CHI È RAFAEL: DAI MIRACOLI COL SANTOS ALLA PANCHINA NEL NAPOLI

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È brasiliano l’ultimo colpo del mercato della Sampdoria. Classe 1990, Rafael Cabral Barbosa è il nuovo secondo portiere blucerchiato al posto del partente Belec: a lui il compito di fare da chioccia al giovane Audero. La carriera di Rafael è stata sfuggente e imprevedibile come la volontà di Dio che, nella vita del portiere di Sorocaba, rappresenta un imprescibile punto di riferimento quotidiano.

Cresciuto nel settore giovanile del Santos, debutta in prima squadra a 19 anni durante una tournée negli Stati Uniti. È il 2009 quando il club paulista si appresta a vivere un ciclo fantastico, uno dei più belli della sua storia. Con Rafael in porta – e la coppia Ganso-Neymar in attacco – tra il 2010 e il 2012 il Santos vince qualcosa come 3 campionati statali di fila, una Coppa del Brasile, la Copa Libertadores nel 2011 e la Recopa Sudamericana. Rafael, che ai tempi era ancora un ragazzino, è uno dei protagonisti del magico triennio della squadra. Tanto da fare il suo esordio con la maglia della Seleçao (3 presenze nel 2012) e attirare l’interesse di molti club europei. Alla fine la spunta il Napoli, che lo acquista per 5 milioni di euro su indicazione del tecnico Rafa Benitez. L’idea dei partenopei è di dargli la maglia numero 12 dietro a Pepe Reina. Nel suo primo anno sotto al Vesuvio, Rafael colleziona comunque una decina di presenze tra campionato e Coppe. Indimenticabile la sua prestazione nella partita di Supercoppa Italiana contro la Juventus del dicembre 2014. Compie una parata dietro l’altra, comprese quelle sui rigori di Chiellini e Padoin decisive per portare il trofeo a Napoli. La prima parte di quella stagione è molto positiva per Rafael, titolare fisso fino al grave infortunio subito in Europa League contro il Fulham, nel febbraio 2015: rottura del legamento crociato del ginocchio e addio sogni di gloria. Da quel momento la vita di Rafael cambia completamente. Da potenziale primo portiere del Napoli il brasiliano scende i gradini delle gerarchie del club azzurro, finendo a fare il terzo portiere alle spalle di interpreti tutt’altro eccezionali del ruolo come Gabriel e Sepe. Nel 2018 la scadenza del contratto e l’addio alla Campania dopo cinque anni. Il resto è storia delle ultime ore: prima l’abboccamento con la Fiorentina, quindi la firma a sorpresa con la Sampdoria che lo acquista a parametro zero. Rafael farà il secondo ad Audero, ma non è da escludere che nel giro di uno-due anni possa prenderne il posto. Anche se le sole due presenze nelle ultime tre stagioni a Napoli non inducono all’ottimismo.

Caratteristiche tecniche. Come la maggior parte dei portieri brasiliani, la sua principale caratteristica sono i piedi buoni. Apprezzato per le sue abilità tra i pali, è altrettanto bravo nelle uscite. Dotato di un fisico compatto e reattivo, ha buoni riflessi sulle conclusioni ravvicinate e dalla distanza, mentre non eccelle nelle prese basse. Eccellente para-rigori, guida la difesa con decisione e personalità. Rafael è stimato anche per le doti umane: da anni ha abbracciato la fede evangelica.

Autore

Roberto Bordi

Redazione

2 commenti

  1. Ecco…
    Non capivo se veniva qui per fare il secondo o il terzo, ora apprendo che farà il vice Audero perchè Belec andrà via ma…non l’avevamo riscattato giusto un mese fa?
    Ma che è questa schizofrenia?
    Mamma mia che pazienza…

    • Luca (quello che stava in Brasile) -

      Bravo.
      le squadre iniziano dal portiere, cosí come le nostre storie da fantamercato, tragicomiche.
      Laciamo andare Puggioni e Viviano, prendiamo Belec che per vuol fare il titolare e non la riserva, allora lo rivendiamo (plusvalenza? Non credo proprio), prendiamo il ragazzino della Juve che ce lo da per valorizzarlo con diritto di riprenderselo, gli diciamo che sará titolare, ma poi subito dopo arriva questo ex portiere brasiliano.
      veramente incredibile.
      Poi una domanda: ma Tozzo, Krapikas e falcone sono cosí scarsi che non possono neanche aspirare a fare i secondi? Mah.

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