CHIESA TORNA IN CENTRO DI PAESE. ECCO COME E’ RINATA LA SAMP

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Chiesa torna al centro di Paese, è l’allegra metafora coniata da Sinisa, condottiero mirabile dei nostri colori, con sciabola serba tra i denti.

La nostra è una rinascita improvvisa, da Parabola Evangelica.

Neanche Cristo, nonostante i suoi santi in Paradiso, riuscì a fare tanto e così in fretta con il fortunato Lazzaro.

Mancava una ciliegina, al ritorno alla vita di questa nostra Samp, da troppi anni moribonda. Ed è arrivata una ciliegiona, ( già classificata nelle enciclopedie botaniche come la Maxi ciliegiotta) grazie al trionfo di ieri sera: uno smacco per i genoani lungo 90 minuti e che durerà per tutta la seconda parte di stagione.

La rivoluzione tattica di Sinisa (e dei suoi compari di battaglia De Leo e Sakic) ha consentito il botto della nostra squadra in campionato, indirizzandola ad una salvezza ormai sempre più probabile.

Roba grossa. Siamo cresciuti come il lievito della Goduria. Alla faccia dei bibini, topi e gufi.

Con gli stessi uomini Delio Rossi boccheggiava come una trota spiaggiata, proponendo un calcio difensivo, sterile, bolso, a tratti vergognoso.

Sinisa, al contrario, dimostra ogni settimana che è possibile sviluppare un calcio propositivo (grazie ad un controllo degli spazi magistrale, studiato con abilità certosina) pur non avendo in squadra dei campioni.

Abbiamo buoni giocatori, questo sì.

A partire da un Mustafi guerresco, un Gastaldello tornato ad alti livelli, due terzini combattivi e stantuffanti, un Palombo che a centrocampo si fa sentire eccome. E poi Kristicic con il suo volume di gioco, Soriano assai utile con il suo lavoro sporco.

Poi, da ieri sera, tre attaccanti (il tricuspide, un sorprendente arrembaggio, come se fossimo il Real Madrid) che fanno un movimento costante e danno quello spessore di tecnica e ultime giocate che ci consentono di portare a casa punti preziosi.

Se Maxi Lopez (combattente a tutto campo, con le sue anche più larghe delle spalle) continua su questi livelli, abbiamo finalmente trovato la prima punta seria che tanto serviva.

Oltre alla rivoluzione tattica (pane per i denti del nostro tecnico Gino Sarpero) dobbiamo sottolineare che il lavoro di Padre Sinisa, dispensatore di miracoli, è stato anche da raffinato, grandissimo psicologo.

Non solo per i giocatori, rivitalizzati con iniezioni di adrenalina nel cuore, stile Pulp Fiction. Ma anche per noi tifosi.

Finalmente è riesploso il nostro senso di appartenenza alla maglia, dopo annate di patimenti. Le parole di fuoco di Mihajlovic hanno trasformato la vecchia Armata Brancaleone in una truppa di guerriglieri, di marinai allupati col coltello fra i denti.

E infatti, le ultime righe sono una dedica post derby:

Ce lo invidiate Sinisa, cari genoani incompetenti. Vero?

Sinisa esalta il nostro popolo. A voi, cari bibini incolti, forse ricorda il vecchio Scoglio, magico pifferaio dei topi.

La differenza è che Sinisa è privo di tutte quelle ridicolaggini che Scoglio (comunque grande e stimabile) portava con sé, in quanto portatore (mal)sano di genoanismo..

E allora: grazie Sinisa, per la gioia di ieri e per le prossime godurie!

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

4 commenti

  1. quante cazzate per aver vinto una battaglia in mezzo alla fanghiglia….i batraci, le pantegane, i porci, si muovono a loro agio nella bratta….e da ieri anche i malsani portatori di maglie strisciate….

      • Ma impara a perdere, che non avete fatto un tiro in porta… all’andata con 2 tiri e mezzo avete fatto 3 goals e se ieri sera avessimo avuto un po di culo in piu’ finiva allo stesso modo.
        E poi sono quarant’anni che vivete nella bratta (in realtà da sempre) e continuate a parlare, ora che nella bratta ci siamo pure noi, cosa dobbiamo fare, tacere?! … ma fammi il piacere….

  2. Torna a starnazzare sul muro dei piccioni, che il gusto amaro della sconfitta ve lo porterete dietro per i prossimi dieci mesi 😉
    E poi, da che pulpito viene la predica: avete rubato con l’Inter sullo stesso campo infame (pure peggio), e la bratta é da sempre il VOSTRO elemento.
    I conti li facciamo a fine campionato, rumente !

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