ERA PROPRIO IL CASO DI FARE FUORI SILVESTRE?

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Che il mercato di quest’anno fosse destinato a riservare grandi sorprese, si era capito subito. Poche settimane dopo la fine del campionato, intenti a sorseggiare un drink sotto l’ombrellone, i tifosi della Samp sono stati colti da una serie di notizie ferali. In pratica, nel giro di pochi giorni è saltata la spina dorsale della squadra: Viviano, Torreira, forse Zapata. E poi il muro della difesa, Silvestre.
Dopo quattro anni alla Sampdoria, con 124 presenze e un gol, mister Giampaolo e la dirigenza blucerchiata gli hanno dato il benservito. Scelta quantomeno discutibile, dato che il centrale argentino ha disputato quattro stagioni ad alti livello, guidando il reparto con autorità e facendo da chioccia a compagni più giovani che poi si sono ritagliati un ruolo importante in club di alto lignaggio, come Alessio Romagnoli – che tolse il posto a Daniele Gastaldello! – e Milan Skriniar. L’anno scorso Silvestre ha svolto la stessa funzione per il giovane danese Andersen, un classe 1996 che il destino vuole che diventi il carnefice del suo maestro. Nei piani della società, infatti, sarà proprio lui a prendere il posto di Silvestre al centro della difesa, che presidierà insieme al gambiano Colley. A questo punto sorge spontanea una domanda: era proprio il caso di fare fuori Silvestre?
34 anni da compiere a settembre, con la sua esperienza avrebbe ancora fatto comodo ai blucerchiati. Va bene, quest’estate il trio Osti-Ferrero-Romei ha voluto dare una sforbiciata agli ingaggi più pesanti, ma solo un anno e mezzo fa riuscì dopo sforzi sovrumani a convincere l’argentino a rinnovare il proprio contratto con la Samp, garantendogli il ruolo di pretoriano della difesa. L’anno scorso l’ex difensore di Inter e Milan ha disputato un campionato in calando come tutta la squadra. D’accordo la necessità di ridurre in monte ingaggi, va bene la necessità della Samp di valorizzare i giovani, ma siamo sicuri che non fosse il caso di tenere Silvestre come prima riserva? Un giocatore della sua esperienza avrebbe fatto comodo a Giampaolo. La coppia Andersen-Colley, su cui il tecnico abruzzese dovrebbe puntare fin dall’inizio, è un grosso punto interrogativo. Quando ha giocato, il danese è stato autore di buone prestazioni, ma in un reparto delicato come la difesa – dove la Samp mostra da anni lacune enormi – sarebbe meglio avere qualche certezza in più.

Autore

Roberto Bordi

Redazione

2 commenti

  1. Parola d’ordine abbassare il monte ingaggi! l’anno prox i goals li fara’ marlboro man! a marzo ando’ via dall’ inter “perche’ non c’erano soldi per la campagna acquisti”..boh! contratto di un anno, mi ricorda tanto la boutade di montella… spiace per silvestre! sara’ dura farne 40, putroppo.
    un grazie di kuore a ferrero ed ai suoi boys, o anche NO!

    #FERRERO NON MI RAPPRESENTI

  2. SI dice che per Silvestre il problema non sia l’ingaggio, bensì Giampaolo e lui abbiano avuto da discutere nel finale di campionato e che quindi il mister ne abbia chiesto la cessione (il giornalista che non cito, non le spara mai a caso, ma solo se le cose le sa).
    Il procuratore di Colley ha già detto che il suo assistito avrà difficoltà ad adattarsi alla linea a 4, avendo giocato sempre in una difesa a 3….e noi mandiamo via Silvestre?roba da pazzi!!!

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