BOSOTIN: “LE MIGLIORI PRESE PER IL CULO AI GENOANI”

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“Loro non avevano le idee che avevamo noi – racconta Bosotin – “Vivevano già di ricordi. Belin, del resto lo fanno anche adesso” – Così racconta Bosotin, parlando dei derby vissuti.

“Io mi ingegnavo per una regolare presa per il culo ai genoani nei derby. racconta il fondatore degli Ultras – “con la collaborazione di molti amici e anche del grande pittore Ezio Ugo. Io ideavo e lui dipingeva. Questo disegno lo abbiamo esposto durante un derby nell’epoca Fossati. E’ La Pietà di Fossati rivista da Ezio e dedicata all’allora presidente del genoa. Era andato a fuoco il Little Club genoa, sotto la gradinata. E nel disegno Fossati veglia sui resti”.

“Ma noi della Sud pensavamo a creare sempre qualcosa di sorprendente – continua Bosotin. “Ho già raccontato l’episodio dell’asino rossoblù entrato nello stadio all’inizio di un derby dei primi anni ’80. Nella foto sono con due pezzi grossi del tifo blucerchiato: Storelli e Bruno Mura, figlio della grande Caterina Mura. Avevamo comprato il ciuco da Massimo di Nervi. Suo padre vendeva pellicce e noi eravamo andati a prendere l’asino a Casale. Belin, sull’asino avevamo messo la scritta “Gianni Brera”, dedicata al giornalista di fede genoana. E questa storia mi fa ricordare quando non siamo riusciti a far entrare allo stadio 11 asini rossoblù con la scritta “Ripetenti” dopo l’ennesimo anno in B di quelle beline”.

Ma uno degli episodi più famosi resta l’ingresso trionfale nel derby 1983-84, il giro di campo con un piccolo Eloi, una scimmietta ammaestrata del circo Medrano.
Eloi, per la cronaca, è stato uno dei più grossi pacchi della storia bibina. Uscito probabilmente da un film dell’epoca, a metà tra l‘Allenatore nel Pallone e Paulo Roberto Cotechiño, viene presentato come un fenomeno ma in rossoblu raccoglierà 34 presenze in due anni e zero reti, contribuendo non poco ad una delle tante cadute in B della loro storia. In campo Eloi ha le movenze di una scimmietta. E Boso agisce:

“Mi è venuta quest’idea – racconta Bosotin – e sono andato a prendere la scimmia al circo Medrano, lasciando in pegno la catena d’oro e le chiavi della macchina. Sono entrato allo stadio tenendo la scimmia per mano. All’ingresso mi dicono che gli animali non possono entrare. E io ripondo: Belin, io di meglio non riesco a fare. Questo è mio figlio.  Mentre lo speaker faceva i nomi dei genoani abbiamo esposto 11 culi in gradinata. Quando infine è stato nominato Eloi abbiamo fatto il giro di campo con la scimmietta in maglia rossoblu. Belin, sembrava proprio lui”.

Cosa dire? Semplicemente geniale

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SampGeneration

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