50 ANNI DI… SAMP: AUGURI MARCO LANNA, L’UNICO GENOVESE SCUDETTATO

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Il 13 luglio è un giorno speciale per chi ha vinto, visto e vissuto l’epico scudetto blucerchiato. Oggi, infatti, è il compleanno di Marco Lanna. Nato a Genova il 13 luglio 1968, Lanna è stato l’unico genovese a far parte della rosa che ha vinto il campionato 1990/1991. Lanciato in prima squadra a nemmeno vent’anni da Vujadin Boskov, Lanna ha legato a sé il periodo della Samp d’Oro, conquistando via via sempre più spazio nella creatura plasmata da Paolo Mantovani. 124 presenze in blucerchiato tra il 1988 e il 1993, Lanna ha fatto parte in pianta stabile della Samp dello scudetto nel girone di ritorno, “approfittando” dell’infortunio di Luca Pellegrini e dello spostamento a centrocampo di Fausto Pari, che era stato inizialmente adattato a libero per sostituire il capitano.

Alla lunga, però, l’assenza in mediana di Pari si faceva sentire. Di qui la decisione di Boskov di far giocare Lanna titolare. Una mossa azzeccata, che ha contribuito alla conquista dello storico titolo.

Riportiamo qui di seguito la scheda di Marco Lanna contenuta nel libro “Sampdoria, campionato di calcio 1990-91: i protagonisti di un anno memorabile”. Per ricordare l’unico sampdoriano genovese.

L’unico genovese. E vanta anche un altro primato, è l’unico titolare cresciuto nella Sampdoria. Una presenza nella stagione ’87-’88, già 19 nel campionato successivo, campionato nel quale aveva trovato stabilmente posto in panchina.

Marco Lanna è uno che viene dalla gavetta. Alto, fisicamente prestante, piedi ruvidi, ma nessuna paura di buttarli nella mischia, è il classico difensore all’antica: decisione e temperamento le armi con cui si è imposto all’attenzione e ha guadagnato la fiducia dell’allenatore e dei compagni.

Nato stopper, calcisticamente parlando, Marco ha finito per diventare un libero. Come spesso accade, per necessità di squadra. Nel ruolo non avrebbe avuto chances perché davanti aveva Pellegrini, un “socio fondatore” dell’era Mantovani. Oltre a tutto più bello (fisicamente) ed elegante (nel giocare) di lui.

Ma nelle ultime due stagioni capitan Pellegrini ha cominciato ad accusare guai muscolari. Uno stiramento dietro l’altro, quasi una persecuzione. E assenze sempre più lunghe dal calcio giocato. Prima Boskov ha impiegato Pari dietro alla difesa, con risultati disastrosi per la Sampdoria. Pari era bravo anche da libero, ma lasciava un vuoto incolmabile a centrocampo. Così, dopo oltre un mese di sofferenza, la decisione che diede un assetto definitivo alla squadra lanciata verso lo scudetto. Dentro Lanna, e pari di nuovo in mezzo. Il genovese non fece rimpiangere né Pellegrini né Pari. La Sampdoria tornò a prendere quota.

Quando Pellegrini, d nuovo guarito, venne alla carica per riprendere il suo posto, Boskov e i compagni ebbero più di un’esitazione. Lanna rimase in squadra ancora per un paio di domeniche e solo a Milano, con l’Inter, in una gara da giocare nel bunker, lasciò il posto al capitano.

I meriti di Marco? Facile rispondere: ha saputo guadagnarsi la fiducia di Boskov e dei tifosi. E soprattutto quella degli esigentissimi compagni che in squadra l’hanno voluto a lungo considerandolo una garanzia”.

Tanti auguri campione!

Autore

Roberto Bordi

Redazione

2 commenti

  1. Difensore sottovalutatissimo, ha avuto la sfiga di nascere in un’epoca di “mostri”( non solo i nostri Mannini, Vierchowod e Pellegrini, penso a Bergomi, Ferri, Ferrara ecc…) altrimenti avrebbe potuto fare una carriera ancora migliore…AUGURI GRANDE MARCO!!!

  2. Ci aggiungo un gran gol di testa in un derby memorabile, vinto 4-1, quello della carta igienica a cascata dalla Nord che fece sospendere la partita a lungo. Auguri Marco.

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