CASO GABBIADINI: MOMENTO DECISIVO DELLA STAGIONE

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Non abbiamo risparmiato critiche a Manolo quando scendeva in campo in versione mollusco. E oggi, alla luce delle ultime prestazioni, diciamo che il numero 11 è il nostro giocatore più incisivo.

Lo stesso Sinisa aveva dichiarato nelle ultime settimane che si aspettava più grinta da Manolo e, da fine psicologo, l’ha “provocato” facendolo partire dalla panchina, attendendo una reazione del giocatore.
Reazione che puntualmente è arrivata: col Verona e con la Juve (in soli 45 minuti) Gabbiadini ha sfoderato le sue migliori prestazioni stagionali, aprendo il ventaglio delle sue qualità migliori.
La trattativa col Napoli è ormai avviata, quasi conclusa. Ed è un problema bloccarla all’ultimo passo.
Il problema è che Manolo ha fatto vedere proprio nelle ultime due gare quanto sia indispensabile per il nostro attacco: è l’unico in grado di cambiare la partita con un’invenzione, concentrata nel suo piede sinistro, il più letale della serie A.
Ieri, senza Manolo, avremmo potuto giocare per tre giorni e tre notti senza trovare la rete: le conclusioni pericolose sono partite tutte dal magico piede di Gabbia.
Okaka era schiacciato dalla morsa di Bonucci e Ogbonna e stava per avere una crisi di nervi.
Eder saltava da solo mezza difesa, si produceva in azioni da spellarsi le mani dagli applausi, ma negli ultimi metri risultava inconcludente (e te credo, altrimenti invece di Eder si chiamerebbe Cristiano Ronaldo).
E così il trio d’attacco ricomposto si è assemblato nuovamente alla perfezione: potenza, agilità, tecnica, buoi piedi, corsa: c’è dentro di tutto nel tridente Okaka-Eder-Gabbiadini.
Togliere un ingranaggio dal meccanismo perfetto è una mossa molto rischiosa.
Ferrero e Sinisa staranno facendo i loro conti (teniamo in considerazione che Manolo a giugno se ne andrà comunque, quasi sicuramente ad una cifra inferiore di quella offerta dal Napoli). Inoltre la Juve, che ha grossa voce in capitolo, vuole subito i 6,5 milioni di euro della cessione.
Le ipotesi sono due:
O Ferrero fa una pernacchia a De Laurentiis e ad Agnelli, salta tutto, chiudiamo il campionato con Manolo e chi s’è visto s’è visto…

Oppure, se la cessione è ormai un processo irreversibile, dobbiamo prendere un giocatore che faccia realmente la differenza.
Non sembra Correa il personaggio più indicato, vista la sua inesperienza nei confronti di un calcio duro come può essere il nostro.
A vedere i filmati su youtube (come fanno i lacrimosi dirimpettai) Correa dimostra di avere bei colpi, ottima tecnica: ma è certamente più facile quando hai i 15 metri di spazio che ti concede il campionato argentino.
Correa sarebbe comunque un investimento molto importante per il futuro, un giovane che può esplodere nella nostra squadra: una scommessa come non ne vedevamo da anni (e la nostra strada – sul modello Udinese – non può essere che questa).
Ma al presente serve il giocatore in grado di entrare subito negli schemi di Sinisa: stiamo andando benissimo in campionato, è l’anno in cui possiamo toglierci delle soddisfazioni, non dobbiamo fare delle cappellate di mercato.
E gennaio, a questo punto, diventa un crocevia fondamentale.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

4 commenti

  1. Se è nato un caso Gabbiadini è proprio grazie a chi cominciato a criticarlo e fischiarlo allo stadio per una o due prestazioni sottotono (e quando dico sottotono intendo da 5,5 non da 4 come volete far credere).
    E’ per questo motivo che la sua cessione è stata considerata “pensabile”.
    Che fosse l’unico in grado di inventare gol da fuori area o su punizione lo sapevate tutti anche prima delle ultime due giornate…
    Solo che i doriani di adesso, 30 anni fa avrebbero fatto fuori sia Vialli che Mancini che, prima di diventare macchine da guerra, sono stati “sopportati” per qualche anno in cui chiudevano la stagione con pochi gol.

    Non ci resta che sperare nella follia di Ferrero.

    • Al giorno d oggi i fischi dei tifosi a questo o quel giocatore, sulle strategie di mercato delle societa’ incidono poco o niente. Gabbiadini verra’ ceduto sotto la pressione della Juve che ha deciso da tempo di non riscattarlo e contro la quale sarebbe molto rischioso confrontarsi alle buste a Giugno, decisione che condivido. Sarebbe intelligente non cercare un sostituto letterale di Manolo, giocatore quasi unico per le sue caratteristiche. In quest ottica i nomi di Correa ( investimento corposo e in parte rischioso ) e Ilicic hanno logica di mercato e anche tecnica in vista di un cambio di modulo, senza dover per forza accantonare del tutto il 433. Gabbiadini se andra’ via, lascera’ un ottimo ricordo, soprattutto per il grande professionista che ha dimostrato di essere, anche con un piede e mezzo gia’ in un altra societa’, chapeau!!

    • Non credo che siano i fischi il problema…e non credo sia neppure giusto paragonare il calcio (e quindi il tifo) di 30 anni fa’ a quello odierno..le logiche erano totalmente differenti da oggi!detto questo…io non credo che la Samp venderebbe Gabbiadini,se fosse costretta…io personalmente non lo amo come giocatore, pur reputandolo oggettivamente forte, e credo che dietro questa cessione “forzata” ci sia anche la sua smania (legittima, per carità) di misurarsi in una grande piazza…in ogni caso mi fido di Sinisa, quando dice che in questa Samp nessuno è indispensabile e spero che arrivi un rimpiazzo all’altezza!

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