ALLA SCOPERTA DI FEDATO E BELTRAME, TALENTINI BLUCERCHIATI

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Fedato e Beltrame sono i nuovi talentini blucerchiati, acquistati dalla Samp nell’ultimo giorno di mercato invernale.

Per Francesco Fedato, nazionale Under 21, la trattativa è stata assai frenetica: nelle ultime ore della sessione, la Samp trova l’accordo con il Bari (società fresca di fallimento, in cui militava l’attaccante) per acquistare la metà del cartellino e portare subito Fedato in blucerchiato.

Ma il Catania, in possesso dell’altra metà del cartellino, si impunta nel volere subito il giovane veneziano per rinforzare l’attacco. Così l’accordo finale si traduce in Fedato Cataniacomproprietà tra Samp e Catania, con prestito fino a giugno in Sicilia del giovane talento. Con i siciliani Fedato ha esordito in A il 9 febbraio scorso, subentrando negli ultimissimi minuti di Parma-Catania all’argentino Lucas Castro, e ha totalizzato finora 4 presenze.

Nonostante la giovane età (è nato a Noale, provincia di Venezia e patria della celebre casa motociclistica Aprilia, il 15 ottobre del 1992), Fedato può già vantare un curriculum più che decoroso: esordisce col Venezia nel 2010-11 (in Serie D), totalizzando 4 presenze ed 1 rete. Nell’estate del 2011 si trasferisce alla Lucchese, in Eccellenza. Nonostante sia appena maggiorenne, il giovane attaccante riesce a contribuire alla promozione in D dei toscani, siglando 11 reti in 27 gare.

Il talentuoso diciottenne viene presto adocchiato dal Bari, che ingaggia l’attaccante cedendo poco dopo la metà del cartellino al Catania di Pulvirenti. E’ una delle rivelazioni dei galletti nella scorsa stagione: disputa 26 gare di campionato (segnando 6 reti, la prima a novembre contro il Livorno) ed esordisce nella Nazionale Under 20 a febbraio contro la Germania.

Nella stagione in corso ecco il salto di qualità: Fedato è convocato nell’Under 21 di Di Biagio. Prima partita e subito prima rete: esordisce ilU20 Italy v U20 Germany - International Friendly 9 settembre a Cipro, segnando il gol che sbloccherà l’incontro. Al momento, Fedato ha totalizzato 3 presenze (e 1 rete) nella rappresentativa nazionale giovanile.

E ora la Serie A: un assaggio in Sicilia per ambientarsi e poi, molto probabilmente, l’approdo a Genova a luglio, a rinforzare il reparto offensivo.

Alto 1.77 m per 70 kg, Fedato può giocare da esterno sinistro (benché il piede sia destro) o da seconda punta (e in questo può ricordare Gabbiadini). Salta agilmente l’uomo e le sue notevoli capacità tecniche gli hanno permesso di non accusare contraccolpi nel repentino salto di categoria dall’Eccellenza toscana alla B nazionale.

Meno tortuose le vicende sportive di Stefano Beltrame: attaccante biellese classe ’93 di scuola juventina, esordisce in A nella scorsa stagione: il 26 gennaio 2013 subentra all’82’ a Claudio Marchisio nel match interno contro i bibini, rischiando perfino di segnare la rete decisiva dopo pochi minuti. Ma cinghialotto Frey gli nega la soddisfazione.

Va comunque detto che il giovane Beltrame era già reduce da stagioni esaltanti nelle file della Primavera bianconera, con la quale ha vinto 1 Coppa Italia 2013 e 1 Torneo di Viareggio 2012.

Nell settembre 2013 Beltrame viene girato in prestito al Bari, per farsi le ossa. Gioca una decina di partite in B, quanto basta per mettersi in mostra e indurre la Samp a coinvolgerlo in uno scambio di comproprietà con il ragazzo venuto da Oregina, ossia Vincenzo Fiorillo: nelle ultime ore del mercato di gennaio la Samp annuncia di aver trovato un accordo con la Juve: Beltrame è per metà blucerchiato, in cambio della metà del cartellino del portiere.

Anche Beltrame, probabilmente, si accaserà a Bogliasco dal prossimo luglio. Il giovane attaccante è alto1.83 m per 72 kg. Il beltrame esultapiede naturale è il destro, anche se usa senza problemi anche il sinistro. Nella sua breve carriera è stato prevalentemente utilizzato da mezzapunta, talvolta da esterno sinistro. Preciso nei calci piazzati nonché brillante nell’uno contro uno, ha anche fama di valido assistman. Tra le sue caratteristiche, troviamo inoltre la rapidità d’esecuzione.

Fedato e Beltrame: due rinforzi interessanti per la Samp del futuro.

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SampGeneration

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4 commenti

  1. Non voglio entrare, per ovvie ragioni, nel merito dei due giocatori che peraltro non conosco. Ciò che mi fa sorridere è che in Italia uno nato nel 1992 (ventiduenne quindi) sia considerato giovane, magari da tenere ancora un pò nella bambagia per farsi le ossa, mentre, che so, in Inghilterra ci sono ragazzi di 18 anni che giocano regolarmente nelle Premier League. Qui da noi, e non solo nel calcio…..la maturazione è un processo assai lento. Da ciò si comprende quanto fosse fenomenale Gianni Rivera che esordì in Serie A a 16 anni con la maglia dell’Alessandria. Bisogna voltare pagina nel calcio (e non solo…) a partire dal cambio di mentalità altrimenti le nostre squadre in Europa faranno la fine solita che è sotto gli occhi di tutti (vedasi l’ultima penosa esibizione, si fa per dire, del Milan). E la grande Juve stracciatutti che si fa eliminare da una squadra turca…..

  2. Ok arrivano a Giugno, ma la domanda è a fare cosa? Suppongo panca alle spalle di Gabbiadini (se rimane..) Eder e d Okaka, 5 attaccanti sono tanti e rischiano di vedere il campo con il binocolo.

    A mio parere arriverà solo Fedato, Beltrame verrà ceduto in una squadra per giocare con continuità, fedato invece può già giocarsela.

  3. Un’appendice. E’ chiaro che è la classica situazione del gatto che si morde la coda. Un giovane(si fa per dire) se non gioca non può fare vedere tutto il suo valore, ma non gioca perchè è ritenuto troppo giovane! Quindi il problema vero è che questo giocatore dovrebbe essere valutato “tecnicamente” da chi ha competenza e se ritenuto bravo allora deve essere buttato nella mischia. Mi viene da pensare che veri talent scout non circolino più dalle nostre parti. Perchè allora, mi ripeto, se Rivera a 16 anni è sceso in campo (serie A) vuol dire che qualche esperto (vero) lo ha visto in allenamento ed è rimasto impressionato. Vero che di Rivera all’orizzonte non se ne vedono anche perchè, scondo me, nel calcio c’è stato un rilassamento per cui manca quella “fame” che crea i campioni. Un pò come nella boxe. Troppe….brioches ammollano gli spiriti.

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