DA BOB DYLAN… A FLACHI (E LE SUE ROVESCIATE DEGNE DI RONALDO)

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Il grande tifoso Roberto C. analizza il presente blucerchiato.

Il viaggio nei fondi interiori della memoria spesso porta risvolti di inevitabile insoddisfazione sia perché il ricordo può riservare la scoperta di una ferita mai sanata sia, viceversa, quando si scopre che quel mondo evocato non esiste più. E’ ciò che pensavo la sera del 25 aprile mischiato tra la folla per il concerto/evento del “mito” vivente Bob Dylan. I testi sono sempre quelli ma è il modo di rappresentarli che ha cancellato la vecchia traccia dei miei vent’anni quando i classicissimi come “Like a rolling stone”, “Just like a woman” e “Mr. Tambourine man” (che peraltro non ha cantato) venivano “soffiati” dalla sua bella voce con un effetto quasi sospirante per l’attesa di un tempo a venire che avrebbe portato, come diceva John Lennon, “pace,amore e musica”. E ne hai la conferma quando non riesci a capire bene, se non quasi alla fine, che quello che sta cantando, ad un certo momento dello spettacolo, è lo storico manifesto del pacifismo “Blowin in the wind”. “Revisited” si dice in questi casi. Ma io sono un po’ all’antica, preferisco sempre l’originale. Comunque “dovevo” esserci per una questione “storica”. E così è stato.

Ma, riguardo alle reminescenze, scrivere su questa rubrica mi porta inevitabilmente dalle parti dove si gode della vista di quei bellissimi colori che tutti noi amiamo e che, pur senza conoscerci individualmente, ci fanno sentire appartenenti alla grande famiglia blucerchiata. Lo spunto viene dagli avvenimenti legati alla parte finale della Champions League. Ho seguito con passione e “tifato” come un qualsiasi “giallorosso” per il ritorno della Roma contro il Barcellona. E mi sono pure emozionato per il “Grazie Roma”, sensazionale inno calcistico scritto da Antonello Venditti. Sembrerà strano tutto ciò per un “vecchio” supporter della Samp come il sottoscritto. Il fatto è che ci sono tre squadre europee che “detesto” con tutto il cuore. E i primi, ca va sans dire, sono ovviamente gli “azulgrana”. Che “odio” profondamente (mi si permetta questo termine forte ma è ciò che sento nei limiti prestabiliti che si manifestano nell’arengo calcistico) da quell’infausto 20 maggio 1992 al Wembley Stadium quando si infransero, senza possibilità di replica, i sogni di gloria che avrebbero portato la Samp nel Guiness dei Primati: Coppa vinta alla prima partecipazione! Sarebbe stata tanto bella, unica e meravigliosa quella giornata che ogni tanto la immagino nella sua versione migliore salvo poi infliggermi dolori e tormenti, ogni anno, il giorno della finale, per la visione dei punti focali di quella stramaledetta partita. E allora ritrovo, con un indubbio moto di masochismo, quel fo****o(non voglio essere volgare, ma si capisce…. ) di Koeman e quella punizione “malvagia”(frutto di un “fallo” inesistente) che ha distrutto la più grande gioia che un tifoso di calcio possa immaginare. Ma soprattutto rivedo quell’altrettanto fo****o di Vialli (so che molti dissentiranno da questo feroce giudizio) che sbaglia due gol clamorosi di cui quello al 23’ minuto del secondo tempo griderà vendetta finchè ci sarà il ricordo dell’ultimo dei tifosi ed esisterà la Sampdoria e tutto il mondo del football. Si dice che Gianluca non fosse del tutto concentrato per via della notizia anticipata del suo trasferimento alla Juve (e questo è il solo grande errore di Mantovani). Ma è stato pur sempre un professionista e poi non mi è mai andata giù l’immagine sua (sampdorianamente apocrifa) mentre regge “quella” coppa con un’altra maglia. Non è possibile e ancora oggi, a distanza di 26 anni, mi viene da piangere nel ricordo di quell’infausta avventura londinese. Per questo “voglio” che il Barcellona perda sempre, anche le amichevoli, e si spiega dunque quanto detto in precedenza ed il mio sostegno ai “lupi” della Capitale.

