettava come un autentico incapace, discontinuo pure lui ma capace di regalare giocate di classe ( Soriano )

    Al netto di tutto, come si possono paragonare le due rivoluzioni?

  2. assolutamente d’accordo con l’articolo.oramai anche i tifosi si sono ahime’ adeguati al calcio tritatutto,tutto e’ estremizzato,tutto e’ frenetico ecc.al 28 di giugno(ricordiamoci che il mercato apre ufficilamente il 30….)si danno gia’ sentenze,giudizi sommari e affrettati.a me piace fare esempi della nostra storia recente(ho 45 anni e vado allo stadio da sempre vedendo dalla sconfitta interna col matera nell’80 alla finale di Wembley ecc ecc)e per fare un piccolo paragone cito la stagione 93/94 presidente il grande paolo mantovani.in quell’estate il mercato pareva essere un po’ assopito cosa rarissima per il grande unico presidente(poi purtroppo qualche mese dopo si capi’ il perché ….)e anche allora cominciarono i primi mugugni…poi come per incanto in un paio di giorni vennero piazzati i colpi Gullit e platt in successione…..il risultato fu poi se non lo ricordasse qualcuno un campionato stratosferico con la piu’ bella samp di tutti i tempi credo,a livello di gioco anche meglio dell’anno dello scudetto.un piccolo paragone solo per dire che il calcio e’ bello proprio per questo fatto che basta un niente per cambiare le cose.pazientiamo e all’inizio del ritiro si potra’ dare una prima valutazione.odio citare le merdacce ma milito fu preso all’ultimo minuto dell’ultimo giorno di mercato lanciando il contratto appallottolato oltre la porta dell’ufficio preposto alla notifica dei contratti e ci ricordiamo tutti come andarono le cose

  3. Luca dal Brasile -

    ebbene si, confesso: io ero tra quelli che avevano aspramente criticato la cessione di Correa, e applaudito a quella di Soriano… e dopo un anno sono ancora convinto di quello che dicevo, anche perché purtroppo la storia si ripete moltiplicata per 2 o 3.

    Quello che sostengo, aldilà dei singoli giocatori (che possono piacere o meno, e stare dentro o meno agli schemi ahinoi troppo rigidi del Mister), é che non si può gioire delle plusvalenze quando sono fini a sé stesse, quando non si intravede un progetto strategico che possa fare sognare a noi tifosi di arrivare di nuovo ad una finale, vero obiettivo fondante di ogni società sportiva, o almeno cosí dovrebbe essere.

    Ció detto, possiamo giustificare contabilmente e speculativamente ognuna delle cessioni fatte sinora, ma nel loro complesso, e prima ancora di vedere se e chi arriverà, vanno criticate proprio perché questo ingrosso di vendite, nella migliore delle ipotesi, ci condanna ad una rivoluzione permanente che non porterà mai nulla di sportivamente apprezzabile.

    Sinceramente tifare per una squadra che al massimo aspira a stare tra l’ottavo e il decimo posto, senza avere neanche il tempo di conoscere ed affezionarsi ad un gruppetto di ragazzi, non é una bella prospettiva.

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