A UDINE PER CAPIRE CHI SIAMO (E DOVE VOGLIAMO ANDARE)

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Ci siamo. Dopo mesi di parole, indiscrezioni di mercato e discorsi da bar, stasera si torna a fare sul serio. La Sampdoria fa visita all’Udinese in un match dai mille significati. Innanzitutto sarà la prima partita dei blucerchiati dalla tragedia di ponte Morandi, che sarà ricordata su tutti i campi della Serie A per rendere omaggio alle 43 vittime della tragedia. E poi sarà il primo match di campionato della squadra di Giampaolo dopo il sacrosanto rinvio della sfida di domenica scorsa contro la Fiorentina. Udine non porta benissimo ai colori blucerchiati. In terra friulana l’undici di Novellino perse una ghiotta occasione per puntare alla Champions League nella stagione 2004/2005, mentre l’anno scorso toccò a Giampaolo ingoiare un poker terrificante. Ma il passato è passato e oggi la Samp deve pensare al presente per guardare con ottimismo al futuro. L’Udinese è squadra arcigna e sempre difficile da affrontare, ma i blucerchiati devono dare una risposta ai dubbi che aleggiano attorno alla squadra dopo un mercato da sufficienza stiracchiata e le partenze di uomini chiave come Torreira e Zapata. Non saranno della partita gli infortunati Regini, Praet e Tavares, oltre allo squalificato Caprari. Assenze che potrebbero pesare sul gioco del mister. Ma è proprio dalla filosofia di Giampaolo che bisogna ripartire per provare a confermare quanto di buono visto l’anno scorso, specie nel girone d’andata. Due gli obiettivi di questa stagione: mantenere una buona condizione per tutte le 38 giornate e migliorare il rendimento in trasferta. Numericamente la squadra è a posto, manca giusto un bomber da 20 gol. Questa l’unica vera incognita prima del calcio d’inizio di questa sera. Al 90′ avremo le prime risposte alle mille domande che ci siamo posti in questa caldissima estate. Augurandoci che il triplice fischio dell’arbitro La Penna ci regali il primo di tanti sorrisi.

Autore

Roberto Bordi

Redazione

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