Poi ci sono Arsenal e Werder Brema. Ho rivisto poco fa su You Tube il finale di partita con i “gunners” a Genova il 20 aprile 1995 (quando si dice essere autolesionisti!) e mentre rimiri la gioia di Bellucci al 40’ della ripresa dopo aver siglato il 3-1 ti sembra ancora oggi impossibile che quel fo****o di Zenga si sia fatto passare in mezzo alle gambe il tiro non impossibile di Schwarz. Poi i rigori sbagliati. Questo forse ci può stare, ma addirittura tre e da campioni come Mihajlovic, Jugovic e Lombardo! Peccato, comunque, per un altro motivo. Pur con l’astio che posso nutrire per essa la squadra inglese è al centro del bellissimo film di David Evans, tratto dal racconto di Nick Hornby, “Febbre a 90°”, opera che ogni vero tifoso dovrebbe vedere (e leggere) con Paul, l’interprete principale, nel quale mi riconosco nelle sue manie e idiosincrasie varie. E per finire i tedeschi della città anseatica per i quali ogni anno spero nella loro retrocessione. Ma non c’è verso…. Anche qui quando Cassano segna al 40’ della ripresa la partita dovrebbe essere stravinta ma ci pensa Rosemberg al 48’. E’ la maledizione degli ultimissimi minuti che ci perseguita. E mi piace ricordare, in questa occasione, un grande come Pazzini (per me S.V.B. Storico Valore Blucerchiato) che fece uno dei più bei gol della storia della Champions. Oltre, naturalmente, il mai dimenticato “genio” Antonio (gol di tacco da favola). E comunque mi dispiace nutrire ostilità nei confronti di due grandi campioni come Vialli e Zenga (e mettiamoci anche Curci) che hanno dato tanto al Doria, specie il primo (e non il terzo…) ma il grande amore per i nostri colori soffoca ogni sentimento “pacificatore” nel ricordo di due giornate che potevano diventare memorabili ed invece ancora oggi mi fanno venire il mal di fegato. Punto.

Un altro aggancio con la Champions mi porta a parlare delle squadre costruite per vincere. Chi di noi non ha mai immaginato la fantastica scena in cui un emiro, o magnate, decida di prendersi una squadra qualsiasi….. magari proprio la Sampdoria! Allora certi sogni potrebbero tradursi in realtà. O forse no. Proprio come accade ora al Paris Saint Germain e al Manchester City costruite con milionate di euro e finite miseramente umiliate fuori dai confini nazionali. Evidentemente non bastano i Neymar e i Guardiola a fare di una buona squadra una super compagine. Sarebbe un quadro assai frustrante vedere naufragare miseramente tante illusioni. Samp, la squadra dei milionari, così come venne chiamata negli anni 1946/1953. E vincemmo…niente! Ciò che invece avvenne per il caso di una congiunzione astrale, l’incontro tra il “fenomeno” Mantovani e le condizioni favorevoli di quel dato periodo storico. Perché, bisogna dirlo, anche il buon Paolo avrebbe ben poche armi in questo calcio delle multinazionali. E dunque esecrazione per Koeman, Rosemberg e tutto il resto. Ma voglio finire ancora con uno spunto tratto dalle recenti sfide di Coppa ed in particolare il gol di Ronaldo contro la Juve. Un gesto tecnico straordinario. La foto della rovesciata, un plastico “fermo” nel suo armonioso movimento, appare come una scultura di Michelangelo, un’opera di Canova, l’idea geniale di Rodin, un tocco leggero di Fidia. Ma ha avuto la fortuna di essere rappresentata, oltre che da un fenomeno, nel momento giusto in cui tutti i “fari” dei media erano puntati su quell’avvenimento. Eppure a volte accadono fatti di una valenza superiore che non hanno tutta quella proiezione “universale”. Ma noi lo sappiamo che un altro “fenomeno” ha fatto qualcosa di più. 13 dicembre 2003, Perugia-Samp 3-3. Il primo splendido gol di Flachi in rovesciata è stato realizzato con tre uomini alle calcagna a differenza di quello del portoghese, pur meraviglioso, ma non marcatissimo. Ma l’autentica sorpresa, lo sbalordimento, lo stupore, avvengono ad un minuto dal termine. Un gol da cineteca con….due rovesciate consecutive. Si è mai visto qualcosa di più bello? Il nostro “piccolo” grande Francesco è stato, a mio parere, veramente un autentico prodigio pur se non immortalato dalle telecamere europee. Ci siamo noi a testimoniarlo. E tanto ci basta. Siamo partiti da Robert Zimmerman (Bob Dylan) per arrivare a Francesco Flachi. Che c’entra? Dirà qualcuno. Per me sono due perle luminosissime, se pur così diverse, lungo il cammino ludico della mia vita. C’è qualcosa di meglio?

