ADDIO TORREIRA. GIAMPAOLO CONFERMATO ATTENDE GARANZIE DA FERRERO

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Ferrero sancisce l’addio di Torreira: scatterà ora l’asta per assicurarsi le prestazioni del piccolo campione uruguagio, arrivato alla Sampdoria in punta di piedi (piccoli) come riserva da inserire, bruciando subito le tappe e diventando un grandissimo punto di forza della squadra, l’unico giocatore di livello superiore che c’è rimasto.
Rimasto ancora per poco, visto che Ferrero attende solo che parta il gioco al rialzo fra squadre italiane e straniere per cedere il centrocampista.

Il caso di Torrreira è piuttosto eloquente: quando la stagione volge al termine e il giocatore sa di essere solo di passaggio, anche le sue prestazioni fatalmente si dimostrano meno convinte.
E non è un caso che dopo una trentina di partite di giocatori in vetrina, il finale di stagione della Samp sia stato molle come un fico ben maturo. Una mollezza dilagante che ci ha di fatto escluso dall’Europa, quando per una competizione internazionale potevamo e dovevamo lottare fino in fondo.

Ora la società, confermata praticamente in blocco, dovrà discutere con Giampaolo sulle prospettive per il prossimo anno.

Giampaolo al 99% resterà sulla nostra panchina, dopo che Sarri ha trovato l’accordo con il Napoli (De Laurentiis aveva dichiarato che il tecnico doriano era la probabile prima alternativa).
Lo stesso Ferrero dovrà dare garanzie al nostro allenatore oltre che a cercare di riavvicinarsi, Dio solo sa in che modo, a una buona parte di tifoseria blucerchiata dopo i fatti di Samp-Napoli e lo strappo con la gradinata.
A tal proposito, è ben strana la visione del calcio e dello stadio di Ferrero secondo le sue ultime dichiarazioni: “Il calcio è amore”.
Forse il presidente pensa di entrare allo stadio come in un tempio dei buoni sentimenti, dove i tifosi avversari si scambiano margherite, mentre il Viperetta osserva dalla tribuna e intanto si ingrossa le tasche con i giocatori esposti in vetrina. Una visione singolare, auspicabile soprattutto per lui e i suoi tasconi.

 

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SampGeneration

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8 commenti

  1. Torreira può andare a fanculo. Un buon metronomo niente più. Ora non facciamo piagnistei per un altro che vuole assolutamente andarsene. Già scalpitava l’anno scorso, dopo due partite buone. Lo innalzate a fuoriclasse, non esagerate. Un buon gregario ed è probabile che anneghi in qualche altra squadra. Se i calciatori sono degli impiegati, sebbene di lusso,
    I contratti dovrebbero prevedere una grande piccola differenza rispetto a oggi:
    La cifra pagatagli dovrebbe essere prevista e stabilita come quota mensile e non annuale, come tutti i comuni mortali. e come loro, dovrebbe essere possibile licenziarli in tronco, come ormai succede anche in Italia, senza tante giustificazioni. Il mondo va alla rovescia: un cristo che guadagna mille euro lo lasci a casa e chiudi il rubinetto, questi stronzi vedi Strinic e Torreira, si svogliano e bisogna pagarli per il resto dell’anno, perché hanno contratto. Ormai la tutela è tutta per loro, per quello la forbice fra grandi e piccole si nota tanto. Una grande può anche buttare via soldi, per una piccola ormai è scommessa ippica: ti sveni per prendere uno stronzo che fa quel che vuole e tu condannato a pagarlo anche se non rende. Sembra ormai che i calciatori si sbattono alla morte solo nelle top squadre. se gli paghi un milione all’anno ormai è merda per questi, e si sbattono solo per farsi vedere da chi li vuole pagare di più e poi: remi in barca per non farsi male. IL CALCIO OGGI FA CACARE.

  2. Senza offesa per nessuno. Ma spesso su queste colonne si leggono sempre le stesse cose. Con poca emozione per chi legge. Ma nel caso esposto da ALTAIR si nota, pur espressa con giudizi forti e tranchant ma assai giusti, una verità che spesso non viene rilevata e anzi si cerca di nascondere. Così si spiega il perchè a volte in una squadra si smette letteralmente di giocare e l’impegno diventa, ingiustamente per chi paga, un optional. Non c’è trasparenza ma solo un “apparentemente involontario” inganno. Nel senso che chi lo commette non risulta palesemente colpevole ma di fatto dal suo comportamento si produce un danno rilevante per l’intera “comunità” (squadra, dirigenti, ma soprattutto i tifosi). Bisognerebbe trovare dei sistemi per penalizzare chi compromette in tal modo il proprio rendimento. Ma come si può fare? E come trovare il punto di colpevolezza? E’ vero, il calcio oggi fa……evacuare. Ma anche la “società” in genere, a cominciare dal mondo della politica, come possiamo verificare dalle cronache correnti.

