AMANTEA, UN ESEMPIO DI CATTIVA INFORMAZIONE

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Amantea è una ridente cittadina sulla costa tirrenica della Calabria, in provincia di Cosenza. Da diverso tempo questo centro abitato con non più di 15.000 anime è salito agli onori della cronaca sportiva genovese grazie all’invidia calcistica che da sempre furoreggia nel cortile del Pontetto o nei peggiori bar di Busalla.

Tempo fa, tra un bagno estivo e l’altro, un piccione in vacanza nella punta dello stivale deve essersi recato in un campo di periferia alla ricerca di svago e, soprattutto, per lenire la nostalgia del tipico calcio caro al grifone: palla lunga e calci a nastro. Immaginate i suoi occhi increduli quando, strozzato dal caldo infuocato del mezzogiorno calabro, si è trovato di fronte una squadra autoctona militante in promozione la quale indossava i colori dei suoi peggiori incubi: le quattro tonalità che compongono il blucerchiato.

amantea_calcio logoSuperato lo choc iniziale, probabilmente dopo robusti fumenti a base di anduja, il nostro sperduto cuginastro deve aver pensato di poter fare lo “sgup” della vita. “Vai a vedere che, se l’anno che è esposto sul gagliardetto della squadra corrisponde alla sua fondazione, il gioco è fatto! Sai quanti sberleffi riuscirò ad inanellare in zona Manin?”.

Le cronache poi si sviluppano in maniera assai scontata, e infatti ci raccontano che il 1927 è effettivamente la data di fondazione della squadra la quale, però, ha una lunga storia che ai genoani evidentemente non interessa. Per il piccione quindi, il grande sberleffo è pronto: “i vostri tanto magici colori sono stati copiati dalla divisa di una modestissima squadra di periferia. Vergogna!”.

Questa notizia ha girato per diverso tempo sul web e molti cugini, amanti delle tastiere fino allo sfinimento onanistico, hanno creduto di marciare su un argomento finalmente pregno di vittoria.

Peccato, però, che la solita lama impaziente stava come sempre per calare sui loro colli di bifolchi.

Lentamente e di soppiatto, la verità ha iniziato a stagliarsi all’orizzonte. Qualche Sampdoriano l’ha accennata, qualche altro ha insinuato il tarlo ed alla fine, nel momento opportuno, le prove sono state portate per zittire di nuovo il “bobolo” che borbotta.

L’amara, lapidaria conclusione della vicenda sta nel fatto che si, l’Amantea venne fondata nel 1927 ma i colori sociali cambiarono dal bianconero al blucerchiato nel 1955 grazie ad un ferroviere in trasferta da Genova che, innamorato della sua Sampdoria, fece conoscere agli abitanti del luogo quei colori magici che fan venire i brividi trasmettendo anche ai simpaticissimi calabresi la nostra splendida passione.

Punto. Finito.

In due righe la tracotanza, ennesima e per l’ennesima volta non giustificata, dei nostri lugubri dirimpettai di gradinata è stata estinta.

Aspettiamo la prossima sparata rossoblù, pronti a demolirla nel tempo che impiega Maxi Lopez ad infilare Perin.

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

13 commenti

  1. Con quella “gente” non si discute li si deve prendere a “numerate” sulla faccia, come dire far parlare i numeri relativi agli ultimi trentanni 1984/2014. Sono impietosi! Per loro. A proposito mi è piaciuta la citazione della “lama impaziente che sta per calare sul loro collo di bifolchi” perchè mi ha ricordato il film supercult del grande Frank Capra “Angeli con la pistola” che regolarmente vedo tutti gli anni a Natale. Bravi!

  2. La storia e’ vecchia e rappresenta la riprova di una delle grandi verita’ della natura umana: non importa quanto brillante, intelligente e di successo, nel momento in cui un bibino parla di calcio (e soprattutto di Sampdoria) diventa, con uno scarto statistico accertato dello 0.3%, invariabilmente e conclamatamente scemo.
    Aggiungo solo una nota di colore: motivo di ilarita’ per i genoani piu’ arguti a proposito del supposto (e ovviamente inesistente) plagio della maglia dell’Amantea e’ che, oltre che di una “squadretta di periferia”, trattasi di squadra meridionale, il che, nei loro percorsi mentali sovente arzigogolati, dovrebbe rappresentare motivo di scherno.

    Ciao

    Filippo

  3. BELLISSIMA STORIA…CHE QUALCHE “PICCIONE” INSIGNIFICANTE VORREBBE SCALFIRE…………..
    …….I NOSTRO COLORI SONO E RESTERANNO “I PIU’ BELLI DEL MONDO”…SI METTESSERO CON L’ANIMA IN PACE…E’ UN ORGOGLIO SAPERE CHE ALTRI SI ISPIRANO ALLA NOSTRA MAGLIA…. INVECE DI ISPIRARSI A CERTE TONALITA’…TRITE E RITRITE E DI..CATTIVO GUSTO !
    SEMPRE E PER SEMPRE…….
    ………………FORZA SAMPDORIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA !!!!!! 😀

  4. Ciao amici doriani da Amanteano in trasferta in Lombardia per lavoro sono orgoglioso di vestire e apprezzare i colori blucerchiati che ci uniscono e ci rendono perciò unici! Spero un giorno che la mia cittadina possa gemellarsi con Sampierdarena. Un carissimo saluto e Forza Sampdoria!!! Sempre!!!

  5. Astolfo Geremia -

    Beh, ragazzi, mi spiace… ma è proprio vero che “i vostri tanto tragici colori sono stati copiati dalla divisa di una modestissima squadra di periferia.” Questa però non è l’Amantea (che li ha adottati appunto negli anni ’50) ma la “S.S. Concordia”, squadra amatoriale ligure che indossava la maglia blucerchiata già nel lontano 1928. Se non ci credete, al link seguente trovate una bella foto d’epoca:
    http://postimg.org/image/65l0sb2oj/

  6. “Con quella “gente” non si discute li si deve prendere a “numerate” sulla faccia, come dire far parlare i numeri relativi agli ultimi trentanni 1984/2014”, ecco, appunto. Il calcio esiste dal 1984, molto comodo. Bravo Astutillo !!! Se non sai di cosa parlare, stai zitto, fai più bella figura.

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