P.S. – Leggo oggi per la prima volta le dichiarazioni di Vialli in un documentario girato in Spagna (2017) sullo storico successo del Barcellona. “Sono convinto che senza quella vittoria il Barcellona non sarebbe quello che è oggi. Per il bene del calcio era giusto che il Barcellona vincesse” (?? Ho capito bene?) – E ancora “Le mie scarpe dovrebbero stare nel museo del Barcellona per le occasioni che ho fallito.” Quando uno pensa ai “suoi” tifosi e a quei colori che afferma di aver tanto amato! Mentre una volta disse: “Come si fa ad andare via? E’ bello così, basta vincere e siamo tutti contenti. Ho già firmato” – “Per chi?” – “Per noi!” (Torino, 19 maggio 1988 – Finale Coppa Italia/ vinta). Che altro bisogna aggiungere?

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SampGeneration

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9 commenti

  1. Potremmo disquisire per giorni interi se quello di vialli o altri per la samp sia mai stato vero amore, sappiamo che giocatori simbolo ormai non ne esistono piu’ ma sappiamo anche di avere sulla pelle e nel cuore i colori piu’ belli del mondo…TUTTO IL RESTO E’ NOIA per continuare con cantanti certo non del livello di dylan…

  2. Dunque, provando ad andare in ordine:
    – il 20 maggio 1992 credo che sarà una ferita che mai si rimarginerà, la cosa che fa più male è pensare che un’occasione del genere, ahimè, non si ripresenterà mai più..
    – Odio anche io il Barcellona ( come ho goduto quando li abbiamo battuti in amichevole al Camp Nou nel 2012, anche se non contava niente…), odio Koeman e il Werder Brema che sono già 2/3 anni che rischia grosso ma alla fine la sfanga, non odio invece nè l’Arsenal, nè Zenga e nè tantomeno Vialli anche se quelle dichiarazioni pro Barcellona furono allucinanti…
    – Emiro o magnati alla Samp? Abbiamo avuto i Garrone!
    Una proprietà dalle straordinarie potenzialità economiche!
    Se solo avessero avuto un pò di voglia e di entusiasmo, unite alle capacità di Beppe Marotta secondo me ci sarebbero stati davvero i presupposti per rinverdire i fasti della Samp d’oro!!!
    – A Perugia quella sera c’ero anch’io, che partita e che giornata, indimenticabile!

  3. seMarco Convalle -

    Le sensazioni sono comuni a tanti, in tanti abbiamo gli stessi ricordi e le stesse antipatie, direi però che sono roba da serate d’inverno davanti al caminetto, l’articolo è bello ma un po’ troppo nostalgico, dobbiamo guardare di più al presente e al futuro che magari non piacciono ma sono la realtà, altrimenti facciamo la fine dei bibini che vivono di un passato remoto mai visto, noi l’abbiamo vissuto, è vero, ma sempre passato è.

  4. Inizio dalla fine: quanto valore dare alle dichiarazioni d’amore dei calciatori… Come già detto arrivano e prima o poi partono, noi rimaniamo.

    Fateci caso: i canti dedicati ai singoli calciatori sono da anni in estinzione, oggi la sud ne canta solo uno, e proprio ogni tanto, per Quagliarella.
    Una volta i canti dedicati ai singoli erano frequenti.
    Dipende da quello: bandiere non ce ne sono più, da adulare c’è la Sampd

      • (mi partono i messaggi da soli, sto cercando di stare calmo e di non diventare un hooligan) ma quello per Duvan è solo uno scandire il nome dopo un gol.

  5. Caro Semarco Convalle non so quale sia la tua età, ma quando arriverai alla mia (non voglio rivelarla come fanno le….donne e peraltro l’ho festeggiata, si fa per dire, il 2 maggio) penso che anche tu, in certi ambiti, navigherai nella memoria e pure nella nostalgia per il (per te) bel tempo passato. Un saluto da Roberto.

  6. P.S. a Semarco. Vedi cosa fanno gli anni che passano? Non voglio rivelare la mia età ma poi mi firmo Roberto 48!!! Avrò mica bisogno della badante?

    • seMarco Convalle -

      E io sono Semarco 59, infatti quando qualcuno mi chiama Ferrero boy sono contento, non per Ferrero, per il boy

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