4-2-3-1, UNO SCHEMA DA ADOTTARE PIU’ SPESSO. NON SOLO COL PALERMO

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Sono passati 20 minuti della ripresa e la Sampdoria sta perdendo 1-0 contro il Palermo. Mister Giampaolo, per la prima volta in stagione, opta per un cambio di modulo in corsa. Ebbene sì. Il tecnico di Bellinzona, noto per il suo integralismo tattico, sacrifica il suo amato 4-3-1-2 per irrobustire la trequarti. Schick a destra, Bruno Fernandes a sinistra e Alvarez al centro: 4-2-3-1.

Una soluzione che produce risultati immediati. Il baricentro della squadra si alza di dieci metri, il Palermo non riesce a impedire di farsi schiacciare in difesa e la Samp crea un pericolo dietro l’altro, fino al batti e ribatti finale risolto da Bruno Fernandes con una bordata centrale ma imparabile.

L’ultima di una lunga serie di occasioni da gol, forse più di quelle contate in una partita e mezza. Un caso? Assolutamente no. Era da tempo che non si vedeva attaccare la Sampdoria con un numero così elevato di giocatori. E pensare che, soltanto nel primo tempo della sfida col Palermo, il povero Muriel si trovava quasi sempre da solo al cospetto di una muraglia umana invalicabile.

Aggirare la difesa avversaria con una squadra più sbilanciata è più facile, ma anche più rischioso. Una buona ragione per riproporre il 4-2-3-1 in situazioni analoghe, quando bisogna recuperare il risultato o si affronta una squadra più debole e ben arroccata in difesa. La rosa della Samp è asimmetrica, con pochi difensori e un centrocampo ricco di talento: perché non approfittarne?

Praet, Bruno Fernandes, Schick, Alvarez e l’oggetto misterioso Djuricic: mister Giampaolo può contare su 5 trequartisti. Non tutti puri, certamente. Praet può giocare mezzala, stesso discorso per Bruno Fernandes; Schick è un centravanti adattato, mentre Djuricic ancora non lo sappiamo.

Dare imprevedibilità alla manovra, sorprendendo l’avversario con una varietà di soluzioni tattiche: dev’essere questo il prossimo obiettivo di Giampaolo, tecnico abile a dare una chiara idea di gioco alla squadra ma ostinato nel puntare quasi sempre sugli stessi schemi e gli stessi interpreti.

Se per schierare una difesa competitiva deve fare le nozze coi fichi secchi, dalla cintola in su il mister dispone di tanti bravi giocatori che possono essere impiegati in modi e situazioni diverse: magari proprio con quel 4-2-3-1 che ha contribuito a salvarlo da un esonero molto probabile.

ROBERTO BORDI

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Roberto Bordi

Redazione

6 commenti

  1. E’ da esonerare il viperetta altro che il mister
    lasciamolo lavorare intanto se cambi allenatore i giocatori son sempre gli stessi…difesa ballerina e attacco sterile

  2. Non è corretto dire che Giampaolo ha cambiato modulo in corsa per la prima volta visto che a Cagliari addirittura nell’ultimo quarto d’ora ha dato vita a un 3-3-1-3…
    Comunque sono d’accordo con l’articolo, visto come è stata strutturata la rosa il 4-2-3-1 in linea teorica e comodamente seduti davanti a un pc PARREBBE una soluzione fattibile e intrigante per cercare di dare maggiore incisività a un attacco davvero troppo spuntato perchè, a mio modestissimo parere i problemi maggiori sono davanti piuttosto che dietro…

    • LUCA DAL BRASILE -

      il tecnico bravo é quello che parte dal materiale umano disponibile, ne capisce le propensioni tattiche, e ne ricava lo schema, non viceversa.
      In questo senso Giampaolo mi sta deludendo perché insiste su uomini e schemi inadatti alla realtà .
      Ció premesso, a me il 4231 é sempre stato uno schema che mi affascina, perché con 2 mediani di interdizione si fa un buon filtro, e se uno di loro e/o uno dei 3 centrocampisti offensivi hanno piede e visione di gioco, metti davanti alla porta avversaria l’attaccante di ruolo e 1-2 compagni.
      Visto quel che abbiamo in casa, concordo con l’articolo nel dire che questo sarebbe lo schema giusto.
      Mediana: si sceglie tra Linetty, Torreira ,Cigarini, Eramo e Palombo
      Centrocampisti offensivi: si sceglie tra Praet, Alvarez, Fernandes, Djuricic (ma anche Linetty)
      Resta da vedere chi dovrebbe essere l’attaccante titolare, tra Muriel (più seconda punta), Budimir (più centravanti boa) , o Schick (attaccante di manovra dai piedi buoni, ma molto indietro rispetto agli altri come adattamento al nostro campionato).

  3. Concordo con l’articolo e i commentatori. Aggiungo che con squadre più toste rispetto al Palermo, si potrebbe utilizzare il 4,3,2,1 . Inutile avere 2 punte se non riusciamo a creare occasioni per mandarle al tiro. I 2 rifinitori (avendone in abbondanza) possono creare maggiori alternative di gioco e fare anche il non possesso meglio di un usurato Quaglia che va usato con maggiore parsimonia per ottenere il suo contributo. Aggiungo che vorrei vedere Praet e Fernandez dietro Muriel, Infine un pensiero su Djuricic (vedere wiki e qualche filmato): non è affatto l’oggetto misterioso che dice la stampa; sempre nelle nazionali giovanili serbe fino alla maggiore; dal 2010 al 13 campionati con reti ed assist e poi una valutazione di riscatto di 12 mil. Seguono molti trasferimenti che non fanno certo trovare continuità soprattutto quando hai poco più di 20 anni. Mi aspetto buone cose anche da lui. Vorrei sentire vostri pareri

      • Sarebbe ottimo il 4 2 3 1 con due punti fermi. Budimir centravanti, Muriel largo a destra. Poi a sinistra metterei Fernandes e Alvares/Praet rifiniture. In mediana Torreira e Barreto ad esempio.

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