  3. Dimenticavo. Anche con Torreira probabilmente ci consoleremo con la “maledizione” blucerchiata che continua a mietere vittime tra chi decide di abbandonare la Samp. L’elenco è lunghissimo e al momento termina alla lettera S come Shick.

  4. seMarco Convalle -

    La maledizione blucerchiata purtroppo non esiste, Skriniar, Icardi, Bruno Fernandez non fanno cagare, anzi, altri sì, vuol dire che qualche pacco lo tiriamo anche noi ma non esiste una regola, che poi il calcio e la società in generale facciano schifo è sotto gli occhi di tutti, ma questi occhi purtroppo spesso sono chiusi o ipnotizzati, basta pensare che oggi milioni, forse miliardi di persone passano il loro tempo a guardare quella cazzata delle nozze in Inghilterra, c’è qualcosa che non va, su Torreira e altri diciamo la verità, non so che lavoro facciate ma se trovo qualcuno che mi da il triplo, il quintuplo per svolgere la stessa attività io me ne andrei, penso anche voi, le società di calcio sono ditte come tante altre, siamo forse noi sognatori a dargliun’altra valenza, questa esiste solo per i tifosi, non per i protagonisti, salvo rarissime eccezioni che non esistono quasi più, in qualsiasi squadra, l’unico esempio che mi viene in mente è Totti, che non guadagnava certo poco ma che avrebbe potuto guadagnare molto di più, per questo pur non essendo ovviamente romanista mi sono un po’ commosso al suo addio al calcio, ricordatevi anche tutti i nostri dell’era Mantovani che se ne sono andati perciò lasciamo in pace Torreira e altri che se ne vorranno andare, il mondo va così

  5. Mah, non ricordo tempi calcistici tanto diversi. Dessi tutto questo peso a queste cose avrei già smesso di seguirlo da una eternità il calcio, come tifoso (coinvolto) intendo.
    Inevitabile per un tifoso stipendiato standard buttare giù qualche rospetto… Non è che uno va a un concerto di Jovanotti e poi si offende se non sarà Jovanotti a chiedere a lui l’autografo.
    Per sentirsi importanti, e non presi in giro da importanti, c’è il volontariato da fare nel we.
    Poi mi diverte vedere Torreira che ha trainato la squadra per quasi due campionati oggetto di critiche perché ha concluso il campionato giocando da Cigarini invece che da Torreira…. Muriel allora andava sparato alla terza giornata, da attenderlo sotto casa con dei passamontagna. E invece no, chissà perché.
    Mai e poi mai mi sentirò offeso se un giocatore se ne andrà via per guadagnare di più e/o giocare in palcoscenici importanti. Se non volessero fare carriera non sarebbero mai arrivati in serie A, e neanche in C.
    Torreira ha onorato il contratto con la Samp, nessuno s’è mai pentito di averlo preso o di pagargli lo stipendio. Ha giocato sempre da titolare perché ha sempre meritato senza alcun dubbio di giocare da titolare. Contento lui che va a guadagnare di più e contento io per i milioni che ci fa entrare.
    Se sento di dover fare polemica contro Torreira allora devo smettere di seguire questo carrozzone che si chiama calcio.

    • seMarco Convalle -

      Proprio così, hai ragione, l’unica cosa su cui non concordo è che prima le cosiddette bandiere esistevano, non tutti per carità ma sicuramente in misura maggiore di oggi, un altro aspetto che voglio sottolineare è che la difficoltà che incontrano oggi le medio piccole è legata al fatto che esiste un mercato estero di espotazione, ora un buon giocatore alla fine va in Cina o altrove, noi con Suarez e Lodetti ci siamo salvati per anni

      • Si forse nei tempi passati qualche bandiera c’era, nel nostro caso forse sono finite con Gastaldello (giocatore che non è stato apprezzato abbastanza dalla tifoseria, personalmente è tra i grandi che hanno vestito questa maglia, considerando tutto) e Palombo.

        Comunque non vorrei sembrare troppo critico o snob verso i commenti più “arrabbiati”.
        E’ stato un tema dei giorni scorsi di questa nostra piccola comunità blucerchiata se non siamo un po’ troppo buoni in certi frangenti come tifoseria.
        Che lasciare lavorare va bene, ma anche ogni tanto mettere anche un po’ di pepe al culo potrebbe aiutare. Beh con me se ne può tranquillamente discutere.

  6. Belli e approfonditi tutti i commenti! Vorrei aggiungere, a proposito di giocatori bandiera, che un certo Francesco Flachi, pur avendo la Samp un piede e mezzo in serie C,(2001-2002) ha rinnovato il contratto non considerando molte offerte vantaggiose e poi ci ha trascinati un serie A. Per me è in assoluto il NUMERO 1!!

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