ECCO L’UDINESE DI VELAZQUEZ: GIOCO PROPOSITIVO, DIFESA COMPASSATA

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L’Udinese è davvero così scarsa? Qualche settimana fa, sotto l’ombrellone, erano in molti a sbilanciarsi sul fatto che i friulani avrebbero finito per lottare per la salvezza. In effetti il mercato del club bianconero non sembrava di quelli indimenticabili, con un paio di cessioni importanti (Danilo, Jankto) e l’acquisto di un esercito di carneadi come Musso, Machis e Pussetto. Ma ha confermato giocatori del calibro di Fofana, Barak e De Paul. E puntato le sue fiches su un allenatore sconosciuto: lo spagnolo 37enne Julio Velazquez che, appena sbarcato in Italia, ha dichiarato di ispirarsi alla filosofia di Sarri e Giampaolo. La sconfitta di Coppa Italia contro il Benevento sembrava dare ragione a chi vedeva l’Udinese impelagata in zona retrocessione, ma il buon pareggio in rimonta contro il Parma ha messo a tacere gran parte degli scettici. L’Udinese ha disputato una buona partita. Nel primo tempo è andata sotto per una grande giocata di Inglese, per poi subire lo 0-2 a causa di un “paperone” di Scuffet. La vittoria del Parma sembrava in cassaforte, ma i friulani sono stati bravi a non mollare riaprendo il match su rigore (De Paul) e trovando il 2-2 grazie alla zampata di Seko Fofana. Pareggio meritato, frutto di una buona prestazione a livello di collettivo.

Il dinamico 4-2-3-1 disegnato da Velazquez sembra il vestito ideale per la stoffa messagli a disposizione dal ds Pradé. A centrocampo la diga formata da Mandragora e Fofana ha già trovato l’amalgama. Sulla trequarti il trio Machis-Barak-De Paul garantisce il giusto mix tra velocità, fisicità e fantasia, mentre in attacco sarà lotta fino all’ultimo per una maglia da titolare tra Lasagna e il centravanti polacco Teodorczyk. Gli unici dubbi riguardano il portiere e la tenuta del reparto difensivo. L’estremo Scuffet, che alcuni consideravano l’erede di Buffon, alterna da anni buone prestazioni a errori sesquipedali. Davanti a lui si muove una linea a 4 che non annovera la rapidità tra le sue armi migliori. I terzini Samir e Stryger-Larsen non danno particolari garanzie difensive, pur avendo buone doti in fase di spinta. Stesso discorso per i due centrali Troost-Ekong e Nuytinck: sul piano della corsa, non rappresentano il meglio esistente sulla piazza. Insomma, l’Udinese è una squadra dai due volti che pratica un calcio offensivo e non speculativo. La Samp dovrà essere brava da un lato a contenere le sfuriate degli avanti bianconeri, facendo attenzione agli inserimenti da dietro di Barak e Fofana. Dall’altro ad approfittare della lentezza della difesa friulana. Probabile formazione Udinese. (4-2-3-1): Scuffet; Stryger-Larsen, Troost-Ekong, Nuytinck, Samir; Mandragora, Fofana; Machis, Barak (Pussetto), De Paul; Lasagna.

Autore

Roberto Bordi

Redazione

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