ADDIO ALFREDO DI STEFANO, FORSE IL PIU’ GRANDE DI SEMPRE

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Il ricordo del mito Di Stefano (scomparso due giorni fa a 88 anni) scritto da Roberto, autore delle “Memorie blucerchiate” per il nostro sito e della “Rametta blucerchiata” per Il Lavoro.

Quando ho sentito la notizia mi è venuto un brivido lungo la schiena e ho anche pianto. In questo blog si parla di calcio e quando muore uno come Alfredo Di Stefano bisognerebbe interrompere ogni attività “locale” per onorare la memoria di una autentica leggenda.

Per i giovani, è normale, forse è un nome che dice poco o niente ma quando si parla del più grande calciatore di tutti i tempi, Pelè o Maradona, Maradona o Pelè, non c’è partita. E lo sanno anche loro che il numero 1 è stato proprio l’argentino naturalizzato spagnolo, la “saeta rubia”, la saetta bionda, che quando il calcio ancora si esprimeva su ritmi piuttosto lenti lui correva ad una velocità pazzesca e praticamente copriva tutte le zone del campo.

Era difensore, centrocampista e soprattutto attaccante.

Era un super-atleta, il calciatore totale.

Ha segnato valanghe di gol e sempre in ognuna delle cinque finali di Coppa dei Campioni vinte dal grande Real Madrid(1956-1960). Allora il calcio trasmesso in TV era rigorosamente in bianco e nero ed emanava un certo fascino esotico.

Non esisteva ancora quella bulimia che desacralizza gli avvenimenti e poi il mondo era ancora assai inconoscibile e le distanze da percorrere un impegno rilevante.

Per me, ragazzo, ascoltare le telecronache di Nicolò Carosio e vedere quegli avvenimenti calcistici era come salpare sul veliero della fantasia e navigare per lidi lontani dove il pensiero si serviva della realtà per raggiungere quegli approdi che l’immaginazione sublimava in nuove “verità”. In quell’immensa squadra di campioni (Santamaria, Del Sol, Puskas il fenomeno, Gento, la più grande ala sinistra) Di Stefano era l’icona in movimento, la “grande bellezza” di un sport che con lui ha saputo elevare a inventiva creatività e genio come autentici motori di una vita che aveva nella speranza del futuro la ragione del proprio essere.

“Hasta siempre” comandante Alfredo, sarai sempre nel cuore di chi ama il gioco più bello del mondo!

 

Autore

SampGeneration

Il blog della Sampdoria

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