CAPPELLE DELLA DIFESA E DELL’ ARBITRO. MA DOVEVAMO FARE DI PIU’!

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Passo falso blucerchiato: contro il Milan ripetiamo la prestazione poco convincente che avevamo fatto contro la Roma.

Pochissime azioni, troppo leggeri in attacco, brutti errori in difesa.

Giochiamo contro un Milan quasi alla canna del gas che certo, dispone di giocatori più forti di noi, ma è alle prese con una stagione zeppa di difficoltà.

L’arbitro non ci aiuta. Anzi, l’arbitro è un pezzo di merda. Glissa su un fallo probabile di Amelia che travolge Eder (uno dei pochi a salvarsi in questa giornata amara) e dimostra una severità da kapò nazista, espellendo Maxi Lopez, entrato da un quarto d’ora, per una parola di troppo (forse due).

Maxi ha sbagliato e Sinisa avrà in mente per lui punizioni corporali, ma intanto l’arbitro ha chiuso di fatto la partita e se lo poteva risparmiare.

La cronaca delle azioni blucerchiate è davvero scarna: qualche sfiatella di Gabbiadini, oggi poco ispirato, qualche galoppata del solito Eder, per il resto calma piatta. Libeccio blucerchiato.

Il Milan fa poco dal canto suo… Più che altro sfrutta le nostre cappellate difensive. Al 12′ del primo tempo c’è un doppio rinvio sbagliato dai nostri difesori: pacco e contro pacco: Gabbiadini fa un evitabile rinvio a campanile, che complica le cose invece di risolverle. Palombo cerca di metterci una pezza ma sbilenca il rinvio di testa (più che un rinvio, la sua è una pernacchia). La palla finisce sui piedi rossoneri, cross di Rami per Taarabt che colpisce di testa, respinta corta di Da Costa e lo stesso Taarabt ribadisce in rete: 0-1.

Fioccano insulti e improperi su da Costa… Peste e corna per il nostro portiere, che diventa il capro espiatorio della situazione. Da Costa non brilla è vero. Ma il concorso di colpa della difesa è palese, Taarabt è stato dimenticato in mezzo all’area! Stiamo attenti a non dare tutte le colpe a Da Costa, che ha tanti difetti, ma non è l’unico a sbagliare. A tratti il Milan ci lascia giocare, ma si evidenziano i limiti che abbiamo in fase di costruzione di gioco.

Entra Soriano per Wszolek e miglioriamo. Il polacco ha grande corsa, ma qualità sotto i tacchi. Purtroppo, per certi livelli, non sembra ancora pronto. Subiamo il raddoppio su un altro patatrac difensivo. Al 13′ della ripresa Pazzini e Da Costa si prendono a cornate, ne approfitta Rami che segna indisturbato. Anche in questo caso frizzi e lazzi contro Da Costa: insulti fiammanti piovono dallo stadio. Ma onestamente sembrava un fallo netto di Pazzini, che infatti, con l’affetto dell’ex non dimenticato, si scusa a non finire e gioca l’ultima parte di partita con le pive nel sacco.

Dobbiamo risvegliarci. Dopo il grande inizio di Sinisa siamo in fase calante. La classifica resta ancora tranquilla ma non bisogna abbassare la guardia, sentirsi già appagati.

Tornare a giocare come una ventina di giorni fa, quando ci bruciava il peperone e tutti davano il 110 % per la nostra maglia.      

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

4 commenti

  1. il calo fisico secondo me era inevitabile…bisogna far passare il momento,tenendo botta…ed evitare regali come quelli di oggi

  2. Altrochè se un punto sarebbe stato tanta manna! Sembra di ritornare alla “classica” Samp che in passato dava ossigeno ai moribondi…..

  3. Calo fisico evidente, prima op poi doveva arrivare. D’accordo con Federico, nervi saldi, concentrazione (troppi errori “concettualI”!!!)e aspettiamo tempi migliori.
    I tifosi dovrebbero risparmiarsi contestazioni controproducenti, oltre a Da Costa e Costa (per carità non nego le cagate che hanno fatto) stiamo demolendo psicologicamente anche Obiang e sento cose indicibilipure verso Gabbiadini. Sono tutti ragazzi del decennio ’90… un po’ di pazienza ci vuole. Con le dovute proporzioni…persino Vialli e Mancini ci hanno messo qualche anno a esplodere.

  4. Per quanto per me sia inadeguato Da Costa, non condivido le contestazioni eccessive, neppure a lui che ho sempre criticato. E’ vero sono ben pagati e per quanto pagati dovrebbero accettarle, ma sono deleterie nel senso che generano, come ha sottolineato Skeno, paura e tensione. Con Da Costa però la soluzione è molto semplice. Si siede come si sedette Romero e come capita a molti

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